È possibile far nascere dei pulcini dalle uova del supermercato?

Che ci crediate o no, la risposta è affermativa. Tuttavia ci sono un bel po’ di “ma” e “se” a riguardo. Il primo “ma” è: ma non dalle uova di gallina. Infatti le galline da uova vengono accuratamente selezionate, ed è impossibile che un gallo finisca insieme a loro. Ergo? Tutte le uova (ok, il 99,9999%…) di gallina che comprate al supermercato e che provengono da grandi produzioni non sono fecondate.

Una batteria di (povere) galline ovaiole Fonte

Un discorso molto diverso riguarda invece le uova di quaglia. Le quaglie infatti sono uccelli molto più piccoli, e i maschi potrebbero assomigliare molto alle femmine, specialmente in alcune varietà di colore (come la varietà italiana, appunto) e fuori dal periodo riproduttivo. Di conseguenza, spesso qualche maschio finisce insieme alle femmine. E un solo maschio può fecondare moltissime femmine! In alcuni allevamenti i maschi vengono messi assieme alle femmine (1 maschio ogni 30-50 femmine) volontariamente, perché questo sembra abbia un effetto tranquillizzante su queste ultime. Addirittura alcuni allevamenti tengono maschi e femmine insieme, sia per la carne, sia per le uova.

Una batteria di (povere) quaglie ovaiole Fonte

Quindi molte uova di quaglia del supermercato sono in effetti fecondate e potrebbero potenzialmente diventare pulcini. Ma adesso arrivano i “ma” e i “se”. Infatti, un uovo fecondato è molto delicato, e di sicuro la catena di distribuzione per uova destinate al consumo umano non adotta tutte le precauzioni necessarie per mantenere in vita un embrione che non dovrebbe nemmeno esserci. Ci sono diversi fattori che possono ridurre la probabilità di schiusa, i principali sono:

  • Eccessivo tempo di conservazione: infatti dopo 10 giorni la fertilità inizia a calare velocemente;
  • Temperature troppo basse: sotto i 7 gradi gli embrioni muoiono velocemente;
  • Troppe vibrazioni durante il trasporto e il posizionamento sugli scaffali del supermercato, oppure viaggi troppo lunghi: le vibrazioni possono danneggiare i microscopici capillari embrionali e perfino il guscio stesso, causando la morte dell’embrione o precludendone uno sviluppo corretto.

Spesso queste tre concause si realizzano contemporaneamente, e quindi la probabilità di schiusa si riduce moltissimo, arrivando talvolta praticamente a zero. Quindi, per massimizzare la percentuale di uova “buone” da mettere in incubatrice bisogna:

  • Acquistarle in un supermercato non troppo distante dall’azienda che le produce;
  • Comprarle appena vengono messe sugli scaffali del supermercato, solitamente in banchi frigo tenuti a +7 gradi (per evitare la formazione di condensa sulle uova, che potrebbe favorire la proliferazioni di batteri);
  • Sperarle (osservarle in trasparenza con una forte luce in una stanza buia), per scartare le uova che presentano microfratture al guscio.
  • Acquistarle preferenzialmente in primavera o estate, quando i maschi sono più attivi dal punto di vista riproduttivo.

Detto questo, la percentuale di schiusa potrebbe variare tra lo zero e il 90%, ma normalmente si attesta sul 30-40% di uova buone. Ovviamente le uova di quaglia per il consumo umano presenti sul mercato sono tutte uova di quaglia giapponese (Coturnix japonica), in due varianti: la standard, le cui uova hanno un peso di 7-11 grammi Fonte, e la jumbo, che produce uova con un peso medio di 12-16 grammi. Fonte Gli adulti della standard hanno un peso di 100-120 grammi, mentre gli adulti della jumbo possono superare i 300 grammi di peso. Ormai però le uova della standard sono quasi sparite dal mercato, in favore delle jumbo.

Uova di quaglia giapponese Fonte
Quaglia giapponese, varietà italiana Fonte

Una mia amica, Jessica, studia agraria e anche lei come me ha una grande passione per gli avicoli, e ha voluto provare a incubare artificialmente le uova di quaglia del supermercato. Dopo aver esaminato attentamente tutte le 18 uova della confezione, ne ha selezionate 6, le uniche prive (o quasi) di microfratture del guscio. 4 su 6 erano fecondate, ma in una l’embrione è morto prematuramente. Dopo averle incubate per 16-17 giorni, se ne sono schiuse 3.

Ecco quindi qualche foto (con i rispettivi nomi) delle tre quagliette nate, che Jessica mi ha gentilmente concesso di pubblicare:

I tre pulcini a pochissimi giorni dalla schiusa
Johnny (femmina)
Aletta (femmina)
Grill (femmina, R.I.P.)

Nota: i nomi sono stati assegnati prima di sapere il sesso!

Queste quaglie non sono state fatte nascere per finire nella padella come tutte le altre, ma solo per diventare dei perfetti animali domestici, avendo a disposizione un’ampia voliera piena di terreno e sabbia in cui scavare (foto sotto), e anche con la possibilità di pascolare in un bel prato verde (sempre sotto sorveglianza). Quindi, da uova destinate a finire in padella, Jessica le ha incubate artificialmente e trasformate in quelle che ora sono sicuramente le quaglie giapponesi più felici nel raggio di 200km (minimo!). Lei, oltre alle quaglie giapponesi ha anche quaglie cinesi e molte galline, specialmente di razza Brahma, il suo “cavallo di battaglia”.

Brava Jessica! Un giorno, quando avrò più spazio, forse anche io proverò a incubare le uova di quaglia del supermercato.

Se volete approfondire in tema di quaglie giapponesi “da compagnia”, andate a questo link. Se invece volete approfondire l’incubazione artificiale, andate qui.

Per concludere, far nascere pulcini dalle uova del supermercato è assolutamente possibile, ma solo dalle uova di quaglia.

Grazie a voi della lettura e grazie a Jessica per le foto e per aver condiviso con me la sua esperienza!

A presto!

2 pensieri riguardo “È possibile far nascere dei pulcini dalle uova del supermercato?

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