Come prendersi cura di una quaglia californiana domestica: la mia guida completa

Dopo due anni di esperienza e ricerche di letteratura, ho provato a riassumere in questo post tutto quello che ho imparato sui colini della California (Callipepla californica) come animali domestici. I colini (o quaglie) della California, originari della costa ovest degli USA, sono tra gli animali più interessanti con cui ho avuto il piacere di interagire, e sono sicuro che anche dopo un solo mese in loro compagnia anche voi la pensereste come me.

Con questa guida cercherò di fornirvi tutte le informazioni necessarie per darvi la possibilità di prendervi cura dei vostri colini nel migliore dei modi, per farli crescere sani e pieni di vita, nel caso (molto improbabile) in cui anche voi vorrete un giorno adottare questi animali come animali domestici. Se li accudirete con dedizione, amore e passione, i vostri nuovi amici col ciuffetto ricambieranno illuminando le vostre giornate più buie, grazie alla loro vivacità e ai simpatici suoni che emetteranno una volta adulti.

Allora, cominciamo?

La crescita

I vostri nuovi uccellini avrebbero circa 6 settimane, perché è a questa età che è possibile iniziare a distinguere i maschi dalle femmine. Ecco come distinguerli in questa fase del loro sviluppo:

Ma perché non vi darei quindi un colino adulto già completamente sviluppato? Il motivo principale è semplice, ovvero per fare in modo che si abitui più facilmente alla sua nuova casa e ai suoi nuovi umani. Infatti più sono giovani e più il loro cervello è malleabile. Se vi dessi un colino adulto farebbe molta più fatica ad adattarsi al nuovo ambiente e alle nuove persone.

Ma allora perché non darvi un pulcino, nel caso in cui il loro sesso non fosse importante? Il motivo è che fino a quando hanno 2-3 settimane hanno bisogno di riscaldamento artificiale (piastra riscaldata e/o lampada) e quindi dovreste spendere soldi extra per queste attrezzature che poi non vi serviranno più. Inoltre, più sono giovani e più sono delicati. Quindi dopo le 6 settimane è il momento giusto per affidarlo a una nuova famiglia. In questa fase della sua vita, un giovane colino è in piena muta, e ha ancora il piumaggio criptico e maculato dei giovani, quindi se vedrete che perderà tante penne e piume non preoccupatevi, è assolutamente normale! Continuerà a perderle fino a circa 4 mesi di vita, quando finalmente avrà il piumaggio adulto. Tenete presente che un colino è già in grado di volicchiare a 2 settimane, quindi dovrete imparare a gestire i suoi voletti, ma di questo ne parliamo più avanti.

Gli spazi di cui avrà bisogno

I colini della California non occupano molto spazio, a patto che abbiano la possibilità di girare per casa almeno 2-3 volte al giorno, ma la loro casa base deve essere fatta in un certo modo. Infatti, solitamente, le gabbie per uccelli commerciali non vanno molto bene, men che meno quelle orrende prigioni per l’allevamento delle quaglie da uova o carne. I colini hanno bisogno di una gabbia più larga che alta, e con tanto materiale di fondo, perché adorano razzolare (come le galline!). Quindi una griglia inferiore per loro non va bene. Per quanto riguarda il materiale assorbente vi consiglio un pellet di carta, che si attacca poco alle zampe. Metterete uno strato di 2 cm circa, sostituendolo dopo un periodo variabile, a seconda di quanti colini avete. Con due colini e usando la box Ikea gigante che vedremo tra poco, il fondo sarà da cambiare una volta ogni 3 settimane, con 6 colini andrà cambiato una volta a settimana (il tempo è ovviamente inversamente proporzionale alla “densità” di animali!). Tuttavia potrete allungare la durata del fondo se provvederete a rimuovere solo la cacca ogni volta che vi capita l’occasione, sempre usando i quadratini di carta igienica. Vi consiglio di rimuovere anche penne e piume che, assieme alle feci, possono incollarsi alle loro zampe.

Ecco la lettiera che uso io:

Questo pellet ha un costo di circa 20€ per un sacco da 30L, che con due colini dura circa 3-4 mesi. Sono poi giunto alla conclusione che le grosse scatole dell’IKEA (Samla, 79x57x43cm, 130L) in polietilene sono la scelta migliore: costano poco (18€ la più grande), sono facili da lavare, hanno un bel coperchio, sono facili da tagliare e bucare a caldo per inserire gli accessori, e non arrugginiscono. Inoltre, siccome i colini scavano molto, una scatola di plastica alta impedisce a tutto il materiale di uscire e di spargersi sul pavimento. Vi assicuro che con le zampe lo possono spargere anche a due metri di distanza! E poi la scatola con coperchio e rete morbida è molto più sicura in caso di attacchi di panico casuali, mentre in una gabbia potrebbero farsi molto più male sbattendo contro le sbarre di metallo. Questa scatola poi, opportunamente modificata, sarà perfetta anche per l’esterno, perché i vostri amici saranno più riparati dalla pioggia, dai falchi, dai topi e dal vento. Ovviamente, attenzione ad acquazzoni improvvisi, che potrebbero allagare la scatola!

