Parliamo della LIPU, la Lega Italiana Protezione Uccelli

Fondata nel lontano 1965, la Lipu è l’associazione per la conservazione della natura, la tutela della biodiversità, e la promozione della cultura ecologica in Italia. Si tratta ovviamente di una ONLUS, ovvero di un’attività non lucrativa di utilità sociale.

Con 30.000 sostenitori, quasi 100 Sezioni locali, oltre 600 volontari attivi, decine di operatori, tecnici, educatori, la Lipu è un punto di riferimento per la difesa della natura in Italia. Ogni anno vengono soccorsi e curati più di 15.000 animali selvatici in difficoltà in numerosi Centri Recupero o di Primo Soccorso in varie parti d’Italia. La Lipu gestisce 30 Oasi e Riserve dove la natura è protetta e la gente può visitarla, conoscerla, sempre nel massimo rispetto, per imparare ad apprezzarla ancora di più.

La Lipu è una grande comunità di soci, volontari, operatori, convinti che l’ambiente abbia un ruolo molto importante per le persone e per la società. Il loro obbiettivo è quello di un mondo in cui la gente viva in armonia con la natura, in modo equo e sostenibile, e si battono quotidianamente per raggiungerlo. Gli uccelli sono ovviamente il simbolo e l’orizzonte della Lipu. La loro presenza, i canti, i voli, i colori rappresentano la bellissima speranza di un mondo migliore.

Le sezioni locali sono il punto di riferimento territoriale della Lipu. Riuniscono i numerosi volontari e rappresentano la voce, l’azione e i valori della Lipu su scala locale. Diffuse in tutta Italia, oggi le sezioni locali sono circa 100, sparse in 77 province a coprire la quasi totalità delle regioni, dalla Sicilia al Piemonte, dalla Sardegna al Veneto.

Coordinate da delegati e animate dai tanti volontari, le sezioni sono talvolta riunite in coordinamenti provinciali o regionali e svolgono numerosissime attività, dall’educazione ambientale al presidio del territorio, dalla vigilanza ambientale alla cura degli animali in difficoltà, dal supporto alle Oasi alle attività promozionali, i corsi di birdwatching, le escursioni, il coinvolgimento della gente. Fonte Infatti parte tutto proprio da qui, ovvero dalla diffusione di una cultura basata sul rispetto e sulla tutela della natura, senza la quale noi non potremmo sopravvivere. Infatti, la salute della natura si riflette immediatamente sulla nostra salute, e su quella della nostra società.

BIRDLIFE INTERNATIONAL

La Lipu è il partner italiano di BirdLife International, la più grande federazione mondiale di associazioni per la conservazione degli uccelli e della biodiversità. Il network di BirdLife include 121 rappresentanti nazionali di tutti i continenti, uniti dal generale, comune obiettivo di un mondo in cui la gente e la natura vivano in armonia. Il lavoro di BirdLife si svolge soprattutto attraverso “Programmi”, relativi a grandi temi naturalistici tra cui “Flyways” (sulla migrazione degli uccelli), “Forest of Hope” (per la difesa delle foreste tropicali), “Climate change” (per la lotta contro i cambiamenti climatici), “IBA’s” (per la difesa dei luoghi più importanti per gli uccelli) o “Capacity developement” (per la crescita della consapevolezza, nelle persone, dell’importanza della natura, anche sotto il profilo socio-economico).

L’organizzazione di BirdLife è articolata in sei “aree regionali”: Africa, Medio-oriente, Asia, Europa e Asia centrale, Americhe, Pacifico.

La Lipu, membro di BirdLife Europa, collabora attivamente ai lavori del network partecipando, tra l’altro, alle Task force sulle Direttive e sull’Agricoltura, alla campagna Spring Alive, alla programmazione generale e a numerosi altri progetti ed eventi di grande rilievo. Fonte

LO STATUTO LIPU

Lo statuto è il certificato di nascita di ogni associazione, e contiene tutti gli obiettivi, i valori, e le linee guida. Se volete consultare lo statuto Lipu (pdf) ecco il link.

