Parliamo del genere Gallus

Nel genere Gallus si contano in totale quattro specie: il gallo bankiva (Gallus gallus), il gallo di Sonnerat (Gallus sonneratii), il gallo dello Sri Lanka (Gallus lafayettii), e il gallo di Giava (Gallus varius). Tutte e quattro le specie, molto simili tra loro, sono praticamente l’emblema dell’ordine dei Galliformi, a cui hanno dato appunto il nome: uccelli terricoli dalle zampe robuste, che preferiscono camminare/correre piuttosto che volare, e con un marcato dimorfismo sessuale, con i maschi più grandi e molto più vistosi delle femmine. Il genere Gallus (ovviamente le specie selvatiche) è diffuso in Asia meridionale e sudorientale, come si evince da questa mappa:

La specie Gallus gallus è anche la stessa a cui appartengono galli e galline domestici (tutte le razze, nessuna esclusa), questi ultimi considerati nella sottospecie Gallus gallus domesticus. Evidenze genetiche, ottenute grazie all’analisi del DNA mitocondriale di antiche ossa di galli domestici, hanno stabilito che l’inizio della domesticazione del gallo bankiva è iniziata circa 8000 anni fa, soprattutto per carne e uova (ma anche per le piume). Dopo migliaia di anni e un gran lavoro di selezione artificiale, oggi esistono oltre 500 razze di gallo domestico, le cui caratteristiche fisiche e comportamentali spesso si discostano in modo significativo da quelle del gallo selvatico asiatico. Nonostante il gallo domestico appartenga indubbiamente alla specie Gallus gallus, ci sono state delle contaminazioni genetiche da parte di tutte le altre tre specie di Gallus. Si pensa infatti, ad esempio, che il gene della pelle gialla delle galline domestiche arrivi dal gallo di Sonnerat, e non dal gallo bankiva. Quest’ultimo normalmente non produce ibridi fertili con gli altri tre, ma talvolta succede, ed è quindi possibile far incrociare nuovamente l’ibrido con una delle due specie che l’hanno originato. Questo processo si chiama introgressione o ibridazione introgressiva.

L’introgressione può essere definita come l’incorporazione permanente di geni da un gruppo geneticamente distinto (specie, sottospecie, popolazione, varietà) ad un altro, originatasi dall’incrocio di un ibrido con uno dei gruppi parentali. Questo fenomeno differisce dall’ibridazione, non essendo quest’ultima necessariamente accompagnata da introgressione. In alcuni casi infatti gli individui possono risultare sterili e l’ibridazione non porta ad uno scambio genetico permanente, cosicché la frequenza delle specie ibridizzate può sovrastimare il tasso di introgressione. Inoltre, l’introgressione genera un complesso rimescolamento dei geni parentali mentre l’ibridazione produce individui con caratteristiche intermedie, dal punto di vista genetico, tra le due specie parentali. Fonte Va detto però che questo processo non l’abbiamo inventato noi umani, in quanto in natura è sempre avvenuto, da miliardi di anni, e si pensa che abbia un ruolo molto importante nella speciazione e quindi nell’evoluzione degli esseri viventi.

Ma vediamo ora la classificazione tassonomica del genere Gallus:

Aves -> Galliformes -> Phasianidae -> Phasianinae -> Gallus

Le quattro specie di questo genere hanno iniziato a divergere dal loro antenato comune dai 6 ai 4 milioni di anni fa. Tra l’altro, se andiamo indietro fino a 20 milioni di anni orsono troviamo un antenato comune con il genere Phasianus, quello che include il fagiano comune e il fagiano verde giapponese.

E ora, finalmente, vediamo come si presentano le quattro specie di gallo selvatico.

Ecco il gallo bankiva (Gallus gallus):

Maschio Fonte
Maschio, dettaglio. Fonte
Femmina Fonte

Ecco il gallo di Sonnerat (Gallus sonneratii):

Maschio Fonte
Maschio, dettaglio. Fonte
Femmina Fonte

Ecco il gallo dello Sri Lanka (Gallus lafayettii):

Maschio Fonte
Maschio, dettaglio. Fonte
Femmina Fonte

Ed ecco infine il gallo di Giava (Gallus varius):

Maschio Fonte
Maschio, dettaglio. Fonte
Femmina Fonte

Come vedete, i maschi (galli) sono degli uccelli magnifici ed elegantissimi, con colori sgargianti e una lunga coda iridescente, mentre le femmine sono tutte marroncine e piuttosto anonime, cosa che però le aiuta enormemente a mimetizzarsi e a rendersi invisibili ai predatori, specialmente mentre covano le uova (compito esclusivo delle femmine). Comunque, anche se i maschi sono molto vistosi, nel loro habitat naturale costituito da fitte foreste tropicali sono molto difficili da individuare, anche perché sono uccelli molto più schivi e timidi nei confronti degli umani ripetto alle razze domestiche.