Ecco la configurazione della scatola che usavo l’anno scorso per i miei colini domestici Alvin (RIP) e Quasi:

Questa configurazione è ottimale per massimo due colini. Quest’anno però di colini domestici ne ho 5 (esclusa Quasi, che sta nella sua scatola personale), e quindi ho dovuto ingegnarmi per costruire una scatola a due piani più spaziosa, assemblando due scatoloni in polietilene dell’Ikea:

I posatoi li gradiscono assai, soprattutto per dormirci la notte, quindi se glieli mettete saranno molto felici. Ricordatevi però che dovranno essere abituati fin da subito alla loro presenza, altrimenti potrebbero esserne parecchio intimoriti. Inoltre, posizionando il dispenser dell’acqua lontano dal pellet, l’acqua rimarrà molto più pulita e non dovrete cambiarla 3 volte al giorno, ma soltanto ogni 3-4 giorni. In questo modo potrete concedervi un weekend fuori casa senza il rischio che muoiano di sete.

Di giorno quasi tutti gli uccelli diurni come i colini hanno bisogno di molta luce: o vicino ad una finestra o utilizzando una lampada luminosa, meglio se a basso consumo. I colini possono anche stare all’esterno tutto l’anno, a patto di non lasciarli al sole cocente d’estate e che in inverno non vada troppo sotto lo zero. In ogni caso, il mio consiglio è quello di tenerli in casa d’inverno perché, se volete interagirci anche nei mesi freddi, è meglio non fargli prendere sbalzi termici eccessivi che potrebbero fargli male. Tenete presente però che questi animali avranno bisogno di interagire con voi almeno mezz’ora al giorno, altrimenti se li abbandonate a sé stessi potrebbero rinselvatichirsi parzialmente e diventare più timorosi nei vostri confronti. Quindi teneteli vicini a voi e fateli uscire a giocare tutti i giorni più volte al giorno, come faccio io. A proposito di questo, è importante fargli esplorare la casa almeno una volta al giorno fin dal secondo giorno, ma per il primo giorno lasciate che si tranquillizzino nella loro scatola dopo il viaggio e il trasloco. Prima li abituerete a girare liberi (ovviamente sotto il vostro occhio vigile) e prima potrete goderveli in tranquillità, senza troppa paura che si facciano male. Tenete solo presente che gli uccelli fanno la cacca molto spesso e quindi dovrete continuamente seguire i loro movimenti per poter pulire tempestivamente in modo da evitare di pestarla (sia voi che loro!). Io uso la carta igienica, un quadratino alla volta, che è più che sufficiente.

Un consiglio: come ho già accennato prima, state attenti quando gli cambiate casa o gli aggiungete accessori nuovi nella casa esistente, perché potrebbero esserne terrorizzati a tal punto da portarli ad attacchi di panico autolesionista.

Ultima cosa: il bagno. I colini, come tutti i galliformi, non fanno il bagno nell’acqua bensì nella polvere! E siccome é una delle loro attività preferite, dovrete predisporre una scatola a parte, più piccola, contenente almeno 2 dita di sabbia fine apposita per uccelli. Potete anche usare terriccio per fiori, ma ATTENZIONE!!! Usate SOLO terriccio che non contiene alcun fertilizzante, altrimenti potrebbero mangiarlo e intossicarsi. Io uso la torba di sfagno setacciata, perché é molto assorbente e non contiene mai concime. Vi basterà fargli vedere la sabbia/torba e loro ci si fionderanno dentro! Lasciateli lì anche 30 minuti al giorno senza problemi. Tenete però a mente che quando escono sono pieni di sabbia/terra e quando si scrollano va tutto in giro.

