Vi racconto la mia recente esperienza di falconeria

Ciao a tutti! Come vi avevo anticipato nell’ultimo post, domenica scorsa ho partecipato ad una interessantissima lezione pratica e teorica di falconeria nell’Oltrepò pavese (precisamente a Montalto Pavese), tenuta dal team di falconieri ed esperti di rapaci di www.falconiereperungiorno.it. Nel team ci sono Giuseppe Crea, Cinzia Villanova (marito e moglie), e Camilla, una ragazza appassionatissima di rapaci che si è unita al team circa 6 anni fa. Circa 15 anni fa Giuseppe ha deciso di trasformare la sua passione per i rapaci in un vero e proprio lavoro, con l’obbiettivo di diffondere a tutti, adulti e bambini, la cultura di quest’arte millenaria (inserita addirittura tra i patrimoni immateriali dell’UNESCO nel 2012), e soprattutto cercando di sfatare moltissimi falsi miti che ancora oggi affliggono il mondo dei rapaci e dell’ornitologia in generale. Infatti, la falconeria non è semplicemente l’addestramento di uccelli predatori per fargli fare tutto quello che il falconiere desidera, anzi! Il messaggio che dovrebbe passare è proprio l’opposto. I rapaci infatti non sono assolutamente costretti a fare nulla. Quando si libera un rapace per il volo libero, il falconiere sa benissimo che il rapace potrebbe benissimo decidere di non tornare, costringendo il falconiere a perdere ore e a fare chilometri per ritrovarlo (grazie a GPS o telemetria), sperando poi che voglia tornare al pugno. E se la falconeria esiste è solo grazie al vero e proprio rapporto di fiducia che si instaura tra l’uomo e il rapace, una fiducia che va costruita giorno dopo giorno, con enorme dedizione e pazienza, non lasciandosi scoraggiare quando le cose non vanno come previsto. Perché i rapaci non sono come pappagalli o corvidi! I rapaci hanno infatti un cervello più primitivo, che non gli permette di legarsi empaticamente ad un umano come potrebbe fare un pappagallo cenerino africano. La falconeria, alla fine, si basa su un concetto molto importante, ma che raramente viene considerato da chi è estraneo al settore: i rapaci, così come tutti gli altri animali, non vogliono sprecare troppe energie per sopravvivere. Non volano per divertimento, ma perché ne hanno bisogno! Di conseguenza, se è disponibile una fonte di cibo illimitata, sicura, e facile da ottenere, perché mai un rapace dovrebbe preferire la vita selvatica, dove la lotta per la sopravvivenza è estremamente faticosa, rischiosa, e imprevedibile? Il rapace infatti torna dal falconiere solo se è abbastanza affamato, ma non troppo. Infatti se è già sazio non ha abbastanza interesse nel ritornare al pugno per un nuovo boccone. Se invece è troppo affamato potrebbe partire all’inseguimento del primo animale selvatico che vede durante il volo libero, rendendone poi difficile il recupero (consuma la preda in autonomia chissà dove, saziandosi). Questo è il motivo per cui è importantissimo pesare l’animale prima di liberarlo, per capire qual è il suo grado di sazietà. Quindi, il rapporto che si instaura tra il falconiere e i suoi rapaci è un rapporto di cooperazione: il rapace ottiene cibo “facile” e illimitato in cambio dei suoi servigi, come animale “da show”, istruttivo, da caccia, oppure per il bird control (con un rapace si allontanano uccelli infestanti, come gabbiani, piccioni, e storni da zone sensibili come gli aeroporti).

La falconeria è senza dubbio la tecnica di caccia più naturale ed eco-sostenibile che si possa immaginare: utilizzi un animale per cacciare un altro animale. Niente cannoni d’acciaio supertecnologici e niente gare a chi ce l’ha più lungo (perdonate la battuta). In questo modo non si manda in frantumi la quiete del territorio e non si spaventano gli animali selvatici con il frastuono delle fucilate. Siete solo voi e i vostri compagni di caccia immersi nella natura. I rapaci addestrati sono più sani e vivono molto più a lungo di quelli selvatici in quanto hanno cibo sempre disponibile, cure mediche e riparo in caso di maltempo. Ma NON sono animali domestici al pari di un pappagallo o un canarino! La falconeria non è un hobby da weekend, o comunque da “quando hai voglia di sbatterti”, è uno stile di vita, e richiede la massima dedizione. I rapaci devono necessariamente volare con voi possibilmente tutti i giorni (anche più volte al giorno), eccetto in caso di forte maltempo, quando anche in natura non caccerebbero comunque. In caso contrario, scordatevi di poterlo liberare e di sperare che ritorni da voi. Se, per infiniti motivi, sapete già che non sarete mai in grado di spendere tanto tempo, energie, e soldi per buttarvi a capofitto e seriamente nel mondo della falconeria, allora vi sconsiglio vivamente di adottare un rapace! Ve ne pentireste immediatamente. Ma se comunque amate i rapaci e gli uccelli in generale, la falconeria, e passare qualche ora immersi nella natura, allora vi consiglio vivamente di prenotare una sessione divulgativa e dimostrativa da veri professionisti. E per chi non abita troppo lontano, il team di Giuseppe Crea può darvi quello che state cercando.

