I polli sono davvero così stupidi come la gente crede?

A livello mondiale ci sono più di 24 miliardi di polli d’allevamento, il che li rende una delle specie di vertebrati più abbondanti del pianeta. Eppure molte persone hanno poco o nessun contatto con questi uccelli, almeno non mentre sono ancora vivi. Secondo alcuni studi, alcune persone addirittura faticano anche solo a vederli come uccelli “tipici”. Ovviamente sono degli importanti rappresentanti dell’ordine dei galliformi, un gruppo di uccelli che comprende anche tacchini, pavoni, pernici, fagiani e quaglie.

È anche comune per le persone vedere i polli come animali non intelligenti (quasi senza cervello) e privi delle complesse caratteristiche psicologiche di animali considerati “superiori” come umani e grandi primati. Questa è una visione rafforzata da alcune raffigurazioni dei polli nella cultura popolare e che potrebbe aiutare le persone a non sentirsi in colpa mangiando uova o carne di pollo derivanti da pratiche di allevamento intensivo.

Ma i polli, in effetti, sono tutt’altro che stupidi!

Possono contare, mostrare un certo livello di autocoscienza e persino influenzarsi a vicenda. In effetti, i polli sono così intelligenti che passare anche solo poco tempo con loro permette di abbattere molti dei pregiudizi più diffusi e radicati.

Per uno studio pubblicato nel 2015, Lisel O’Dwyer e Susan Hazel hanno tenuto un corso per studenti universitari presso l’Università di Adelaide, in Australia. Come strumento per conoscere la psicologia e la cognizione, gli studenti hanno eseguito esperimenti che hanno coinvolto l’addestramento dei polli.

Prima dell’inizio della lezione, gli studenti hanno completato un questionario. La maggior parte di loro ha affermato di aver non aver quasi mai interagito con questi animali. Li vedevano come creature semplici, incapaci di provare noia, frustrazione o felicità. Dopo solo due ore di addestramento degli uccelli, gli studenti erano molto più propensi ad accettare il fatto che anche i polli possano provare emozioni.

I polli sono molto più intelligenti di quanto pensassi inizialmente“, ha commentato uno studente in un questionario di follow-up. Un altro ha detto: “Non avrei mai pensato che i polli fossero così intelligenti e che avrebbero imparato così velocemente“.

In una ricerca non ancora pubblicata, O’Dwyer ha replicato questo studio con i lavoratori dell’industria avicola e ha trovato gli stessi risultati: “Fondamentalmente avevamo due gruppi sociali abbastanza diversi e abbiamo riscontrato gli stessi pregiudizi iniziali e lo stesso cambio di punto di vista in entrambi i gruppi“, afferma O’Dwyer. Ora il suo obbiettivo è quello di capire se queste esperienze abbiano un impatto sulle abitudini alimentari delle persone, ad esempio se siano spinte o meno a mangiare pollo allevato in modi che ritengono più eticamente accettabili.

Lo studio di O’Dwyer è solo uno dei tanti selezionati da Lori Marino del Kimmela Center for Animal Advocacy a Kanab, Utah, come parte di una revisione scientifica sulle abilità cognitive dei polli pubblicata nel gennaio 2017. “Il documento fa parte di una joint venture tra Farm Sanctuary e The Kimmela Center, chiamata The Someone Project“, afferma la Marino. “Lo scopo del progetto è quello di far conoscere al pubblico quello che realmente sono gli animali d’allevamento grazie ai dati scientifici“.

Marino sostiene che le prove scientifiche mostrano chiaramente che i polli non sono così inconsapevoli e poco intelligenti come molte persone credono. Prendiamo, ad esempio, una serie di articoli pubblicati nell’ultimo decennio da Rosa Rugani e colleghi dell’Università di Padova. Lavorando con pulcini appena nati, i ricercatori hanno dimostrato che i polli possono contare ed eseguire operazioni aritmetiche di base.

I pulcini sono stati allevati dalla schiusa con la costante presenza di cinque contenitori di plastica delle sorprese degli ovetti Kinder. Dopo alcuni giorni, gli scienziati hanno preso i cinque oggetti e, in piena vista dei pulcini, ne hanno nascosti tre dietro uno schermo e due dietro un secondo schermo. I pulcini erano più propensi ad avvicinarsi allo schermo dove erano stati nascosti tre contenitori invece che a quello dove ne erano stati nascosti solo due.

Un esperimento di follow-up ha testato la memoria e la capacità dei pulcini di aggiungere e sottrarre. Dopo che gli oggetti sono stati nascosti dietro i due schermi, gli scienziati hanno iniziato a trasferire gli oggetti tra i due schermi, in piena vista dei pulcini. I pulcini sembravano tenere traccia di quanti oggetti ci fossero dietro ogni schermo, ed erano ancora una volta più propensi ad avvicinarsi allo schermo che nascondeva il maggior numero di oggetti, anche se lo schermo non era lo stesso di prima. “I polli hanno una forte padronanza delle operazioni numeriche sin dalla giovane età, anche se hanno un’esperienza limitata“, afferma Rugani.

Sostiene inoltre che ciò potrebbe valere in generale per tutti gli animali superiori: “Queste capacità aiuterebbero gli animali nel loro ambiente naturale, ad esempio a raggiungere una maggiore quantità di cibo, o a trovare un gruppo più ampio per le interazioni sociali“, dice.