Guardate come si rotolano nella sabbia Dorito e Fedora, le due quagliette che sono state adottate dalla mia amica Federica:

Il ciclo biologico

Il ciclo biologico e ormonale di questi uccelli è dettato essenzialmente dal ciclo luce-buio giornaliero. Nel corso dell’anno dovrete cercare di mantenere il loro ciclo di sonno-veglia il più vicino possibile al ciclo giorno-notte del periodo in cui vi trovate. Se d’estate li terrete fuori giorno e notte non ci sono problemi, ma se li terrete sempre in casa dovrete fare in modo che la durata del loro giorno sia uguale a quella esterna. Avete due possibilità: o li tenete davanti ad una finestra con persiane o tapparelle sempre aperte, oppure dovrete usare una presa intelligente per gestire in automatico l’accensione e lo spegnimento dell’illuminazione. Altra cosa importante è la seguente: dovranno avere un posto tranquillo dedicato cosicché, anche se voi vorrete fare tardi la sera, loro potranno andare dormire all’ora giusta e senza essere disturbati mentre dormono. Sconsiglio di accendere e spegnere continuamente la luce della stanza o corridoio in cui stanno dormendo i vostri colini, o potrebbero spaventarsi. Anche i forti rumori notturni dovranno essere evitati.

Cosa MOLTO importante: per evitare di stressarli spegnendo e accendendo le luci di colpo, consiglio vivamente di affidarsi alla domotica e usare luci a intensità regolabile e programmabili. Questo vale soprattutto per la sera. Infatti, per dormire i colini cercano posatoi elevati mentre sopraggiunge il buio, e se spegnete la luce di colpo vanno in crisi! Cercheranno di volare in alto comunque facendosi male, visto che al buio non vedono nulla (come noi). Io per i miei colini uso prese smart e lampadine intelligenti Philips Hue. Non sono molto economiche, ma funzionano benissimo, ovviamente anche se siete fuori casa e non potete spegnere o accendere manualmente le loro luci.

Se non riuscite a sincronizzare il loro ciclo luce-buio con quello esterno (cosa non facile, soprattutto d’inverno quando il sole sorge tardi e tramonta presto), cercate almeno di garantirgli comunque 7 ore di sonno continuativo e indisturbato tutti i giorni dell’anno, ma in questo modo perderanno la sincronizzazione con il calendario stagionale. Di conseguenza potrebbero arrivare a riprodursi e deporre uova anche in pieno inverno. Non è una cosa grave, ma potrebbe causare uno stress maggiore, soprattutto alle femmine.

Per quanto riguarda la crescita, un colino è sessualmente maturo a 9-10 mesi e, se tenuto al meglio, può vivere anche 6-7 anni. Nel periodo riproduttivo, da marzo a giugno, un maschio solitario potrebbe cantare più spesso per cercare una femmina, ma il loro richiamo non ha frequenze sonore fastidiose. Tenete presente che questi sono uccelli sociali, e quindi stanno meglio in coppia, maschio e femmina oppure anche due femmine.

La muta completa, una volta adulti, avverrà ogni anno tra i mesi di agosto e ottobre, e preparatevi: la quantità di piume che perderanno sarà veramente notevole (le sostituiscono dalla prima all’ultima). Ma come dicevo prima, se non sincronizzate il ciclo luce-buio con quello stagionale, anche questa scadenza potrebbe essere anticipata o ritardata.

L’alimentazione

I colini della California hanno bisogno di un’alimentazione altamente proteica, a differenza di molti altri uccelli da compagnia. Dalla nascita fino a circa 2 mesi dovranno essere alimentati esclusivamente con un mangime specifico per selvaggina. Io uso il Raggio Di Sole Nostrale Selvaggina – primo periodo, con il 26% di proteine.

Ecco come si presenta:

È un mangime reperibile solo in negozi specializzati (oppure recentemente anche online) al prezzo di 9€ per un sacco da 10 kg.

Nota: esiste anche lo stesso mangime con la dicitura “secondo periodo”, che ha meno proteine (23%) e dovrebbe essere più adatto agli adulti, ma per i colini non va bene, in quanto è un pellet troppo grande per loro. Per i colini adulti si usa comunque il “primo periodo” diluendolo con altri mangimi meno proteici.

Dopo i 2 mesi inizierete ad aggiungergli progressivamente un mangime meno proteico (con circa il 10% di proteine), fino ad arrivare ad una miscela 50:50 al quarto mese di vita. Per rendere più interessanti i loro pasti potrete aggiungere al mangime anche miglio decorticato per l’alimentazione umana, avena spezzettata e un mangime spezzato misto per polli. Questo mangime è facilmente reperibile in qualunque consorzio agrario alla modica cifra di 6€ per un sacco da 10 kg. Valutate che un colino adulto mangia circa 8-10 grammi di mangime secco al giorno.