Il team al completo! Da sinistra a destra: Giuseppe, Cinzia, Camilla.

Per soli 35€ a persona, il team di www.falconiereperungiorno.it vi offre tre ore di full immersion nella loro vita con i rapaci, con dimostrazioni di volo di rapaci di molte specie diverse, ovviamente accompagnate da interessanti spiegazioni teoriche e tecniche su quello che state vedendo. Ma non è finita qui. In queste tre ore avrete la possibilità, tutt’altro che scontata, di infilarvi voi stessi il guantone in cuoio, e di far atterrare al vostro pugno diversi rapaci, tra cui una poiana di Harris, un allocco zamperosse, e un barbagianni.

Nota: Mi raccomando! Anche se vi venisse l’impulso di farlo, non cercate di accarezzare i rapaci, dal momento che sono animali che non apprezzano molto il contatto fisico.

Molti rapaci che vedrete volare sono però troppo grossi e/o aggressivi/impegnativi per mandarli al pugno di persone inesperte. Poiana codarossa, gufo reale, e avvoltoio codarossa li potrete soltanto guardare e fotografare, anche se da piuttosto vicino. Niente interazione diretta nemmeno con i falchi d’alto volo, in questo caso principalmente a causa della notevole esperienza necessaria per l’utilizzo del logoro. Di recente si sono portati a casa anche una bellissima aquila delle steppe (Aquila nipalensis) di 8 anni, animale però ancora troppo difficile da gestire per poterlo mostrare al pubblico in volo libero. Alla fine della dimostrazione, merenda a buffet con salumi, ottima pizza casereccia, e bevande per tutti i gusti!

Quindi, ecco qualche bella foto della mia recente esperienza!

Poiana di Harris (Parabuteo unicinctus) che decolla dal mio pugno
Poiana di Harris (Parabuteo unicinctus) in volo
Poiana di Harris (Parabuteo unicinctus) sul pugno di Cinzia. Notare gli artigli affilatissimi.

Curiosità: la poiana di Harris è un rapace di basso volo diffuso nelle Americhe, ed è l’unico rapace al mondo che caccia in cooperazione con la distinzione dei ruoli, da cui il soprannome di “falco lupo”. Per questo motivo, questa poiana ha una naturale propensione a collaborare, cosa che la rende di gran lunga il rapace più richiesto e utilizzato in falconeria.

Falco sacro (Falco cherrug) sul pugno di Giuseppe

Curiosità: il falco sacro è un rapace d’alto volo diffuso in Eurasia, ed è cugino del più noto falco pellegrino.

Poiana codarossa (Buteo jamaicensis) sul pugno di Giuseppe, con Camilla intenta nella relativa spiegazione

Curiosità: la poiana codarossa è un rapace di basso volo americano, non molto utilizzato in Italia (si predilige la poiana di Harris, con caratteristiche simili).

Falco pellegrino (Falco peregrinus) sul pugno di Camilla

Curiosità: il falco pellegrino è uno dei rapaci più iconici al mondo, anche grazie alla sua enorme diffusione geografica. Rapace tipicamente d’alto volo, il falco pellegrino è famoso per le sue incredibili picchiate ad ali socchiuse sulle prede, dove può superare i 300 km/h. Tuttavia in volo battuto non supera i 110 km/h, una velocità inferiore a quella che possono raggiungere un piccione o un germano reale.

