La mia voliera da balcone “fai da te”

In questo post vorrei parlarvi della mia voliera da balcone costruita su misura con le mie manine, ovviamente con un grosso aiuto dalla mia compagna! Quando ho portato a casa le mie prime quaglie californiane (ottobre 2019), per un po’ le ho tenute in casa in una gabbia per conigli, ma era una soluzione temporanea in attesa di una gabbia più grande. Dopo qualche mese di ricerche di gabbie o voliere su Amazon e in negozi di animali, mi sono reso conto che se avessi voluto una voliera perfetta per le mie necessità e il mio poco spazio a disposizione avrei dovuto costruirmela da solo. Quindi, dopo un perido di progettazione mentale, siamo andati al brico più vicino e abbiamo preso il grosso dei materiali. Nei giorni successivi ci sono tornato altre 2–3 volte per prendere altri pezzi. La spesa non è stata certamente irrisoria (quasi 500€), e di sicuro se avessi comprato una gabbia già assemblata avrei speso meno della metà, ma avrei anche dovuto accettare troppi compromessi. Infatti, solitamente esistono due tipologie di gabbie: quelle sviluppate in altezza, per la maggior parte degli uccelli, e quelle sviluppate in larghezza, per uccelli da pollaio (quaglie giapponesi, galline, anatre, ecc). Il mio problema era che per le quaglie californiane serve una via di mezzo tra le due tipologie, ovvero una gabbia sviluppata sia in altezza che in larghezza, circa cubica. Una gabbia così è impossibile da trovare sul mercato, se non andando su voliere veramente grandi, per me assolutamente inadatte. Poi, essendo da balcone, la volevo metallica, perchè una gabbia di legno non di qualità si deteriorerebbe in breve tempo. Quindi nelle vacanze di Natale 2019, armati di tanta buona volontà, abbiamo assemblato la gabbia. Ammetto che in corso d’opera ci sono stati diversi problemi, ma alla fine sono riuscito a risolverli. La gabbia è comunque in continua evoluzione, e a volte la modifico in base alle necessità.

Ma vediamo il lavoro appena ultimato (gennaio 2020):

Sono molto soddisfatto del risultato finale, perchè è al 99% quello che avevo immaginato. Il problema più grave che si è presentato è stato il rigonfiamento del cassetto in legno con la pioggia, e ad un certo punto sono stato costretto a smontare la rete anteriore per poterlo estrarre! Ho poi dovuto tagliarlo e stringerlo. Non vi dico le imprecazioni. Avevo considerato il potenziale rigonfiamento, e avevo fatto il cassetto sottodimensionato, ma tuttavia non è bastato. Nemmeno l’impregnante è bastato per contenere il rigonfiamento! E meno male che non c’erano ancora gli inquilini (non volevo dargli uno shock termico), senò sarebbe stata una tragedia… Per il resto ho dovuto apportare solo poche modifiche funzionali, come lo spostamento dei posatoi da un senso all’altro (più comodi per gli uccelli). La casetta di legno ha il coperchio apribile, e a volte è stato abbastanza impegnativo raccogliere le uova deposte nell’angolo in fondo alla casetta. Meno male che solitamente le depongono sul terriccio.

Le dimensioni della voliera sono 160cm di altezza, 100cm di larghezza e 80cm di profondità. Un problema inevitabile è la cattura dei pennuti se non sono abituati al contatto umano, perchè la gabbia è molto profonda e alta, e per riuscirci devo entrare con tutto il busto attraverso la porta più grande.

Ma quindi, come pulirla?