Importante: tenete sempre d’occhio la data di scadenza dei mangimi, ed evitate di usarli se sono scaduti da troppo tempo. I mangimi commerciali contengono sempre qualche animaletto che prolifera col tempo e se vorrete “sterilizzare” il mangime basterà metterlo in congelatore per almeno 48 ore, per uccidere tutti gli insetti e le loro uova. Poi potrete dargli giornalmente anche dell’insalatina tagliata fine, anche la rucola, e una fettina di mela una volta ogni 3 giorni. Mi raccomando: non dategli altre cose strane che potrebbero fargli male! Se avrete dubbi potrete chiedere a me senza problemi. E poi controllate sempre che la sua acqua sia pulita, perché i colini scavano molto, e la sporcano molto in fretta. Se però il dispenser è in alto, come dicevo prima, l’acqua si sporca molto meno. Il mangime forniteglielo a volontà, questi uccelli infatti mangiano solo quello di cui hanno bisogno, e non si abbuffano. Quindi riempite pure la ciotola, controllando di tanto in tanto se è rimasta solo la polvere, in questo caso meglio buttare tutto e mettere del mangime fresco. Comunque, questi uccelli scavano molto, e buttano tutto in giro, ma comunque lo mangiano anche se è fuori dalla ciotola.

Altra cosa fondamentale sono i gusci d’ostrica macinati, fondamentali per l’apporto di calcio e per supportare la digestione dei colini adulti, specialmente le femmine che depongono uova:

Una femmina di colino sana e alimentata opportunamente, può deporre anche più di 100 uova all’anno, 3 uova ogni 4 giorni, da aprile a settembre. E ovviamente sono perfettamente commestibili! Un consiglio: se le fate bollite sono molto difficili da sgusciare senza disintegrarle.

Ovviamente, se avrete maschio e femmina le uova saranno tutte fecondate, ma tranquilli, non avrete nascite indesiderate! Con gli uccelli basta rimuovere le uova giornalmente e non avrete nascite, ma in ogni caso in cattività è molto difficile che questi uccelli covino le loro uova.

Ultimo ma non ultimo, l’integrazione vitaminica. Infatti in cattività, ma soprattutto se vivono esclusivamente in casa come i miei colini, non riescono ad assumere naturalmente il giusto apporto di vitamine, soprattutto la D per la quale è necessaria un’esposizione ai raggi UV solari abbastanza costante. La vitamina D serve a loro, come a noi, per fissare il calcio nelle ossa, ed è particolarmente importante per le femmine nel periodo della deposizione. La lampada UV qualcosa fa, ma non è abbastanza, e quindi è necessaria un’integrazione vitaminica nella loro dieta. Io uso queste vitamine in polvere apposta per uccelli:

In caso di fabbisogno aumentato (deposizione, muta, debilitazione fisica, ecc) uso la dose piena, ovvero 1 grammo ogni 250ml di acqua, mentre per il mantenimento uso 1/4 della dose, ovvero 1 grammo per litro.

Per il periodo della muta esistono altri integratori specifici, come questo:

Questo mi è tornato molto utile, e si è rivelato efficace, quando le mie femmine riproduttrici in voliera hanno iniziato a spiumarsi troppo, a causa della sovrapposizione del periodo della deposizione con quello della muta, cosa che gli ha causato uno scompenso fisiologico. Dopo due settimane con questo integratore il loro piumaggio ha ricominciato a crescere in modo corretto.

N.B.: fate attenzione all’acqua con questi additivi, perché si formano molto facilmente muffe pericolose, e quindi purtroppo va cambiata molto più spesso dell’acqua normale (anche se questo rappresenta uno spreco di integratore.).

Il comportamento: interpretare i segnali visivi e acustici

Una parte importante del successo che avrete nell’interazione con i vostri colini sarà la vostra capacità di interpretare i loro comportamenti, sia per quanto riguarda la sua postura e il piumaggio, sia per quanto riguarda i loro richiami. I colini hanno circa 10–14 richiami diversi, e ognuno ha un significato ben preciso e viene usato in situazioni differenti. Ma a grosso modo è possibile distinguere i suoi richiami in tre categorie: tranquillo, spaventato, arrabbiato. I suoni che appartengono alla seconda categoria sono quelli a cui bisogna stare più attenti, perché sono quelli che solitamente precedono la fuga. Quindi, orecchie aperte e preparatevi a gestire un loro possibile stato di panico. I suoni li potrete sentire dai miei video o da video di internet. Ma purtroppo non tutti sono disponibili.

Ecco il mio post che parla dei loro richiami.

Anche il comportamento fisico però ci dice molto sul loro stato d’animo. Ad esempio, la postura e l’arruffamento delle penne è indicativo. Se un vostro colino si muove molto velocemente a scatti, se ha il collo allungato orizzontalmente, e se ha le piume tutte appiattite e sembra “snello”, allora è spaventato! Portatelo in un posto più tranquillo o potrebbe decollare a razzo e farsi male.