Secondo uno studio del 2005 condotto da Siobhan Abeyesinghe, dell’università di Bristol, i polli potrebbero anche avere una certa capacità di compiere “viaggi mentali nel tempo”, ovvero immaginare cosa accadrà in futuro per assicurarsi una maggiore quantità di cibo. Abeyesinghe ha dato ai polli la possibilità di beccare una chiave, che avrebbe dato un breve accesso al cibo dopo un ritardo di due secondi, o beccare una seconda chiave che dava un accesso prolungato al cibo ma dopo un ritardo di sei secondi. Gli uccelli mostravano una probabilità significativamente maggiore di beccare la seconda chiave, che offriva una maggiore ricompensa in cibo ma dopo un ritardo maggiore. In altre parole, hanno mostrato autocontrollo, una caratteristica che alcuni biologi pensano suggerisca un certo grado di autocoscienza.

I polli sono anche animali con una significativa complessità sociale.

Alcuni studi suggeriscono che i polli possono capire come il mondo possa apparire ai loro conspecifici e che possono usare queste informazioni per trarne un vantaggio personale.

Se un gallo alla ricerca di cibo trova un boccone particolarmente gustoso, spesso cercherà di impressionare le galline vicine eseguendo una “danza del cibo” ed emettendo un richiamo specifico per attirarle e condividere il boccone con loro. In questo video di YouTube si vede chiaramente che il gallo chiama le sue galline appena riceve del cibo, e lo cede completamente a loro (è generoso!):

O ancora, un gallo che difende con grande tenacia le sue galline da una volpe:

I maschi subordinati che eseguono la danza del cibo rischiano di essere notati e attaccati dal maschio dominante. Quindi, se il maschio dominante è vicino, il subordinato spesso esegue la sua danza speciale in silenzio, nel tentativo di impressionare le femmine senza che il maschio dominante se ne accorga. Nel frattempo, alcuni maschi potrebbero tentare di indurre le femmine ad avvicinarsi effettuando i caratteristici richiami del cibo anche quando non hanno trovato nulla per cui valga la pena attirarle. Non sorprende che le femmine siano rapidamente consapevoli dei maschi che compiono questo tipo di inganno troppo spesso, e quindi le volte successive non ci cascano più.

Ci sono anche alcuni indizi che i polli possono mostrare una forma rudimentale di empatia l’uno per l’altro.

In una serie di studi degli ultimi anni, Joanne Edgar e colleghi presso l’Università di Bristol, nel Regno Unito, hanno studiato come reagiscono le galline quando vedono che soffia aria compressa verso i loro pulcini – qualcosa che le galline hanno imparato, per esperienza personale, essere abbastanza fastidioso. Quando i pulcini venivano soffiati con l’aria compressa, il battito delle galline accelerava e iniziavano a chiamare più spesso i pulcini. Tuttavia, non lo facevano se l’aria veniva direzionata vicino ai pulcini senza effettivamente disturbarli.

Le galline sono incredibilmente attente e premurose nei confronti dei loro pulcini, e li difendono con tutte le loro forze anche da predatori molto più grandi di loro!

Guarda questi video, molto esplicativi, di come le galline difendono i loro pulcini:

E poi questo video, commovente, dove il gallo copre una gallina con la sua ala per non farla bagnare sotto la pioggia:

Dopo aver visto un video del genere sfido chiunque a continuare a sostenere che le galline non provano empatia.

In uno studio pubblicato nel 2013, le galline dei test hanno imparato ad associare una scatola colorata con lo sgradevole soffio d’aria e una seconda scatola colorata con la sicurezza, ovvero nessun soffio d’aria. Le galline hanno mostrato nuovamente segni di preoccupazione quando i pulcini sono stati posti nella scatola “pericolosa”, anche se i pulcini non hanno mai sperimentato effettivamente uno sbuffo d’aria e sono rimasti ignari del pericolo.

Ciò suggerisce che le galline possono utilizzare la loro esperienza personale per avvertire i pulcini del potenziale disagio, piuttosto che reagire semplicemente ai loro segnali di disagio.

La ricerca è in corso, dice Edgar. “Non abbiamo ancora stabilito se le risposte comportamentali e fisiologiche nelle galline che reagiscono ai segnali di disagio dei loro pulcini siano indicative di una risposta emotiva, o siano semplicemente reazioni di eccitazione o interesse“.

Se si scoprisse che i polli possono mostrare empatia quando altri uccelli sono in difficoltà, ciò potrebbe sollevare seri dubbi sul modo in cui vengono allevati i polli d’allevamento.

Ci sono numerose situazioni in cui tutti gli animali da fattoria sono esposti alla vista, ai suoni e agli odori di altri individui che mostrano segni di dolore e angoscia“, afferma Edgar. “È importante determinare se il loro benessere potrebbe venir meno in questi momenti“.

Marino pensa anche che potrebbe essere il momento giusto per discutere di queste questioni: “La percezione dei polli come inconsapevoli e non intelligenti è guidata in parte dalla necessità rifiutare la loro intelligenza e sensibilità per far in modo che le persone continuino a mangiarli“, afferma.

La scomoda verità sui polli è che sono creature molto più evolute dal punto di vista cognitivo di quanto molte persone potrebbero mai immaginare. Ma resta da vedere se i consumatori, armati di questa nuova consapevolezza, siano poi effettivamente disposti a cambiare le loro abitudini di acquisto al banco della carne.

Se ti va, guarda questo bellissimo documentario di YouTube di un’ora circa, che parla del “mondo segreto delle galline”:

Concludendo, le galline sono animali estremamente sottovalutati, forse i più sottovalutati di tutti. Io mi batterò sempre e comunque per cercare di abbattere tutti questi terribili e anacronistici pregiudizi su di loro, cercando di dimostrare a tutti che anche una gallina è un animale che merita di essere amato e rispettato esattamente come tutti gli altri animali domestici.

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