LA STORIA DELLA LIPU

1965: l’inizio

È un giorno di primavera. Giorgio Punzo, leggendo il giornale sul terrazzo di casa, a Napoli, scopre che si riaprirà la caccia primaverile. Nello stesso momento, un passero solitario, col suo blu splendente, gli si posa vicino. È proprio in quell’istante che Punzo decide di fondare la Lipu, creare una comunità di persone, scienziati, attivisti, soci, che si dedichi a proteggere gli uccelli, promuovere la natura, educare i giovani all’ambiente. Pochi mesi dopo, il 13 novembre, nasce la Lipu, con il primo nome di Lenacdu, Lega nazionale contro la distruzione degli uccelli.

1967: la legge 799

Alla fine degli anni Sessanta la caccia in Italia è ancora un pratica di massa, uno “sport” crudele che si gioca senza nessuna regola. Si caccia tutto l’anno e si può uccidere qualsiasi animale, anche le aquile e gli altri rapaci, considerati “specie nocive”. In questo periodo nel nostro paese vengono abbattuti oltre 150 milioni di uccelli all’anno. La Lipu è appena nata e comincia da subito la sua lotta a colpi di azioni politiche, campagne di sensibilizzazione, articoli sui giornali, lettere al Parlamento, convegni e documentari. E nell’estate del 1967 arriva il primo grande risultato, viene approvata la legge 799 che abolisce le orribili cacce primaverili.

1968: centralini impazziti

II 27 marzo del 1968 alla tv svedese va in onda un documentario, prodotto dalla Lipu, che mostra il massacro dei piccoli uccelli migratori in Italia durante il periodo di caccia. In pochi minuti i telefoni dell’emittente televisiva vengono bombardati da migliaia di telefonate di cittadini svedesi che, indignati da quello che succede nel nostro Paese, minacciano di boicottare le vacanze in Italia. Per la prima volta la Lipu è portavoce di un sentimento europeo, quello della tutela dei piccoli uccelli migratori, un bellissimo patrimonio comune da difendere tutti assieme.

1971: l’upupa

Fulco Pratesi disegna il logo della Lipu: un’upupa. La scelta non è immediata. Tra i candidati a fare da simbolo dell’associazione, all’inizio, ce ne sono altri tre: il passero solitario, il cavaliere d’Italia e il gruccione. Ne nasce un dibattito e alla fine vince proprio lei, l’upupa, questo splendido migratore che da sempre fa il nido nelle nostre campagne ed è utile all’ambiente, ma che in quegli anni è molto perseguitato. Anche per questo viene scelta, come simbolo del riscatto della natura. Il nuovo logo della Lipu gira l’Italia e “conquista” la Rai, da Portobello a Domenica In. Nel 1985 il Presidente della Lipu Mario Pastore, sul divano di “Pronto Raffaella?”, iscrive Raffaella Carrà alla Lipu, in diretta nazionale.

1973: abbastanza normale

Curare una civetta colpita dal fucile di un cacciatore, operare una volpe ferita dalle trappole dei bracconieri, guarire un avvoltoio intossicato dai veleni. Nei Centri Recupero della Lipu succede ogni giorno. Oggi ci sembra una cosa abbastanza normale, ma nel 1973, quando nasce il primo Centro Rapaci, a Parma, è una cosa davvero rivoluzionaria. Prendersi cura degli animali selvatici e far conoscere a tutti l’importanza di una natura protetta: in poco tempo, il Centro di Parma diventa un vero simbolo della nuova cultura ambientalista del nostro Paese. I Centri Recupero della Lipu adesso sono 11 e salvano ogni anno migliaia di animali selvatici, falchi, barbagianni, piccoli passeriformi ma anche lupi, volpi, ricci.

1977: la legge 968

In Italia fino agli anni Settanta la caccia è ancora un’attività selvaggia e incontrollata. A regolarla ci sono solo un vecchio “Regio Decreto” (che di fatto permette ai cacciatori di fare un po’ quello che desiderano) e la legge 799 del 1967, insufficiente. Nel dicembre del 1977 la Camera dei Deputati, sulla base di un testo elaborato dalla Lipu, approva la legge 968 che alza l’età minima per cacciare dai 16 ai 18 anni, stabilisce finalmente un primo elenco di specie cacciabili (escludendo rapaci, aironi, gabbiani e oche, che dunque sono salvi) e dichiara che la fauna selvatica italiana è “patrimonio indisponibile dello Stato”. Gli animali selvatici non sono più cosa di nessuno ma ricchezza di tutti, e la caccia diventa una pratica da controllare seriamente.