Ecco come si presenta quando è in allerta (pre-panico):

Se invece il piumaggio è “normale” o un po’ arruffato, e se il collo è circa in verticale e non allungato, allora è tranquillo. Se vogliono giocare a “prova a prendermi, se ci riesci” allora si accovacceranno a terra con la coda alzata verso l’alto e faranno degli scatti veloci con le zampe, magari sbattendo anche la ali. Questo comportamento indica che sono eccitati ma comunque in modo positivo.

Ecco come si comportano in questo caso:

Se si gonfiano buttando fuori il petto, allargando le penne della coda, e facendo un richiamo di dominio caratteristico allora è arrabbiato o aggressivo, e potrebbe anche abbassare le ali e puntare il bersaglio con il becco aperto e aggredendolo. Potrebbe attaccare anche voi, ma tranquilli, il loro becco non può farvi molto male. Solitamente sono solo i maschi a mostrare questo comportamento.

Ecco i due atteggiamenti di aggressività:

Purtroppo, anche se sono uccelli sociali, a volte le zuffe capitano, e fenomeni di bullismo ai danni di un solo colino non sono rari. In questi casi purtroppo l’unica soluzione è mettere il colino bullo oppure il bullizzato in una gabbia separata. In casi estremi potrebbe essere necessario sostituire totalmente uno dei colini per ristabilire la pace. Solitamente i maschi sono più aggressivi delle femmine.

Se invece vedete che un colino è apatico, tiene gli occhi chiusi tutto il tempo, la testa sotto le ali e non mangia, vuol dire che non sta bene! Cercate subito un veterinario specializzato in volatili, ma di questo ne parlerò più avanti. In ogni caso, se un vostro colino fosse apatico, provate a pesarlo almeno una volta sl giorno, dovrebbe pesare 150-170g. Se perde peso giorno dopo giorno allora non sta mangiando, e potrebbe essere in pericolo di vita. Potrebbe essere necessario alimentarlo a forza con siringa e tubicino da infilare in gola, ma sentite prima il veterinario.

E’ comunque molto difficile spiegare in modo esauriente a parole i loro comportamenti, e dovrete imparare quasi tutto sul campo.

La pulizia delle zampe e il taglio delle unghie e del becco

Se tenuti in modo corretto gli uccelli sono animali molto puliti e praticamente inodori. Tuttavia ci sono due aspetti da tenere sotto controllo: la pulizia delle zampe e la lunghezza delle unghie e del becco. La pulizia delle zampe in cattività è una cosa da controllare in quanto è molto facile che possano formarsi delle croste o dei grumi formati dalle loro feci impastate con il materiale assorbente. Per eliminarle potete usare un cotton fioc inumidito oppure una pinzetta, ma anche ovviamente le vostre mani! Questa cosa succede solo in cattività, perché in natura è estremamente improbabile che un uccello pesti la sua cacca o quella di un altro uccello, e poi comunque in natura camminano molto ed eventuali incrostazioni si staccherebbero spontaneamente. La rimozione di queste incrostazioni è molto importante perché potrebbe causare infezioni e la perdita delle dita, quindi controllatele ogni volta che li liberate in casa o comunque almeno una volta al giorno.

Per quanto riguarda le unghie invece, è importante che non siano troppo lunghe, perché altrimenti gli si potrebbero stortare le dita. Vanno quindi tagliate! Ma attenzione: le unghie sono in gran parte vascolarizzate e bisogna spuntarle soltanto di 1-2 mm al massimo, altrimenti gli fate male e uscirà sangue. Fateli stare sul bordo tua vostra mano messa in verticale e, in una stanza tranquilla, con una forbicina o mini cesoie per unghie tagliate la punta delle unghie, facendo molta attenzione. Se avete dubbi sulla quantità di unghia da tagliare mettetevi in contro luce, così in trasparenza riuscite a vedere fin dove arriva il sangue. Le unghie non crescono molto in fretta, dovrete tagliarle al più una volta al mese. E in ogni caso dipende molto da quanta attività fisica gli fate fare: meno si muove e più spesso dovrete tagliargli le unghie.

Ecco come vanno tagliate:

A volte capita che anche la punta del becco vada tagliata, perché anche il becco continua a crescere e, se non si consuma abbastanza beccando, poi diventa troppo lungo e gli impedisce di alimentarsi. La punta della parte superiore del becco (l’equivalente del nostro labbro superiore) non dovrebbe sporgere verso il basso per più di 2 millimetri, in tal caso va tagliato con un tronchesino. In questo caso peró é necessario tenere fermo l’animale con due mani, altrimenti non riuscirete mai ad avvicinargli il tronchesino al becco. Fate attenzione però a non tagliargli la lingua! Tagliate SOLO se il becco é perfettamente serrato.

