Il dimorfismo sessuale negli uccelli

È noto praticamente a chiunque che i galli sono più grossi e aggressivi delle galline, hanno cresta e bargigli più sviluppati, lunghi speroni alle zampe, un piumaggio più colorato e appariscente, non covano le uova e non si prendono cura dei pulcini, e perfino che hanno un richiamo esclusivo dei galli, ovvero il tipico “chicchirichì”. Infatti la specie Gallus gallus, a cui appartengono galli e galline, presenta un forte dimorfismo sessuale, rendendo i due sessi immediatamente distinguibili a prima vista, come si vede chiaramente in queste statuine di plastica della Schleich:

Gallina (a sinistra) e gallo (a destra)

Il termine “dimorfismo” deriva dal greco δίμορϕος (si legge “dimorfos”), che significa appunto “che ha duplice forma”. Tuttavia, non è sempre così, anzi. Ad esempio, è il caso delle comunissime tortore dal collare (Streptopelia decaocto). Ecco una coppia:

Nonostante i maschi siano leggermente più pesanti delle femmine, i due sessi sono ai nostri occhi virtualmente indistinguibili. Nei comuni piccioni cittadini il dimorfismo sessuale è leggermente più marcato, con i maschi che presentano una maggior iridescenza delle piume del collo e del petto, ma la distinzione tra i sessi è complicata dalle numerose mutazioni di colore “artificiali” del piumaggio di questi uccelli.

A volte è però possibile distinguere i sessi nel momento del corteggiamento, che vede il maschio impegnato in una specie di balletto mentre emette dei suoni molto gravi (da noi poco udibili) che culmina nell’accoppiamento, come si vede in questo video:

Ma prima di proseguire il discorso del dimorfismo, vediamo le definizioni di maschio e femmina dal punto di vista biologico:

  • Maschio: individuo che produce gameti maschili mobili e molto piccoli, detti spermatozoi, in grandi quantità, destinati a fecondare le cellule uovo femminili.
  • Femmina: individuo che produce gameti femminili statici, dette cellule uovo, più grossi e in quantità inferiore ai gameti maschili, e destinate ad essere fecondate da questi ultimi.

Quindi, in sostanza, sono soltanto tre i fattori sempre validi che ci permettono di distinguere gli uccelli maschi dagli uccelli femmina:

  • le femmine depongono le uova e i maschi no
  • durante l’accoppiamento sono sempre i maschi a montare sul dorso delle femmine, e non il contrario
  • i maschi hanno due cromosomi Z (ZZ), le femmine uno W e uno Z (WZ), e un test del DNA distingue i sessi senza alcun dubbio (ovviamente!). Sono quindi le femmine a determinare il sesso degli embrioni, e non i maschi come per noi umani.

Nota: a differenza di quanto si crede, l’ispezione della zona genitale per capire il sesso è una cosa spesso molto difficile, e non sempre garantisce una distinzione chiara. Ad esempio, per i comuni pappagallini inseparabili, l’unico metodo affidabile al 100% è appunto l’esame del DNA.

A parte questi tre fattori, nel mondo dell’ornitologia vale davvero tutto! E ovviamente dipende sempre dal contesto ecologico in cui una determinata specie si è evoluta.

Se prendiamo come punto di partenza i galli e le galline che citavo all’inizio, ovvero “i galli sono più grossi e aggressivi delle galline, hanno cresta e bargigli più sviluppati, lunghi speroni alle zampe, un piumaggio più colorato e appariscente, non covano le uova e non si prendono cura dei pulcini, e perfino che hanno un richiamo esclusivo dei galli, ovvero il tipico “chicchirichì”, possiamo quindi fare un elenco a grandi linee delle caratteristiche che possono essere soggette a dimorfismo sessuale.

Nota: tecnicamente, nella definizione di dimorfismo sessuale rientrerebbero soltanto i tratti estetici visuali, e non quelli comportamentali, ma io preferisco includere anche questi ultimi per meglio trattare la questione delle differenze tra i sessi.

DIMENSIONI E MASSA

Nella maggior parte delle specie i maschi sono più grandi e pesanti delle femmine, come ad esempio il caso estremo delle otarde (appartenenti al genere Otidiformi), dove il maschio può pesare anche due volte e mezza la femmina. Tuttavia esistono diverse eccezioni, come ad esempio i rapaci e i colibrì, dove la femmina è invece più grande e forte del maschio, anche del 30%. Nei rapaci, questa differenza permette ai due sessi di non essere in competizione per il cibo, dal momento che i sessi prediligono prede di dimensioni diverse.