1978: il cielo in un garage

Nel 1978 la Lipu si trasferisce a Parma. La nuova sede è un garage, i mezzi sono pochi, l’archivio dei Soci è ancora tutto scritto a mano, nome per nome, su semplici schede di carta, ma la passione e la voglia di fare sono tante. Poco tempo dopo si trasferiscono nella storica sede di vicolo San Tiburzio, nel cuore della città emiliana. Qui cominciano a organizzarsi: si forma il primo vero staff, nasce la redazione della rivista Uccelli, lavorano per dare forma ai loro progetti e voce alla natura. La Lipu si sta espandendo velocemente.

1979: la prima oasi Lipu

Si chiama Crava Morozzo. È un luogo magico in Piemonte, dove il torrente Pesio crea due laghi artificiali e una cascata spettacolare. Una zona umida in cui trovano rifugio centinaia di specie diverse, un vero patrimonio della biodiversità. È qui che nel 1979 nasce la prima oasi Lipu . Per la prima volta la Lipu mette la sua bandierina su un angolo di bellezza naturale italiana con l’obiettivo di proteggerlo e di renderlo un luogo visitabile da tutti, soprattutto dalle famiglie e dalle scuole. A Crava Morozzo seguiranno tanti altri luoghi del nostro Paese.

1980: sui gommoni

È l’estate del 1980, siamo sull’isola di San Pietro in Sardegna dove fa il nido il falco della regina, uno splendido rapace migratore che rischia l’estinzione. I bracconieri, a bordo dei gommoni, raggiungono e scalano le ripide scogliere per rubare i falchi appena nati. Ma la Lipu è lì. Ha organizzato, con i suoi volontari guidati da Fernando Spina, un campo antibracconaggio per proteggere i falchi. I volontari della Lipu attendono i bracconieri, li sorprendono, li costringono alla fuga e, dopo uno spericolato inseguimento sulle motovedette della Guardia Costiera, riescono a catturarli. Dal 1980 il campo antibracconaggio all’isola di San Pietro si ripete ogni anno e oggi il falco della regina può volare tranquillo dalle coste del Madagascar alla nostra splendida Sardegna.

1982: “berduoccin”

Nel 1982 gli italiani imparano a dire “Berduoccin”. La Lipu porta in Italia la cultura di osservare gli uccelli, invece di sparare loro con un fucile. In Inghilterra e in altri paesi del Nord Europa il Birdwatching è un’abitudine molto diffusa, ma da noi proprio no. Così, la Lipu dà il via a un importante programma nazionale che coinvolge le scuole, le famiglie e la gente con pubblicazioni, manifesti, corsi, escursioni in natura. Per la prima volta migliaia di italiani alzano lo sguardo e si emozionano davanti al meraviglioso patrimonio “volante” del nostro Paese.

1983: sul Monte Ciccia

Nella primavera del 1983 centinaia di soci si danno appuntamento a Messina. Lo Stretto di Messina è da sempre il teatro naturale di uno spettacolo mozzafiato: decine di migliaia di aquile, falchi, cicogne e avvoltoi ritornano dall’Africa e percorrono questo corridoio naturale. Ma la meraviglia della migrazione è macchiata di sangue dal piombo dei fucili dei bracconieri, che attendono l’arrivo dei migratori. La Lipu non può rimanere in silenzio davanti a questo sterminio e scende in campo con una grande azione dimostrativa. Centinaia di soci e volontari colorano la città con bandiere, volantini e 5.000 manifesti, e infine conquistano il Monte Ciccia, quartier generale dei bracconieri.