L’interazione con le persone

I colini della California nati e cresciuti a stretto contatto con le persone diventano molto docili e non manifestano il loro innato timore per l’uomo. Più tempo passerete con loro e più loro si fideranno di voi. Li potrete abituare a salire sulla vostra mano con del cibo, e persino a volare da voi a comando. Picchiettando il dito su qualcosa, loro saranno incuriositi e verranno a vedere. In generale ho notato che si legano maggiormente alla prima persona che vedono appena nati, ma si abituano velocemente anche alle altre persone con cui interagiscono. Nonostante i vostri colini saranno già abituati ai rumori della casa fin da piccoli, ricordatevi di una cosa molto importante: sono comunque animali che si spaventano molto facilmente, soprattutto a causa di forti rumori improvvisi e dei vostri movimenti che non si aspettano. Il vostro nervosismo e stress verrà trasferito al vostro amico pennuto, quindi quando sarete con loro ricordatevi di non gridare, sbattere finestre o fare scatti improvvisi. Mantenete un tono di voce basso e muovetevi in modo tranquillo e senza scatti. Purtroppo dovrete stare anche attenti a non far cadere oggetti rumorosi (come un piatto), e di limitare o evitare i colpi di tosse. State attenti anche agli starnuti, potrebbero spaventarsi di brutto. E quando avrete amici o parenti a casa, ricordatevi che, se vorrete farli interagire con lui, dovrete istruirli molto bene sul comportamento da seguire. È assolutamente impossibile prevedere la loro reazione ad una qualsiasi novità, quindi ogni volta bisogna essere molto cauti.

I vostri colini impareranno a salire sulla vostra mano ogni volta che gliela metterete davanti aperta, sia a palmo in su che in giù, ma ricordatevi che questi uccelli di natura non gradiscono molto essere toccati o peggio agguantati, perché per loro è come finire nelle grinfie di un predatore. Quindi dovrete spesso lasciar decidere a loro, anche se a volte potrebbero essere un po’ riluttanti a salire, perché magari vorranno stare fuori ancora un po’. Io comunque li abituo tutti ad essere tenuti a due mani fin da piccoli, in modo che capiscano che non sono un predatore. Questo aiuta molto nel caso in cui ci sia bisogno di tenerli fermi per vari motivi (taglio becco, taglio remiganti, cure mediche, ecc). Nonostante ciò, ogni colino è una cosa a sè, alcuni sopportano di più altri di meno.

Per farli girare liberi in casa ci sono pochi ma fondamentali accorgimenti: finestre con tende o almeno zanzariere chiuse, per evitare che sbattano contro i vetri, e no cani e/o gatti liberi, anche se “educati”, perché li spaventano a morte (a meno di casi particolari). Inoltre, bisogna stare estremamente attenti a non pestarli, perché col nostro peso gli possiamo spezzare le zampe o addirittura ucciderli! Se non lo vedete, PRIMA DI MUOVERVI guardate dove si trova. Quando lo tirerete fuori dalla sua casa dovrete mettergli sempre una ciotola di mangime e uno di acqua sul pavimento.

Infine, i vostri colini saranno nati e cresciuti in una scatola IKEA identica a quella che vi ho consigliato prima, quindi per loro quella sarà la loro casa, il loro rifugio sicuro. Quando vi avvicinerete alla gabbia e gli parlerete (si abituano al timbro della vostra voce), vedrete che vi faranno capire di voler uscire magari sbattendo le ali e guardando verso di voi. E non appena gli metterete la mano davanti loro salteranno su immediatamente, e li potrete portare in giro per tutta la casa (muovendovi lentamente). Tuttavia, ancora una volta, ogni colino ha un temperamento tutto suo. Alcuni vorranno sempre uscire dalla scatola, altri molto meno, e anzi cercheranno sempre di rientrarvi da soli. Alcuni sono più socievoli, altri meno.

Ecco il mio Alvin che sale immediatamente sulla mia mano:

Ed ecco i giovani nati quest’anno che fanno lo stesso:

Il volo indoor: sì o no?