Per la pulizia c’è il comodo cassettore, pesante (legno massiccio) ma estraibile. Un giorno magari creerò un cassetto di plastica, ma non è facile e devo studiarlo molto bene. Ecco il cassetto estratto:

Come vedete c’è la ciotola dei semi, il sottovaso per il macinato di ostriche (fondamentale per fornire il calcio necessario alle uova e alle ossa) e il fondo di torba bionda di sfagno. Ecco quella che uso io:

Le torbe sono gli unici terricci in commercio che non contengono fertilizzanti artificiali premiscelati, tossici per gli uccelli, e inoltre è un ottimo materiale assorbente e disidratante, che contrasta il proliferare di patogeni. Ovviamente è anche il substrato perfetto per uccelli terricoli come le quaglie della California. Ho anche creato una barriera temporanea, mobile ed estensibile, per evitare la fuga delle quaglie:

Non si vede, ma il fondo del cassetto ha delle aperture, necessarie per drenare l’acqua piovana perchè, anche se la gabbia è riparata, quando piove molto forte l’acqua potrebbe allagare il cassetto. Così un pò di terra inevitabilmente cade di sotto, ma le gambe sollevate di 10cm permettono di pulire facilmente anche sotto la gabbia.

Ecco invece l’abbeveratoio da 1L, in posizione elevata per evitare che la terra ci finisca dentro:

La stagnola serve per evitare la formazione di alghe con la luce solare, mentre i giochini servono solo per evitare che le quaglie vadano sul bastone lì sopra e che facciano la cacca nell’acqua. Dall’altra parte c’è il dispenser di cibo, che se riempito dura anche 3 mesi.

Una delle modifiche che ho dovuto fare è una porticina sul retro per poter togliere i legnetti della torba che cadono dietro il cassetto, impedendo una chiusura ottimale, operazione che faccio circa una volta al mese. Ecco la nuova porticina:

Ovviamente con le dovute protezioni per evitare di graffiarsi il braccio con la rete.

Altra modifica esterna è stata richiesta dagli inquilini di sotto. Le quaglie scavano e razzolano molto e buttano tutto in giro! Pensavo che se finisse un pò di terra nel loro giardino non fosse un problema, ma mi sbagliavo. Ho realizzato quindi una barriera in policarbonato:

Ecco invece la miscela di semi e mangime che uso:

E’ composta da 1/3 di misto polli spezzato, 1/3 miglio biologico decorticato, e 1/3 mangime specifico per selvaggina ad alto contenuto proteico. La composizione la vario durante l’anno. In autunno e inverno hanno bisogno di più carboidrati, per scaldarsi bruciando gli zuccheri, in primavera e in estate di più proteine, per la riproduzione e per la successiva muta completa del piumaggio.

Ma veniamo ora agli inquilini, Fresno e Cupertino (i maschi), Pasadena e Malibù (le femmine). Eccetto Cupertino, nato nel 2018, gli altri tre sono nati nel 2019 in un allevamento specializzato. In questo video, Pasadena e Fresno appena trasferiti nella nuova casa a marzo 2020 (Cupertino e Malibù li ho trasferiti successivamente):

Loro sono proprio i genitori di Alvin e Quasi! Purtroppo però non posso farli incontrare perchè, vedendo dei loro simili spaventati da me, anche loro verrebbero condizionati in tal senso. In ogni caso per Alvin e Quasi sarebbero semplicemente degli uccelli della loro specie, e non li riconoscerebbero mai come i loro genitori.

Mentre gli cambio la torba, tutte e 4 sono super impazienti di rotolarcisi dentro! Appena gli reinserisco il cassetto si fiondano giù e cominciano la loro spa nella terra. Ma quando il cassetto è fuori dalla gabbia loro stanno tranquilli sui posatoi in alto.

Devo dire che, a parte la terra e le piume che buttano fuori e un pò di cacca da grattare dalla casetta ogni tanto, non c’è grossa manutenzione da fare. Le quaglie californiane possono tranquillamente passare l’inverno all’esterno, purchè le temperature non vadano troppo sotto lo zero (sotto i -10 gradi).

Il mio sogno è quello di costruire una grande voliera “abitabile”, ovvero con porta per l’ingresso delle persone, con piante, un laghetto e un sacco di uccelli, tutti rigorosamente abituati alle persone. Magari un giorno riuscirò a realizzarla.

A presto!

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