Barbagianni (Tyto alba) appena atterrato sul mio pugno

Curiosità: il barbagianni è uno degli strigidi più diffusi e iconici, anche se tecnicamente non è un gufo “proprio”. Il suo volo è praticamente impercettibile all’orecchio umano, e perfino per microfoni ambientali professionali. Questo adattamento gli consente di catturare prede con udito molto fine (come i roditori) nel buio quasi totale, cogliendole di sorpresa. Caccia quasi esclusivamente sfruttando il suo udito sviluppatissimo. È un uccello notturno, ma talvolta è stato osservato mentre cacciava in pieno giorno.

Magnifico gufo reale (Bubo bubo) sul pugno di Cinzia

Curiosità: il gufo reale è lo strigide più imponente e pesante, con le femmine che possono raggiungere i 4,6 kg e i 188 cm di apertura alare. Sono estremamente diffusi in tutta l’Eurasia e i loro occhi sono di un arancione fluorescente quasi impressionante. La presa delle loro zampe artigliate è tra le più forti di tutto il regno aviano. Come tutti i gufi, anche il gufo reale è presbite (vede male da vicino).

Allocco zamperosse (Strix rufipes) sul pugno di Cinzia

Curiosità: piccolo allocco originario del Cile e dell’argentina, molto simpatico e “rotondo”. Ha occhi enormi e molto scuri, e delle palpebre molto mobili simili alle nostre.

Avvoltoio collorosso (Cathartes aura) appena atterrato sul pugno di Cinzia

Curiosità: l’avvoltoio collorosso è uno degli uccelli dall’olfatto più sviluppato, ed è in grado di individuare una carcassa in decomposizione da 10 km di distanza. Non essendo un cacciatore, ma uno spazzino, le sue zampe non sono in grado di agguantare le cose, sono piuttosto deboli, e hanno artigli innocui. È originario delle Americhe.

Nella mia vita ho assistito ad innumerevoli dimostrazioni di falconeria (anche fuori dall’Italia), ma questa mi è piaciuta particolarmente, per diversi motivi:

  • Le dimostrazioni sono a numero chiuso, massimo una ventina di persone: questo garantisce un livello di interazione con rapaci e falconieri molto più costruttivo e “intimo”, senza la calca assurda e indecente che mi è capitato di dover sopportare in altri eventi simili.
  • Il paesaggio incredibile dell’Oltrepò pavese, natura al 100%, e si intravede anche dalle foto.
  • L’incredibile disponibilità dei falconieri nel rispondere a domande/dubbi/curiosità di ogni genere, cosa assolutamente non scontata, perlomeno nella mia esperienza.
  • La grande e inusuale varietà di specie messe in volo. Di solito ci si limita a 2-3 specie, tra cui l’immancabile poiana di Harris.
  • La possibilità per il pubblico di avere i rapaci al pugno, cosa molto rara in dimostrazioni dozzinali e a numero aperto (quasi tutte).
  • La merenda! Mai successo prima d’ora, in eventi del genere, di avere la merenda compresa nel prezzo, tra l’altro un ottimo e abbondante buffet con addirittura vino rosso bonarda! (Anche se io sono astemio).

In sostanza, se siete nei paraggi e se vi interessa l’argomento, vi straconsiglio di fare questa esperienza dal team di www.falconieriperungiorno.it, e vi garantisco che non ne resterete per nulla delusi. Giuseppe, Cinzia, e Camilla sono persone genuine, super disponibili e che sono sicuro riusciranno a trasmettervi la loro immensa e viscerale passione per questa arte antichissima e da tramandare alle generazioni future a tutti i costi. La falconeria ti insegna ad amare, rispettare, e tutelare la natura, ed è senza dubbio una dei più begli esempi di sana collaborazione uomo-animale che si possano trovare su questo pianeta.

Se volete approfondire sulla falconeria, ecco il mio post dedicato, che avevo pubblicato tempo fa.

Se invece volete approfondire in fatto di strigidi (gufi) ecco un altro mio post a riguardo.

Concludendo, vorrei ringraziare Giuseppe, Cinzia, e Camilla per la disponibilità e per avermi sopportato per tre ore (ho rotto un sacco le scatole con mille domande!), e per avermi fatto sentire davvero “a casa”. Sicuramente prima o poi ritornerò, anche perché sono curioso di vedere i progressi con l’aquila. Ovviamente cercherò di coinvolgere anche altre persone, come già mi impegno a fare costantemente su questo mio sito dedicato all’incredibile mondo dell’ornitologia e dell’ornicoltura.

A presto e grazie della lettura!

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