Per gli uccelli il volo è molto importante, soprattutto durante lo svezzamento, perché contribuisce in modo sostanziale al loro sviluppo psicofisico. Io consiglio sempre di fare in modo che imparino a volare, e soprattutto a volare “con coscienza”, ovvero avendo la consapevolezza degli ostacoli della tua casa e delle potenzialità delle loro ali. Il volo gli permette di sentirsi liberi di andare dove vogliono e aumenta la loro fiducia nei nostri confronti, proprio perché non si sentono obbligati a restare e perché sanno di poter volare via quando vogliono. Molti avicoltori fanno il grave errore di recidere le ali dei giovani uccelli ancora prima che possano imparare a volare, impedendo uno sviluppo corretto del loro fisico e del loro cervello. Ma gli uccelli hanno un innato istinto del volo, e provano a volare comunque anche se gli vengono tagliate le penne delle ali, magari cadendo rovinosamente.

Ecco il mio post che tratta dell’importanza del volo per gli uccelli.

I colini sono uccelli che preferiscono camminare e correre, ma sono ugualmente degli ottimi volatori. Ci sono uccelli che volano leggiadri come una farfalla, e uccelli che volano come una palla di cannone, e indovinate? I colini appartengono alla seconda categoria. Il loro volo è veloce, potente e solitamente diretto, ma sono anche in grado di effettuare virate fulminee di 180 gradi. Quando lo farete volare in casa all’inizio, ricordatevi che talvolta dovrete avere riflessi felini per evitare che si faccia male mentre impara a usare le ali e mentre impara a capire gli ostacoli di casa vostra. I colini hanno decolli esplosivi con accelerazioni brucianti, potendo superare i 90km/h!

Ecco il mio post sul loro volo.

Ecco la compilation dei voli dei miei colini:

Alvin non puntava mai le finestre, perché aveva imparato che il “fuori” non è un posto dove poteva andare, ma i miei giovani colini nati a maggio 2021 mostrano una maggior tendenza a volare contro i vetri, e quindi bisogna stare comunque attenti a dove volano, non si sa mai. Io ho preferito montare delle reti alle mie grosse vetrate, ovviamente reti non permanenti (attaccate con ventose), in modo che vedano l’ostacolo:

Nel caso proprio non ve la sentiste di farli volare indoor allora dovrete procedere al taglio delle remiganti, procedura totalmente indolore e da rifare una volta all’anno quando le penne vecchie vengono sostituite da quelle nuove (la muta). Ma attenzione! Non tagliate mai le penne in crescita (asta scura alla base), potreste farli morire dissanguato. In questa foto, le penne a destra NON vanno mai recise:

Il taglio invece va fatto in questo modo:

In ogni caso per il taglio dovrete afferrarli con forza, perché si dimeneranno non poco. Per loro potrebbe essere un trauma psicologico e fisico, se fatto brutalmente, ed è anche per questo che sconsiglio questa pratica. Se per disgrazia dovessero scapparvi dalla finestra o dal balcone con le remiganti tagliate sarebbe condannato a morte certa. Con le ali integre avrebbe qualche possibilità di farcela e magari di tornare da voi. Tenete anche presente che, pur con le remiganti recise, un colino può saltare 1,5 metri in alto da fermo con la sola forza delle zampe, e quindi potrebbe uscire comunque dalla scatola IKEA che vi ho consigliato, quando non avrà il coperchio.

In caso di fuga poi voi dovrete mettere a tutto volume il richiamo della sua specie dalla finestra, per cercare di fargli ritrovare la strada di casa e, essendo animali gregari, questo dovrebbe farlo/i tornare da voi. Tornando in casa invece, se vedrete che si accovacciano a terra guardando in alto, vuol dire che stanno per prendere il volo, e dovrete sempre cercare di prevedere la loro direzione e di impedirgli di volare verso una direzione pericolosa. Per allenarli al volo potrete metterli su un tavolo o un mobile e farli volare da lì, magari attirandoli da voi con la voce o con i movimenti, e vedrete che con pazienza riuscirete a farli atterrare sulla vostra mano o sul vostro braccio!

Ecco Alvin che vola da me:

Ed ecco uno dei giovani di quest’anno:

A volte dovrete però spostarvi un po’ e mettere la mano sulla sua traiettoria, perché potrebbe sbagliare mira. Ma mi raccomando, dovrete resistere alla tentazione di scansarvi di colpo se vorrà atterrare su di voi, magari in testa, perché lui si fiderà di voi. Niente finte! Lasciatelo atterrare dove vuole e poi lo potrete spostare porgendogli la mano e facendolo salire come sempre.