Curiosità: solitamente il maschio di queste specie viene chiamato gallo e la femmina gallina, ma questo è formalmente un errore. La femmina andrebbe infatti chiamata “gallo femmina”!

I galli selvatici utilizzano una gran varietà di richiami specifici, ad esempio hanno un richiamo diverso per avvertire i conspecifici dell’arrivo di un predatore terrestre o aereo. Tuttavia, il richiamo di gran lunga più emblematico è quello che usa il maschio (il gallo) per richiamare le femmine durante il periodo riproduttivo, ovvero il tipico “chicchirichì”. Ma questo richiamo è tipico soltanto della specie Gallus gallus, a cui appartengono appunto anche i galli domestici. Le altre tre specie hanno richiami molto diversi.

Sentiamo quindi prima una compilation di galli domestici che “cantano”, giusto per rinfrescarci la memoria:

Nota: a dire il vero il richiamo dei galli domestici è un po’ diverso da quello della specie originale, ovvero più lungo (a volte moooolto più lungo) e con una coda meno troncata. Ecco un gallo con un growl pazzesco e lunghissimo, in stile death metal!

Tornando seri, ecco il canto del gallo bankiva selvatico:

Come avrete notato il richiamo è molto simile ma più corto, e termina di colpo (senza “fading”). Si capisce comunque molto bene che galli domestici e selvatici sono la stessa specie, anche se esteticamente spesso sono straordinariamente diversi.

E adesso sentiamo i canti molto diversi delle altre tre specie di Gallus. Ecco il gallo di Sonnerat:

Ecco il canto del gallo dello Sri Lanka:

E infine il canto del gallo di Giava:

Come avrete notato, questi richiami sono molto diversi da quelli dei galli domestici. Se invece del gallo bankiva avessimo addomesticato, ad esempio, il gallo di Giava, il canto del gallo ora sarebbe enormemente più fastidioso, ovvero un grido stridulo, metallico, e spacca timpani! Ciononostante, il gallo di Giava ha una lunga tradizione come animale domestico nelle zone d’origine, grazie al suo magnifico piumaggio.

Senza aggiungere nulla sul loro aspetto (le foto all’inizio valgono già mille parole), non si può non toccare la questione delle loro dimensioni e massa fisica. I galli selvatici, come potete immaginare, sono mediamente molto più piccoli e leggeri dei galli domestici. Nelle due specie più massicce, ovvero il gallo bankiva e il gallo di Giava, i maschi raggiungono al massimo i 1500 grammi di peso, le femmine al massimo 1000 grammi. Nelle altre due specie, ovvero il gallo di Sonnerat e il gallo dello Sri Lanka, i maschi raggiungono i 1150 grammi circa, e le femmine i 600-800 grammi. A confronto, mediamente, i galli e le galline domestici pesano più del doppio, sempre a seguito della selezione artificiale. La razza di gallo domestico più pesante mai creata è quella chiamata White Sully, i cui maschi potevano raggiungere i 10kg di peso! Ho usato il verbo al passato perché oggi questa razza non viene più allevata, forse a causa della marcata aggressività che era emersa come effetto collaterale della selezione. Fonte Oggi le razze più pesanti si aggirano mediamente sui 4-6 kg di peso limite, come le Brahma, qui sotto.

Parlando invece di riproduzione, questi uccelli presentano un comportamento socio-riproduttivo abbastanza variabile da specie a specie. Nel gallo bankiva prevale la poliginandria, ovvero quando un maschio si accoppia con diverse femmine e le femmine con diversi maschi. La loro struttura sociale si basa su gerarchie aggressive, sia tra i maschi che tra le femmine, e viene ad instaurarsi un ordine di beccata, la stessa cosa che accade nei pollai. Tuttavia, nelle razze domestiche il comportamento riproduttivo ha virato verso una marcata poliginia, con un solo gallo che difende il proprio harem di femmine sia dai predatori che da altri galli. In queste battaglie i galli usano i potenti speroni che hanno sulla parte posteriore delle zampe, di cui le femmine sono prive. I galli possono essere così aggressivi tra di loro che in alcune parti del mondo le lotte tra galli rappresentano un’industria da miliardi di dollari. Se volete approfondire ecco il link al mio articolo su questo argomento.