Femmina (a sinistra) e maschio (a destra) di fagiano comune, il maschio è più grande e pesante della femmina di oltre il 30% Fonte
Una coppia di aquile di mare testabianca. Il maschio (a destra) è più piccolo e leggero della femmina del 25% Fonte

COLORE E FORMA DEL PIUMAGGIO

Per un gran numero di specie i maschi hanno un piumaggio più elaborato e appariscente delle femmine, in un numero più limitato di specie invece i sessi hanno un piumaggio identico, mentre in pochissime specie le femmine sono più vistose e appariscenti dei maschi. Il sesso con un piumaggio meno vistoso (che sia maschio o femmina) è anche quello che si prende la briga di covare le uova, grazie al suo maggior mimetismo, e spesso è anche quello che si prende cura della prola, sempre per lo stesso motivo. Se i sessi hanno un piumaggio identico solitamente significa che entrambi i genitori si prendono cura delle uova e della prole in egual misura.

Femmina (a destra) e maschio (a sinistra) di anatra mandarina, sembrano quasi due specie diverse! Fonte
Maschio (a sinistra) e femmina (a destra) di uccelli del paradiso Fonte

A volte, anche quando maschio e femmina sembrano identici ai nostri occhi, in realtà ai loro occhi si vedono in modo diverso. Infatti gli uccelli possono vedere anche la radiazione UV, e il loro piumaggio può presentare un dimorfismo soltanto nel campo degli UV, che noi ovviamente non riusciamo a vedere.

C’è da dire però che in alcune specie il dimorfismo sessuale diventa molto evidente soltanto nella stagione riproduttiva, quando una muta specifica rende i sessi più facilmente distinguibili che durante il resto dell’anno.

Curiosità: l’ispezione delle copritrici alari è il metodo utilizzato dai cosiddetti “chick sexers” per distinguere i pulcini maschi da quelli femmina nei grandi centri di incubazione che alimentano gli allevamenti intensivi di polli (razza broiler).

“ACCESSORI” NON LEGATI AL PIUMAGGIO

Per molte specie, come appunto le galline domestiche, i maschi hanno accessori caratteristici, spesso utilizzati come mezzo seduttivo per le femmine. Nei galli sono cresta e bargigli, in altre specie il maschio ha un becco con vistose protuberanze, in altre ancora il maschio ha delle sacche gonfiabili sul collo (spesso intensamente colorate), come ad esempio le fregate (ecco il link del mio articolo sulle fregate) oppure il tetraone di prateria maggiore (Tympanuchus cupido).

Scheletri di maschio (a destra) e femmina (a sinistra) di bucero dal casco nero. Notare la maggior protuberanza sul becco del maschio Fonte
Maschio di tetraone di prateria maggiore con la sacca gonfia per il corteggiamento Fonte
Una coppia di huia imbalsamati, oggi estinti. La femmina è quella col il becco lungo e curvo, il maschio quello con il becco più corto e spesso Fonte

In alcune specie, come nell’estinto huia (foto qui sopra) i sessi avevano il becco molto diverso, e questo si traduceva in una minor competizione per il cibo. Nel caso dell’huia, la femmina era specializzata nel trovare larve all’interno di tronchi marci, che poteva raggiungere proprio grazie al lungo e sottile becco ricurvo, per poter nutrire i piccoli. Il maschio invece catturava principalmente insetti all’aria aperta, ma si cibava anche di altre cose, come bacche e semi.

RICHIAMI CARATTERISTICI

Nella maggior parte delle specie, ad esempio i Passeriformi (che rappresentano oltre il 50% di tutte le specie di uccelli) i maschi utilizzano richiami elaborati caratteristici per ciascuna specie, per attirare le femmine. Ad esempio, i canti tipici di molti uccelli conosciutissimi, come i merli, gli usignoli, i canarini ecc ecc, provengono tutti da uccelli maschi.

Ecco il canto di un maschio di merlo comune (Turdus merula)

In alcune specie il canto è poi accompagnato da rituali e “danze” estremamente elaborate e sorprendenti.

C’è una regola che vale sempre: il sesso più vistoso e appariscente, e che si cimenta in canti e/o balletti elaborati è quello che viene selezionato dal sesso meno vistoso e appariscente. Quindi, se in una specie i maschi sono molto più colorati delle femmine, questi ultimi saranno in competizione tra loro per fare in modo che una femmina li scelga. Se le galline hanno una “società” basata sulla poliginia (un solo maschio che si accoppia con tante femmine), esistono anche specie con una società basata sulla poliandria (una femmina che si accoppia con tanti maschi), come ad esempio molte specie di anatre. Se nelle anatre i maschi sono quelli di gran lunga più vistosi e appariscenti, come nelle anatre mandarine di qualche foto sopra, esistono specie in cui il ruolo dei sessi è completamente ribaltato, eccetto ovviamente i tre punti saldi di prima (posizione copula, deposizione uova e genetica). Un esempio tipico sono i jacana e le quaglie tridattile. Le femmine di quaglia tridattila sono più colorate dei maschi, emettono un richiamo riproduttivo specifico per attirare i maschi e competono con le altre femmine per accoppiarsi con loro. Dopo l’accoppiamento, la femmina depone le uova nel nido che ha costruito assieme al maschio e poi lo abbandona e va a cercare altri maschi per accoppiarsi di nuovo. Il maschio, meno vistoso della femmina, cova le uova e cresce la prole in solitaria. La “società” delle quaglie tridattile è quindi l’esatto opposto di quella delle galline.