1987: Gianni, Crema e Sbornia

Chi sono i misteriosi Supertre? Un complesso rock? Un gelato a tre gusti? No, niente di tutto questo. Gianni, Crema e il merlo Sbornia sono i protagonisti del primo fumetto della Lipu sulle pagine di “Uccelli”, scritto per le Giovani Upupe, ovvero i Soci più giovani. Fin dalla sua nascita, la Lipu ha raccontato la natura ai bambini e ai ragazzi. Nel 1987 la Lipu crea un settore specifico di Educazione ambientale, che si dedica al coinvolgimento di scuole e famiglie, consapevole che educare i più giovani all’ambiente significa costruire davvero un futuro migliore.

1990: mancava pochissimo

In un weekend di giugno, 20 milioni di italiani si mettono in coda per il referendum contro la caccia. Arrivare al giorno del referendum non è stato facile. La Lipu ci ha provato già nel 1980, raccogliendo oltre 800.000 firme, che la Corte Costituzionale ha però bocciato, ritenendo il quesito referendario troppo “vago”. E così, nel 1989 ricominciano daccapo, con banchetti, manifesti, firme, articoli sui giornali, dibattiti alla radio e in televisione. Tutte le associazioni sono con loro. Questa volta il referendum si farà! Il grande sogno di Giorgio Punzo non è mai stato così vicino a diventare realtà. Purtroppo il quorum non viene raggiunto, ma il risultato è impressionante: il 92% degli italiani che ha votato, sceglie di dire NO per sempre alla caccia.

1992: la prova d’amore

Nel 1992 la Lipu chiede agli italiani una prova d’amore: una firma per proteggere le peppole e i fringuelli che rischiano di tornare vittime della caccia, con le deroghe alla legge 157. Gli italiani non si fanno attendere e rispondono con oltre 300.000 firme per difendere queste specie. Nel 1997 le firme diventano un Decreto che protegge i passeri, gli storni, la pittima reale e altri bellissimi uccelli, escludendoli dalla lista delle specie cacciabili. Un risultato importantissimo raggiunto dalla Lipu e da tutti i suoi sostenitori.

1994: il parco del Delta del Po

È il 1994 e un grande sogno si realizza: il Delta del Po, una delle zone umide più importanti d’Europa, diventa parco anche grazie al lavoro della Lipu. E’ una forma di tutela concreta della natura ma anche un modo per dire che l’Italia, Paese che vanta tesori artistici e architettonici come il Colosseo, la Torre di Pisa o il David di Michelangelo, è anche ricca di meravigliosi tesori naturali, da amare e proteggere.

1996: il nuovo Centro di Recupero di Roma

Tartarughe, falchi, pipistrelli, ricci, faine arrivano a Villa Borghese. E’ l’estate del 1996 e nel cuore verde di Roma è appena nato il Centro recupero fauna selvatica. Un ospedale per animali che in poco tempo diventa un vero punto di riferimento italiano per il soccorso degli animali selvatici, accogliendo oltre 5000 animali all’anno. Il Centro recupero di Roma è gestito da operatori e volontari della Lipu che vivono ogni giorno salvano uccelli, volpi, ghiri, restituendoli alla vita selvatica.

1998: l’anno delle rondini

Nel 1998 tutta l’Italia guarda il cielo: è l’anno delle “Rondini”. La Lipu lancia una grande campagna nazionale per sensibilizzare gli italiani sulla drammatica scomparsa di questa specie (il 40% in meno negli ultimi vent’anni). Molti personaggi famosi (Lucio Dalla, Laura Pausini, Marco Columbro, la Gialappa’s Band e altri) decidono di sostenere questa causa importante. In poco tempo la petizione della Lipu raccoglie 100.000 firme per promuovere un’agricoltura amica delle rondini e più rispettosa dell’ambiente.

2000: penne e stivali

Stivali di gomma, binocoli, carta e penna. Prima del 2000 non esiste una vera mappa delle Iba (le Important bird areas), i luoghi italiani più importanti per gli uccelli selvatici. Così, centinaia di scienziati, esperti e volontari della Lipu si mettono al lavoro per individuare queste aree e chiedere che siano protette. E’ il primo fondamentale passo della rete Natura 2000, il grande progetto europeo per tutelare le zone naturali più preziose del continente. Più tardi, nel 2007, il Ministero dell’Ambiente con un decreto istituisce le zone di protezione speciale e stabilisce come vanno protette queste aree. È un risultato importantissimo, frutto di un grande lavoro della Lipu, una delle maggiori conquiste dal 1965 ad oggi.