Due galli che combattono Fonte

La struttura sociale dei galli bankiva vede un maschio dominante a capo del gruppo (solitamente 5-12 esemplari), qualche maschio non dominante, e diverse femmine. Quasi sempre il maschio dominante è l’unico che ha il diritto di accoppiarsi con le femmine, anche se le “scappatelle non autorizzate” non sono affatto una cosa rara. Le femmine tendono a preferire i maschi con cresta e bargigli più sviluppati e colorati, che solitamente appartengono al maschio dominante. (Se volete scoprire le funzioni della cresta del gallo, andate qui). Il maschio, per conquistare la femmina, solitamente le dona dei regalini gustosi, che lascia cadere davanti a lei emettendo contemporaneamente un richiamo specifico, come fa anche questo gallo domestico:

La femmina depone 4-7 uova color crema, più volte all’anno, in una depressione del terreno nella densa vegetazione, talvolta anche in conche dei tronchi degli alberi a qualche metro d’altezza, e poi le cova per 21-26 giorni. I pulcini nascono ovviamente precoci, e seguono la madre per 4-5 settimane, nutrendosi da soli sotto la sua guida. Possono già volicchiare a una settimana di vita. A 12 settimane vengono espulsi dal gruppo. La maturità sessuale viene raggiunta a circa 5 mesi di età.

Uova di gallo bankiva, il colore e le dimensioni sono variabili. Fonte
Una femmina di gallo bankiva con tre pulcinotti Fonte

I maschi di gallo bankiva non prendono parte in alcun modo né alla cova né allo svezzamento della prole, limitandosi a difendere il loro territorio e il loro harem di femmine (i maschi dominanti), oppure a spodestare gli altri maschi dominanti per conquistare il loro territorio e le loro femmine (i giovani maschi).

Nelle altre tre specie, nonostante i gruppi prevedano sempre un maschio dominante, il comportamento riproduttivo sembra essere invece una poliandria facoltativa, che prevede una femmina legata principalmente ad un maschio dominante, ma anche ad altri due o tre maschi “aiutanti” più giovani (solitamente suoi figli). In questo caso i maschi sembrano avere un ruolo importante nella sorveglianza del nido (predatori, altri galli, ecc) mentre la femmina è in cova, e successivamente anche dei pulcini. Addirittura per il gallo di Sonnerat sono stati osservati dei maschi cercare attivamente cibo per i propri pulcini. Il numero di uova per covata è simile al gallo bankiva, così come il tempo d’incubazione. Tuttavia queste tre specie sono molto meno studiate del gallo bankiva, specialmente nel loro inaccessibile habitat naturale, e quindi molti dettagli sulla loro biologia non sono ancora del tutto chiariti.

Un gallo di Giava (in primo piano) e un gallo bankivo (in secondo piano), entrambi selvatici. Fonte

Questi uccelli, come ho già detto all’inizio, sono parecchio terricoli, e volano soltanto in caso di reale necessità e raramente per distanze superiori ai 100 metri. Non avendo una muscolatura alare ricca di mioglobina (il petto è carne bianca), il loro volo è principalmente anaerobico, e non possono mantenerlo per più di qualche decina di secondi al massimo.

Un gallo bankiva che si sgranchisce le ali (corte e arrotondate, tipiche dei galliformi) Fonte

Nota: ricordatevi che anche le galline domestiche possono volare, purché non siano razze giganti e che abbiano la possibilità di allenarsi fin da giovani. Ecco il link per approfondire.

Ecco quindi quali sono queste “reali necessità”:

  • Raggiungere i rami degli alberi per poter dormire la notte o riposare di giorno lontano dai predatori terrestri. In questi casi sono state osservate altezze da terra fino a 18 metri;
  • Superare un ostacolo fisico che non è possibili aggirare facilmente via terra, come ad esempio un fiume;
  • Fuggire da un pericolo improvviso quando una fuga a gambe non sarebbe sufficiente.

Il loro volo è molto diretto e, a differenza di quello dei loro cugini fagiani, anche molto poco rumoroso.

Nel seguente video del tubo si vedono dei galli bankiva cittadini che, quando serve, si dimostrano comunque dei volatori sorprendenti:

In questo video avete visto questi uccelli pascolare tranquillamente in un centro abitato. Infatti, nonostante siano animali che non si avvicinano agli esseri umani, spesso è possibile trovarli anche nei parchi cittadini di grosse metropoli come Singapore. Ci sono perfino delle femmine con i pulcini! Ecco il video:

Come tutti i Galliformi, anche i Gallus sono uccelli che fanno il bagno nella polvere, e non nell’acqua. La loro dieta è tendenzialmente onnivora, ma i pulcini si nutrono quasi esclusivamente di invertebrati, fonte essenziale di proteine necessarie per la loro crescita. Tra le quattro specie, il gallo dello Sri Lanka è quello con la dieta più delicata e difficile da bilanciare in cattività. Per questo motivo in cattività questa specie è estremamente rara.

