La tristissima e brevissima vita dei polli negli allevamenti intensivi

Quanti di voi amanti della carne di pollo sa DAVVERO come se la passano i polli degli allevamenti intensivi, da dove arriva tutta la carne di pollo dei supermercati? Secondo me non abbastanza.

Quindi oggi voglio mostrarvi la cruda verità, senza veli. Se volete restare ignoranti, con la coscienza pulita e continuare ad abbuffarvi di pollo fregandovene altamente della sofferenza che sta a monte dei vostri begli arrosti, allora smettete di leggere ORA.

Se volete sapere la verità e cercare di cambiare le vostre abitudini alimentari per provare a cambiare le cose, allora continuate la lettura.

Iniziamo.

Sapete cos’è un broiler? No, non un boiler! Con il nome Broiler si indica una particolare razza di polli completamente bianchi, selezionati appositamente per essere allevati negli allevamenti intensivi. Questi:

Dopo oltre 100 anni di selezione, questi polli sono stati portati all’estremo, e hanno sviluppato moltissime patologie, dovute anche alle condizioni in cui vengono allevati:

  1. problemi cardiovascolari, gli infarti sono frequenti;
  2. problemi ossei a causa del petto enorme che li costringe ad una postura innaturale per non cadere in avanti;
  3. crescita abnorme, come se un bambino di 3 anni in proporzione pesasse 600kg;
  4. dermatiti e perdita delle piume;
  5. problemi respiratori;
  6. problemi alla vista a causa dell’illuminazione artificiale H24, per farli mangiare in continuazione;
  7. problemi di deambulazione, per il loro peso eccessivo;
  8. incapacità di riprodursi da soli, nemmeno se raggiungessero la maturità riproduttiva. Vengono tutti riprodotti tramite inseminazione artificiale;

Questi polli crescono in condizioni veramente allucinanti e vengono macellati molto giovani, solitamente tra le 4 e le 7 settimane. Fonte

E non è tutto. Prima di entrare nei capannoni, non se la passano meglio. Ma partiamo dal principio. Le uova vengono incubate in gigantesche incubatrici industriali come queste:

Questi mostri possono incubare decine di migliaia di uova alla volta. Dopo i primi 21 giorni di tranquillità, i pulcini nascono. Da questo momento in poi inizia la loro breve e tragica vita.

Sapevate che quasi tutta la carne di pollo del supermercato appartiene a galline e non a galli? I galli non li vuole quasi nessuno: lottano tra di loro, e non producono uova. Quindi?

Quindi i pulcini maschi vengono uccisi brutalmente a poche ore dalla nascita. Esistono degli operai specializzati, i cosiddetti chick sexers, che lavorano in questi posti orribili per separare i pulcini maschi dai pulcini femmina mentre passano su un nastro trasportatore come fossero oggetti. I maschi vengono gettati direttamente nel tritacarne, o nell’acqua bollente. Questo accade soprattutto nell’industria delle uova. Fonte Fonte Questi operai vengono pagati anche 5000€ al mese, forse perchè non è facile trovare gente disposta a fare un lavoro così terribile.

Tutti i pulcini, delle creature minuscole, fragili e indifese, vengono sballotatti a destra e a manca con estrema brutalità. Per queste aziende i pulcini non sono vita, sono pezzi di carne per guadagnare un sacco di soldi.

Una volta “sexati”, e vaccinati, a volte gli viene anche tagliato il becco con una sega circolare, in modo che non si possano ferire beccandosi tra di loro (che ipocrisia vergognosa…). Il taglio del becco è un’operazione estremamente dolorosa per i pulcini.

Se avete il coraggio, guardate questo video che mostra gli orrori delle hatcheries:

Una volta finiti questi trattamenti vengono poi portati nei mega capannoni. Gli addetti prendono le cassette piene di pulcini e letteralmente lanciano i pulcini in aria facendoli cadere a terra brutalmente da 1–1,5 metri di altezza. E da lì comincia la loro triste vita all’ingrasso, fino al macello (che è forse la parte meno traumatica).

Questi piccoli e indifesi pulcini che volevano soltanto seguire la loro mamma e infilarsi sotto le sue ali per stare al caldo e al sicuro, nella loro vita vedono solo acciaio e brutalità.

Una ragazza di New York ha trovato per strada un pulcino broiler appena nato, forse caduto da qualche camion, e guardate com’è cresciuto e come si è legato alla padrona che l’ha salvato!

Se volete scoprire tutto il marcio che sta dietro all’industria dei polli guardate questo documentario, molto ben fatto e istruttivo:

Sono diversi i casi documentati di aziende di polli fallite e che non si sono nemmeno degnate di spostare gli animali, li hanno semplicemente lasciati lì a morire di fame, di stenti e sommersi dalle loro feci e dai loro cadaveri. Le associazioni di tutela degli animali sono intervenute e quello che hanno trovato era veramente scioccante. Guardate voi stessi:

Per fortuna esistono organizzazioni come la PETA e la LAV, che si battono costantemente per i diritti degli animali e per cercare di dar loro una vita migliore anche se poi finiranno comunque in padella. E molti risultati li hanno già ottenuti, come ad esempio la decisione di molti stati di rendere illegale lo sterminio dei pulcini maschi.

Ma la verità è che PARTE TUTTO DA NOI.

Bon appetit!

3 pensieri riguardo “La tristissima e brevissima vita dei polli negli allevamenti intensivi

  1. Video come quello sopra (che mi sono risparmiato) mi hanno dato la spinta finale per diventare vegetariano qualche anno fa. Non sono certo un fanatico in tal senso, ma credo che possiamo vivere anche senza uccidere i nostri amici animali.

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