Le gite outdoor

Tasto dolente. Io sconsiglio vivamente qualunque gita outdoor (al parco, ecc). I colini sono animali estremamente vigili e sensibili, e se vedesse un falco o qualche altro animale che non gli piace potrebbe scappare, e sarebbe quasi impossibile da ritrovare. Anche con le remiganti tagliate potrebbe scapparvi irreversibilmente, perché i colini sono degli ottimi corridori e possono sfiorare i 20km/h a piedi. Al massimo potrete portarlo con tutta la gabbia, ma dovrete abituarlo gradualmente all’ambiente esterno. Io d’estate li lascio sul balcone a prendere un po’ di sole, che male non gli fa:

Ma lasciategli sempre un po’ d’ombra, e state molto attenti che la scatola sia ben chiusa! Se invece non ve la sentite di metterli fuori, prendete una lampada solare per rettili, va comunque bene.

Guardate come si rilassano Harem e Zen sotto la lampada solare!

Interazione con altri animali domestici

Le interazioni non traumatiche con gli altri animali domestici non sono impossibili, ma dovrete abituare gradualmente entrambe le parti per evitare tragedie, e possibilmente fin da piccoli. Sconsiglio comunque di lasciare il colino incustodito in presenza di animali predatori come cani o gatti, e di separarli immediatamente non appena la situazione inizia a complicarsi.

Quando andrete in vacanza

In commercio esistono dei dispenser di acqua che possono durare anche 7-10 giorni, e dispenser di cibo che possono durare mesi, quindi andare in vacanza lasciando il vostro amico a casa non è impossibile. Tuttavia dovrete assicurarti che nella stanza in cui lo lascerete ci sia abbastanza luce e ricambio d’aria. Io consiglio anche di piazzare una videocamera per poter controllare il vostro colino anche se sarete lontano da casa, ma avere una persona di fiducia che lo visita almeno una volta ogni 3 giorni non sarebbe male.

L’opzione migliore è tuttavia un’altra: portarlo con voi in vacanza! Sempre se però non andate in aereo. Noi l’anno scorso abbiamo portato i nostri due colini in vacanza, a 3 ore di macchina, e quest’anno ancora (ma con un viaggio più breve). Li abbiamo messi nel bagagliaio al semi buio (stanno più tranquilli) nella loro scatola senza acqua (si rovescia), e prediligendo una guida molto tranquilla, siamo arrivati a destinazione senza grossi problemi. Ricordatevi sempre di chiedere al gestore del posto in cui andrete in vacanza se accettano animali domestici, ma di solito per un uccellino fanno poche storie. Una volta arrivati bisogna lasciarlo tranquillo per qualche ora, rimettendogli l’acqua per poter bere. Poi potrete farlo uscire con tutte le accortezze che vi ho detto prima: finestre chiuse con tende, carta igienica a portata di mano, ecc. Altra cosa, dovrete scegliere un posto dove non viene la signora delle pulizie, magari un appartamento, perché aspirapolvere, scopettoni e gente maldestra lo potrebbero spaventare e traumatizzare seriamente.

Dal veterinario

Purtroppo, i veterinari che sanno trattare gli uccelli sono veramente pochi. Vi consiglio di fare una ricerca in anticipo chiamando i veterinari della vostra zona, per sincerarvi che sappiano curare il vostro colino in caso di necessità, per evitare di farlo nel momento del bisogno. In ogni caso, sappiate che la visita dal veterinario è molto traumatica per questi animali, e che sarebbe meglio se riuscisse a darvi eventuali terapie senza manipolarlo troppo, magari con il vostro aiuto (COVID permettendo…). Io ho avuto esperienze abbastanza traumatiche in proposito.

Conclusioni

Io non sono un allevatore professionista e non vendo colini per un ritorno economico, lo faccio per passione e per cercare di far conoscere al mondo questi bellissimi e simpaticissimi pennuti. Voglio bene ad ogni singolo pulcino nato a casa mia, l’avrò visto nascere e crescere fino a 6 settimane di vita. In quelle 6 settimane mi sarò preso cura di lui al meglio delle mie possibilità, e gli avrò dedicato diverse ore al giorno, per farlo crescere sano e in forze, e per abituarlo alle persone. Ogni singolo colino nato a casa mia è speciale e voglio che, una volta affidato ad un’altra persona, venga trattato con tutte le accortezze necessarie per garantirgli una vita felice. Voglio che diventi parte della vostra famiglia. Ma vi dico già che non sarà una passeggiata, dal momento che nonostante siano abituati alla vita domestica, sono uccelli pieni di energia e di indole selvatica. In sostanza, per non vederli come un peso, dovreste essere dei veri appassionati.

Quindi, se mai vi venisse voglia di adottare un colino californiano come animale domestico, io sono la persona giusta per voi, e cercherò di supportarvi al meglio, per qualunque cosa.

Ultimissima cosa: sul mio canale YouTube “Martin Quails” potete trovare un bel po’ di video che vi faranno capire meglio com’è avere un colino della California come animale domestico. Iscrivetevi!

A presto!

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