Le quattro specie selvatiche di Gallus non sono (ancora) a rischio estinzione, in quanto molto adattabili, molto prolifiche, e diffuse in habitat molto ampi (eccetto la sonneratii), nonostante vengano ancora pesantemente cacciate dalle popolazioni locali. Inoltre il gallo bankiva “autentico” e il gallo di Giava vengono anche allevati in cattività a scopo ornamentale.

Curiosità: nelle zone d’origine i galli bankiva selvatici spesso si accoppiano naturalmente con i galli e galline domestici allevati in semi libertà.

Ma torniamo ora alla questione dell’addomesticazione del gallo bankiva. Dopo 8000 anni di allevamento e selezione forzata, la sottospecie domestica del gallo bankiva, ovvero la Gallus gallus domesticus, è stata pesantemente trasformata e alterata a nostro uso e consumo. Delle oltre 500 razze di gallina che abbiamo creato, alcune sono rimaste vagamente simili alla specie selvatica (quantomeno funzionali), altre sono talmente innaturali e disfunzionali che onestamente mi fanno una gran pena solamente a guardarle. È il caso ad esempio della razza Dong Tao, le cui zampe crescono a dismisura, rendendo l’animale praticamente invalido e quasi incapace di camminare. Ecco un video che mostra questi poveri animali:

Per non parlare poi dei terribili allevamenti intensivi (razza broiler), di cui ho ampiamente parlato in questo articolo. I polli, così vengono definiti volgarmente gli uccelli appartenente alla specie Gallus gallus domesticus, sono spessissimo considerati animali stupidi e totalmente incapaci di provare emozioni. Se anche voi la pensate così, fatevi un giro su questo articolo e probabilmente cambierete idea. Sono animali talmente sottovalutati che alcune persone non sanno nemmeno che sono uccelli! Incredibile ma vero.

L’enorme diffusione degli allevamenti intensivi di polli ha reso la specie Gallus gallus non solo la specie di uccello più abbondante sul pianeta, ma anche la specie di vertebrato più numerosa, con un numero stimato in 33 MILIARDI di esemplari in ogni dato istante.

Giusto due polli in un capannone… Fonte

Come accennavo prima, esistono anche molte razze perfettamente funzionali (anche se a volte con problemi di salute a causa della selezione), e molto belle, allevate a scopo ornamentale. Personalmente adoro le Sebright, sia dorate che argentate:

Sebright oro Fonte
Sebright argento Fonte

E poi ancora mi piacciono molto le padovane, con il loro enorme casco di piume in testa:

E poi, ultime ma non ultime, le moroseta, galline stranissime, molto docili, e con un piumaggio che sembra zucchero filato!

Una moroseta bianca Fonte

Oltre al piumaggio serico (setoso), queste galline hanno altre caratteristiche molto insolite, come la pelle melanica (nera) e le zampe con 5 dita anzichè 4. Queste galline (o galli) sono talmente docili che ultimamente stanno spopolando come animali domestici, dei veri e propri peluche da divano. Questo video è piuttosto significativo:

Ma se volete approfondire in tema di galline come animali domestici, ecco il link al mio articolo a riguardo.

Concludendo, gli uccelli del genere Gallus (specialmente la specie Gallus gallus) sono stati, e sono tutt’ora, i pennuti più importanti per la specie umana, da almeno 8000 anni. Con la loro addomesticazione, e la loro capacità di “trasformare” i nostri scarti in leccornie, ci siamo garantiti un’importantissima fonte di cibo, ovvero la carne e le uova. Tuttavia non dobbiamo dimenticarci che i galli e le galline “originali” esistono ancora, e sono là fuori, e meritano di essere studiati e tutelati esattamente come tutte le altre specie animali. Esatto!!! Anche se al mondo ci sono “già” 33 miliardi di polli!!! Perché non sono per niente la stessa cosa.

A presto e grazie della lettura!

Fonti:

Genere Gallus

Gallus gallus: Wikipedia, BOW

Gallus sonneratii: Wikipedia, BOW

Gallus lafayettii: Wikipedia, BOW

Gallus varius: Wikipedia, BOW

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