Parliamo della quaglia europea e del problema del suo inquinamento genetico con la quaglia giapponese

La quaglia europea (Coturnix coturnix) è un piccolo galliforme diffuso in Europa, Asia Centrale, Africa e India, ed è, assieme alla quaglia giapponese (Coturnix japonica), uno dei due soli galliformi migratori nel senso stretto del termine. La quaglia giapponese è invece possibile trovarla tra Russia e Cina orientali, Corea, Indonesia e appunto in Giappone. Fino a una ventina d’anni orsono, queste due specie venivano considerate un’unica specie, in particolare la quaglia giapponese era considerata una sottospecie della quaglia europea, ovvero Coturnix coturnix japonica invece di Coturnix japonica. In effetti queste due specie sono molto simili. Visivamente le femmine sono quasi indistinguibili, mentre i maschi si differenziano per il colore della gola, beige o rossastra con un disegno nero a forma di ancora nella coturnix, e rosso mattone senza “disegni” neri nella japonica.

Ecco un maschio di quaglia europea:

Notare le ali molto lunghe, necessarie per le loro lunghe migrazioni. Le ali delle C. coturnix sono in media circa 1-1,2 cm più lunghe di quelle della C. japonica, e anche questo è un metodo di identificazione efficace, ma ovviamente dovete catturare l’animale.

E qui un maschio di quaglia giapponese:

I richiami riproduttivi dei maschi sono invece completamente diversi, ed è l’unico modo per distinguerle con certezza in natura. Ecco il richiamo del maschio di quaglia europea:

E questo è invece il richiamo del maschio di quaglia giapponese (in un allevamento):

Tuttavia la Coturnix coturnix è suddivisa in diverse sottospecie regionali, alcune delle quali sono molto simili alla Coturnix japonica. Ecco quindi dei disegni delle due specie presi da questo libro:

Coturnix coturnix

Legenda: 65a tipico maschio in piumaggio riproduttivo, 65b tipico maschio in piumaggio riproduttivo ma con gola rossastra, 65c femmina adulta, 65d immaturo, 65e maschio in piumaggio riproduttivo sottospecie erlangeri.

Coturnix japonica

Legenda: 66a tipico maschio in piumaggio riproduttivo, 66b femmina adulta.

Come vedete, le due specie sono davvero molto simili. Come dicevo all’inizio, nonostante le due specie abbiano due distribuzioni geografiche sufficientemente distinte, esiste una “piccola” area tra la Mongolia e la Russia in cui queste due specie convivono naturalmente, dal momento che i loro areali si sovrappongono (zona cerchiata in rosso qui sotto).

I grigi rappresentano l’areale della coturnix, il nero quello della japonica Fonte

Nonostante siano ormai quasi tutti d’accordo nel considerarle due specie distinte, alcuni dubbi sono ritornati, dopo circa un ventennio di assenza, a seguito della scoperta di ibridi naturali tra le due specie nelle zone di sovrapposizione. E questi ibridi sono perfettamente sani e riproduttivi! Anche se nel clade Galloanserae non è affatto insolito che due specie siano interfertili, nel caso delle Coturnix coturnix e Coturnix japonica la grande somiglianza genetica unita all’interfertilità fanno sorgere ancora dubbi sulla loro correlazione tassonomica.

Importante: la definizione di specie è una cosa spesso molto fumosa e arbitraria, e a volte anche due specie considerate distinte possono essere perfettamente interfertili.

La quaglia giapponese viene allevata in Giappone da quasi 1000 anni (e cacciata da sempre), per le uova e per la carne, anche se all’inizio veniva allevata quasi esclusivamente come uccello canoro (!!!). All’inizio del ‘900, tramite selezione artificiale, gli allevatori hanno poi iniziato ad aumentare la loro produzione di uova e parallelamente anche la loro massa corporea. Oggi esiste una linea genetica denominata “jumbo” che rispetto alla quaglia giapponese selvatica è veramente gigante. Fonte Se una quaglia giapponese selvatica si attesta sui 100 grammi di peso, una jumbo d’allevamento arriva a ben 400 grammi! Una femmina selvatica depone al massimo circa 20 o 30 uova all’anno in due o tre covate successive, mentre una quaglia d’allevamento può superare le 200 uova all’anno (ma non dipende solo dalla genetica, anche dalle condizioni in cui vengono allevate). Per farvi un esempio, le tre femmine di quaglia giapponese jumbo che ho regalato ai miei genitori (per avere sempre uova fresche ma senza i problemi legali della detenzione di galline in centro città) fanno in totale 5 uova al giorno (!!!). Queste quaglie giganti, per di più allevate in gabbie minuscole e senza mai vedere il cielo né la luce del Sole, hanno perso molti dei loro istinti naturali, come quello alla cova, e quelli del volo e della migrazione.

L’allevamento di quaglie jumbo dove ho preso le quaglie dei miei genitori a 2€ l’una (!!!)