Una femmina (a sinistra) e un maschio (a destra) di quaglia tridattila pettonero (Turnix melanogaster) Fonte

La scelta di un partner tra molti disponibili è quindi a carico del sesso con una maggiore responsabilità riproduttiva, ovvero quello che si impegna nella cova e nello svezzamento della prole (giustamente!). Al contrario, la fatica di mettersi in mostra e di scontrarsi con gli avversari spetta tutta al sesso più appariscente e con un ruolo minore (o nullo) nella riproduzione (eccetto ovviamente la copula).

Nelle specie monogame (almeno per ogni singola covata) i sessi presentano invece un piumaggio molto simile se non identico, ed è proprio la somiglianza del piumaggio tra i sessi che ci aiuta a stabilire a colpo d’occhio se i due sessi collaborano o meno alla cova e allo svezzamento della prole. Quindi, ad esempio, nelle tortore dal collare (maschio e femmina identici) entrambi i sessi hanno la stessa responsabilità riproduttiva. Nella quaglie californiane, monogame e con modesto dimorfismo sessuale, la femmina cova in solitaria (ma sorvegliata dal partner), dal momento che è un po’ meglio mimetizzata del maschio, ma poi il maschio resta con la femmina e prende parte attivamente allo svezzamento dei pulcini. Nelle anatre, come le mandarine o i comuni germani reali, o nelle galline, il dimorfismo sessuale è molto significativo, e la femmina si prende carico al 100% dei doveri genitoriali.

L’evoluzione ha fatto sì che si instaurasse una relazione tra la qualità del piumaggio e degli accessori del sesso appariscente e la sua effettiva qualità genetica, per permettere alla controparte che sceglie di fare la scelta giusta “a priori”. Lo stesso vale ovviamente per le doti canore e di “danza” da corteggiamento. Tuttavia, il fatto di essere più appariscente è sicuramente anche uno svantaggio, perché rende più visibili ai predatori. Di conseguenza, il dimorfismo sessuale è un compromesso tra maggior successo riproduttivo e minor probabilità di sopravvivenza, e viene mantenuto nella popolazione fintanto che gli svantaggi non diventano superiori ai vantaggi.

Come conseguenza dei diversi ruoli riproduttivi dei sessi in molte specie, anche il comportamento specifico è spesso differente tra maschi e femmine, e quindi il loro “carattere”. I galli ad esempio sono mediamente più aggressivi e combattivi delle galline, proprio perché di natura sono portati a combattere con gli altri maschi e a difendere con tenacia il loro harem di femmine e il loro territorio, sia da altri galli che da potenziali predatori. Anche nelle mie quaglie californiane noto una differenza sostanziale nell’atteggiamento dei maschi e delle femmine, specialmente nel periodo riproduttivo, quando gli ormoni accentuano ancora di più le differenze comportamentali tra i due sessi. Al contrario, per specie dove i ruoli riproduttivi sono i medesimi, ad esempio nelle tortore o nei piccioni, il carattere medio è normalmente indipendente dal sesso.

Quindi, per concludere, i concetti più importanti da tenere a mente sono i seguenti:

  • se in una determinata specie maschio e femmina sono visualmente molto simili o identici, allora significa che probabilmente entrambi partecipano attivamente almeno allo svezzamento della prole (ma spesso anche alla cova)
  • se in una determinata specie maschio e femmina sono visualmente molto diversi, allora probabilmente significa che non hanno gli stessi ruoli nella riproduzione, e che il sesso meno appariscente è quello che si occupa della cova e dello svezzamento della prole.

Ma ricordate, il “probabilmente” non è messo per caso! Infatti esistono specie per cui queste regole generali non valgono. Un esempio sono i tinamù. Le femmine di tinamù sono leggermente più grosse dei maschi e generalmente si comportano come le femmine di quaglia tridattila (poliandria), ma visualmente il piumaggio dei due sessi è identico. Poi ci sono anche specie di tinamù che invece formano coppie stabili, quindi generalizzare è sempre un rischio, meglio valutare specie per specie.

Le regole SEMPRE VALIDE, come detto all’inizio, sono solo tre. Rivediamole:

  • le femmine depongono le uova e i maschi no
  • durante l’accoppiamento sono sempre i maschi a montare sul dorso delle femmine, e non il contrario
  • i maschi hanno due cromosomi Z (ZZ), le femmine uno W e uno Z (WZ), e un test del DNA distingue i sessi senza alcun dubbio (ovviamente!). Sono quindi le femmine a determinare il sesso degli embrioni, e non i maschi come per noi umani.

Se volete approfondire sul tema dell’accoppiamento degli uccelli, ecco tre miei articoli a riguardo:

  • Il corteggiamento degli uccelli Link
  • La fisiologia dell’accoppiamento degli uccelli Link
  • Un legame per la vita Link

A presto e grazie della lettura!

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