Due parole sul genere Callipepla

Callipepla è un genere di piccoli uccelli galliformi comprendente 4 specie: la quaglia della California (Callipepla californica), la quaglia di Gambel (Callipepla gambelii), la quaglia di Douglas (Callipepla douglasii), e la quaglia squamata (Callipepla squamata). In italiano il nome più corretto è però “colino” e non “quaglia”, anche se quest’ultimo è però l’unico usato nelle zone d’origine. Tutte queste specie sono originarie degli Stati Uniti sud occidentali e del Messico. Fonte

La classificazione scientifica è la seguente: Aves (uccelli)-> Galliformes (galliformi)->Odontophoridae (quaglie del Nuovo Mondo)-> Callipepla.

La famiglia “Odontophoridae” comprende tutte le quaglie del Nuovo Mondo (Nord, Centro e Sud America) e significa letteralmente “dotate di denti” (dal greco). Ovviamente nessun uccello moderno ha dei veri denti ossei, ma alcuni hanno il becco seghettato, comprese appunto le quaglie del Nuovo Mondo. Infatti hanno tutte una seghettatura nella parte inferiore del becco, vicino alla punta.

Il nome Callipepla invece deriva dal greco “kallipeplos”, che può essere tradotto come “magnificamente adornato”, e si riferisce probabilmente all’appariscente cresta o ciuffo che hanno tutte e quattro le specie. Fonte

Tutte le Callipepla hanno le seguenti caratteristiche in comune:

  • dimensioni simili e un peso compreso tra i 150 e i 200g (adulti);
  • una silouette simile, con ali corte e arrotondate, zampe forti, coda di circa 8-10cm e un ciuffo di piume sulla testa;
  • sono uccelli che vivono prevalentemente a terra, e che volano soltanto in caso di reale necessità e per brevi distanze, nonostante il loro volo sia agile e potente. In caso di minaccia improvvisa questi uccelli sono capaci di decolli esplosivi e praticamente verticali;
  • sono ottimi corridori, potendo sfiorare i 20km/h;
  • sono uccelli molto stanziali;
  • sono uccelli molto gregari, eccetto il periodo che va dalla formazione delle coppie alla schiusa delle uova;
  • l’incubazione dura 22-23 giorni;
  • producono covate numerose (10-15 uova per covata) e i pulcini sono precoci, e in grado di correre e seguire i genitori fin da poche ore dopo la schiusa. Possono fare i primi voletti a circa 2 settimane di vita;
  • sono uccelli monogami stagionali, in quanto cambiano partner ogni anno;
  • entrambi i genitori partecipano allo svezzamento della prole, ma il maschio si impegna a covare le uova e a crescere da solo la prole se la femmina muore;
  • la muta al piumaggio adulto è completa in 4-5 mesi, mentre sono sessualmente mature a 9-10 mesi;
  • sono uccelli prevalentemente granivori, ma che non disdegnano germogli e insetti;
  • sono ben adattate a vivere in zone con clima caldo e arido, ma necessitano comunque di una fonte d’acqua per sopravvivere;

Per quanto riguarda il dimorfismo sessuale, questo è significativo soltanto per tre delle quattro specie, ovvero per la quaglia della California (Callipepla californica), la quaglia di Gambel (Callipepla gambelii) e la quaglia di Douglas (Callipepla douglasii). In queste tre specie il maschio è sempre più appariscente della femmina, e ha anche un ciuffo più lungo sulla testa. Un discorso diverso va fatto invece per la quaglia squamata (Callipepla squamata), dove invece maschio e femmina sono quasi indistinguibili esteticamente, e per farlo l’unico metodo davvero affidabile è l’ispezione ano-genitale.

Vediamo quindi le quattro specie di Callipepla.

1) Quaglia della California (Callipepla californica). Ecco il maschio:

E la femmina:

Ecco la distribuzione geografica nativa della quaglia della California:

La quaglia della California è stata introdotta con successo in Cile, Hawaii, Nuova Zelanda, Australia, Corsica e Germania, a riprova della sua notevole adattabilità. Infatti, delle quattro specie, questa è l’unica che si adatta bene a climi sia caldi che freddi, e in inverno tollera anche la neve.

Ecco un video molto interessante:

Per approfondire questa specie, ecco due link:

Perché scegliere una quaglia della California come animale domestico

Categoria: la quaglia della California

Categoria: incubazione 2021

2) Quaglia di Gambel (Callipepla gambelii). Ecco il maschio:

E la femmina:

Ecco la distribuzione geografica nativa della quaglia di Gambel:

La quaglia di Gambel è stata introdotta alle Hawaii, dove ora è presente una piccola ma stabile popolazione.

La Gambel è, evolutivamente parlando, molto vicina alla quaglia della California, dal momento che le due specie si sono separate soltanto circa 1,2 milioni di anni fa. Essendo geneticamente ancora molto vicine, queste due specie sono molto simili, sia esteticamente che nelle vocalizzazioni. Il loro areale si sovrappone parzialmente, e addirittura in natura a volte si incrociano dando prole fertile. Tuttavia, nonostante le somiglianze, le due specie sono facilmente distinguibili, sia i maschi che le femmine (vedi foto sopra).

Ecco un bellissimo video slow motion della corsa e del decollo/volo di un maschio di Gambel:

3) Quaglia di Douglas (Callipepla douglasii). Ecco il maschio:

E la femmina:

Ecco la distribuzione geografica della quaglia di Douglas, la più limitata delle quattro specie:

Delle quattro specie appartenenti al genere Callipepla, questa è senza dubbio la meno abbondante, studiata e fotografata, tant’è che alcuni particolari della sua biologia sono ancora sconosciuti. E’ l’unica delle quattro specie ad essere presente esclusivamente in territorio messicano.

Ecco un video di un maschio e una femmina in cattività:

4) Quaglia squamata (Callipepla squamata). Ecco maschio e femmina (quasi indistinguibili):

Ecco la distribuzione geografica della quaglia squamata:

Tutte e quattro le specie hanno un ciuffo sulla testa, ma la squamata ha più una cresta morbida che un ciuffo. In inglese questa specie viene infatti chiamata anche “cottontop”, ovvero “testa di cotone”.

Ecco una quaglia squamata nel suo habitat naturale:

Ecco infine i maschi delle quattro specie messi a confronto:

Eccetto la quaglia di Douglas, le altre tre sono uccelli regolarmente cacciati, e (purtroppo) ne vengono abbattute a milioni ogni anno. Tuttavia, e per fortuna, vengono anche allevate in cattività e rilasciate nei loro habitat, proprio per minimizzare il rischio che le loro popolazioni si riducano eccessivamente.

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