La fisiologia dell’accoppiamento degli uccelli

L’accoppiamento degli uccelli è, mediamente, uno dei meno “erotici” tra tutti i vertebrati, perchè solitamente la singola copulazione dura da meno di mezzo secondo fino a qualche secondo al massimo. Inoltre, nella stragrande maggioranza dei casi non c’è nemmeno una penetrazione, perchè solo in pochissime specie il maschio ha un pene. C’è da dire però che possono arrivare a copulare anche decine di volte al giorno! Ecco una coppia di magnifici gruccioni fotografata durante l’atto:

Soltanto gli anseriformi (anatre, oche, cigni, ecc), alcuni galliformi (come il tacchino) e gli struzzi hanno un pene, che però quando non serve è tenuto all’interno del corpo e quindi non visibile dall’esterno. Alcune anatre hanno un pene veramente impressionante a forma di spirale, e che esce dal corpo in una frazione di secondo. Il Gobbo lacustre argentino (Oxyura vittata) ha un pene lungo fino a 42,5cm, più lungo del resto del corpo:

L’accoppiamento avviene praticamente sempre nello stesso modo: la femmina si accovaccia a terra e sposta la coda di lato e il maschio la monta con le zampe sulla sua schiena, mettendo la sua cloaca contenente sperma a contatto con la cloaca della femmina. Questo è il cosiddetto “bacio cloacale”, atto in cui lo sperma viene trasferito dal maschio alla femmina. Soltanto una specie neozelandese, l’uccello chirurgo (Notiomystis cincta), si accoppia faccia a faccia:

Lo sperma all’interno della femmina può essere conservato anche per molto tempo, per alcune specie fino a 100 giorni Fonte, e la femmina (a seconda della specie) potrebbe accoppiarsi con molti maschi prima di deporre le uova. Di conseguenza, potrebbe non sapere mai chi è il vero padre! La durata prolungata dello sperma è necessaria perchè tra il primo e l’ultimo uovo deposto in una covata possono passare anche settimane.

Lo sperma poi feconda le uova individualmente mano a mano che scendono dall’ovidotto della femmina, e ovviamente prima che il guscio calcareo si sia formato. Per il motivo che ho detto prima, è possibile che le uova non abbiano nemmeno il padre in comune.

Ecco come si presentano l’apparato riproduttore del maschio (A) e della femmina (B):

Una cosa molto curiosa è che, anche se il maschio ha due testicoli e la femmina due ovaie, in quasi tutte le specie la parte sinistra è più sviluppata di quella destra. Addirittura l’ovaia destra delle femmine solitamente non è funzionante! Si pensa che sia, oltre che un adattamento per il volo, anche dovuto al fatto che se due uova si formassero nello stesso momento potrebbero rompersi urtando tra di loro, mettendo a rischio la sopravvivenza dell’uccello.

In tutte le specie il sesso del nascituro è determinato alla nascita come nei mammiferi. I cromosomi sessuali sono identificati come Z e W. Fonte Il maschio è ZZ e la femmina ZW, quindi è l’opposto di quello che succede negli umani: negli uccelli è il sesso femminile della prole che viene determinato solo dai cromosomi della femmina, mentre nell’uomo il sesso maschile viene determinato solo dai cromosomi del maschio.

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