(Se volete anche voi una quaglia giapponese come animale domestico da uova, fatevi un giro su questo mio post in cui spiego tutti i pro e i contro)

La quaglia europea invece non è stata ancora addomesticata, e tutte le quaglie che trovate nel banco frigo del supermercato sono quaglie giapponesi. Anche le uova di quaglia in commercio sono tutte da quaglie giapponesi. La quaglia europea però viene ampiamente cacciata in tutto il suo areale, in tutte le aree d’entroterra tramite l’utilizzo di armi da fuoco e cani per stanarle e farle partire in volo, nelle zone costiere del Mediterraneo vengono invece catturate semplicemente con delle reti piazzate lungo le spiagge. Infatti le quaglie, durante la migrazione (sempre notturna), attraversano il Mediterraneo soltanto in tre punti specifici: sullo stretto di Gibilterra, dal Centro Italia alla Tunisia, e dalla Grecia alla Libia. Ecco i tre punti di passaggio, in rosso:

Quindi bastano poche centinaia di metri di reti in riva al mare nei punti giusti per catturare milioni di quaglie all’anno. E siccome le quaglie volano radenti all’acqua (curiosità: ad una velocità media di 45 km/h) le reti non devono essere nemmeno molto alte, qualcosa come due o tre metri. Le povere quaglie rimangono impigliate nella rete, e poi vengono recuperate vive e vendute ai mercati locali come carne da macello. È più facile che raccogliere uva in un vigneto!

(Se non vengono catturate proseguono il loro viaggio fino all’Africa Subsahariana)

Questa pratica di cattura è una delle principali cause del declino inesorabile di questa specie. Ovviamente si sta cercando da decenni di disincentivare l’uso di reti costiere, ma sull’Africa purtroppo non abbiamo alcun controllo in questo senso. Per molte popolazioni questi uccelli sono infatti una fonte di sostentamento non trascurabile e REALE, mica come “noi” che li usiamo soltanto per divertirci al tiro al “piattello”.

Veniamo ora al problema culmine di questo post: l’inquinamento genetico della quaglia europea ad opera di incroci con la quaglia giapponese.

E non sto parlando dell’ibridazione naturale, ovviamente, bensì di quella causata dall’attività umana (che novità eh??).

Infatti a seguito della grande richiesta di cacciagione, la quaglia europea viene spesso incrociata con quella giapponese (taglia standard, non jumbo) per creare le cosiddette quaglie da volo, ovvero delle quaglie piccole e agili che si alzano in volo facilmente (per poterle crivellare…), ma che allo stesso tempo depongono molte uova per renderne proficuo l’allevamento. Certo, perché le quaglie giapponesi, allevate da secoli, hanno un’attitudine al volo ridotta, e quindi i cacciatori non se ne farebbero nulla. Come si dice in inglese in gergo venatorio “if it flies, it dies”.

Ci fanno pure delle magliette, e ne vanno anche molto fieri…

Io le trovo davvero di pessimo gusto.

Ovviamente le quaglie da volo di sangue misto vengono liberate nelle zone di caccia, per il divertimento di cani e cacciatori. Molte di queste quaglie vengono abbattute, ma quelle che riescono a salvarsi sopravvivono bene, e soprattutto riescono a riprodursi con le quaglie europee autoctone. E questo, come ho già detto, è un bel problema. Infatti, nonostante siano certamente più propense al volo delle quaglie giapponesi addomesticate, sono comunque meno propense alla migrazione e a voli prolungati (come ad esempio i centinaia di chilometri di volo no-stop sul mare tra il Lazio e la Libia, o la traversata del Sahara).

E questa inattitudine ha delle conseguenze importanti: quaglie che non migrano e muoiono di fame durante l’inverno (nelle zone più settentrionali), oppure quaglie che provano a migrare ma che esauriscono le energie prima di arrivare sulla terraferma, finendo in acqua e annegando.

Di conseguenza, molte quaglie muoiono prima del tempo per i due motivi citati poco fa (in grassetto), mentre le quaglie purosangue vengono catturate nelle reti mentre migrano. Quindi, l’inquinamento genetico e la cattura delle quaglie migratrici sono due concause che insieme stanno causando un forte declino della quaglia europea dalle nostre terre.

Negli ultimi anni, tuttavia, in diversi paesi sono state prese delle misure di tutela della quaglia autoctona, come ad esempio a Cipro, in Portogallo e in Francia, dove è stato vietato il rilascio di quaglie giapponesi o ibride per evitare di danneggiare la quaglia autoctona. Ma la carta è una cosa, i fatti un’altra, perché è molto difficile avere un controllo efficace, dal momento che gli ibridi sono praticamente indistinguibili dalle purosangue (anche se le osservate da 30 cm di distanza) Fonte

Una quaglia europea in volo sopra un campo di grano Fonte

Per concludere, ancora una volta la nostra profonda ignoranza e la nostra “sete di sangue aviano” ci stanno portando alla distruzione di una delle tante specie autoctone che popolano le nostre terre da milioni di anni prima dell’arrivo dell’Homo sapiens. Le onlus, come LIPU, ENPA, ecc, stanno facendo moltissimo, ma ricordate che il cambiamento parte comunque sempre da noi cittadini. Siamo noi che dobbiamo cambiare mentalità, insegnarla alle nuove generazioni, e diffondere la cultura del rispetto e della tutela della natura, ovunque e con chiunque.

Un futuro migliore è ancora possibile, ma finché non vedo non credo!

A presto e grazie della lettura!

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