2006: chi l’ha visto?

Per la prima volta Europa, Africa e Medio Oriente partecipano a un grande progetto collettivo di “Citizen science”. Nella primavera del 2006 decine di migliaia cittadini comuni segnalano gli avvistamenti di cinque uccelli migratori: la cicogna bianca, il cuculo, la rondine, il rondone e il gruccione. L’evento si chiama “Spring Alive” ed è un grande progetto promosso dalla Lipu e da Birdlife, a dimostrazione che la scienza può essere davvero coinvolgente, un prezioso sapere che si costruisce insieme.

2008: no alla “caccia in deroga”

La caccia nel nord Italia è ancora una vera mattanza. Decine di migliaia di piccoli uccelli migratori non cacciabili come passeri, fringuelli e peppole, sono abbattute ogni anno, soprattutto in Veneto e Lombardia, grazie alla cosiddetta “caccia in deroga”. La Lipu raccoglie e consegna al Governo italiano 200.000 firme e invia alla Commissione europea un’attenta documentazione di quello che sta succedendo. E l’Europa interviene, segnando l’inizio della fine delle deroghe ai piccoli uccelli migratori. Ma non è ancora tempo di abbassare la guardia.

2014: NO ai richiami vivi

In Italia ancora oggi è possibile catturare piccoli uccelli migratori e ingabbiarli, costringendoli a una vita di buio e sofferenze, per farli diventare richiami di caccia. La Lipu decide di accendere i riflettori su questa pratica crudele e nel 2014 dice NO ai richiami vivi. Con una grande campagna nazionale chiediamo di liberare il canto degli uccelli prigionieri. Tantissimi italiani decidono di appoggiarci, con oltre 100.000 firme. Una proposta di legge della Lipu arriva in Parlamento e intanto l’Europa interviene, con una pesante procedura di infrazione contro l’Italia. Il lieto fine di questa brutta storia è davvero molto vicino.

2015: il 50esimo anniversario

50 anni fa il blu splendente di un passero solitario ha ispirato un uomo. Un uomo che sognava una natura protetta nella quale gli uccelli potessero volare liberi. Oggi un’invasione di passeri solitari annuncia una nuova primavera: è la Lipu che compie 50 anni. 50 anni di conquiste, grandi emozioni, storie da raccontare, emergenze da affrontare, ma anche nuovi obiettivi da raggiungere insieme, dalla parte della natura e degli animali.

Fonte: la storia della Lipu e dei suoi traguardi

Questa storia è la dimostrazione che un futuro migliore è possibile, ma che dipende tutto da noi. L’unione fa la forza! Io sono socio Lipu da quasi tre anni, e ho deciso di devolvere a loro anche il mio 5×1000, perché credo profondamente in quello che si impegnano a fare, da ormai 56 anni a questa parte, con passione, tenacia e amore per la natura. Tutte cose che mi appartengono fin da quando avevo pochi anni. Mi piacerebbe essere un volontario Lipu un po’ più attivo, ma purtroppo la mia vita attualmente non me lo consente. Quello che posso fare adesso, e che continuerò a fare, è cercare di diffondere una cultura fondata sul rispetto e sulla tutela degli uccelli e della natura in generale, cercando in tutti i modi di meravigliarvi con l’incredibile mondo dell’ornitologia. E questo non è altro che il fine ultimo di martinquails.com!

Se volete unirvi a me e alla Lipu, e diventare soci, vi invito a visitare questa pagina. 25€ all’anno (socio ordinario adulti) per voi non sono nulla, ma per Lipu sono preziosissimi! E riceverete anche la tessera socio e la rivista trimestrale su tutte le attività Lipu.

Ci tengo infine a precisare che gran parte del contenuto di questo post è preso direttamente dal sito Lipu, con solo qualche mia sporadica aggiunta. Su questo sito, dedicato agli uccelli, non poteva più mancare un post sulla Lega Italiana Protezione Uccelli!

A presto e grazie della lettura!

2 pensieri riguardo “Parliamo della LIPU, la Lega Italiana Protezione Uccelli

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