Scopriamo il genere Tachyeres

Al genere Tachyeres appartengono quattro specie di grosse anatre, tutte originarie delle parti più meridionali del Sud America (Cile, Argentina e isole limitrofe), note comunemente come “anatre vaporiera”. Le quattro specie sono: l’anatra vaporiera di Magellano (Tachyeres pteneres), l’anatra vaporiera testabianca (Tachyeres leucocephalus), l’anatra vaporiera delle Falkland (Tachyeres brachypterus), e l’anatra vaporiera volatrice (Tachyeres patachonicus).

Il nome Tachyeres deriva dal greco antico ταχυ, ovvero “veloce” ed ἐρέσσω, ovvero “io remo”, diventando quindi “veloce rematore”. Questo nome, che ha poi ispirato il nome italiano di “anatra vaporiera” e quello inglese di “steamer duck”, deriva dal tipico comportamento di queste anatre quando devono nuotare velocemente. In pratica usano le ali come fossero dei remi e le zampe come un motore a elica, e il loro moto ricorda appunto quello delle navi vaporiere con le loro grandi pale laterali simili a quelle di un mulino ad acqua:

Nave vaporiera Fonte

Ecco un breve video di come appaiono due anatre vaporiera che “remano” all’impazzata:

Ma, prima di passare al sodo, vediamo la loro classificazione tassonomica:

Aves -> Anseriformes -> Anatidae -> Tadorninae -> Tachyeres

Le anatre vaporiera sono anatre grosse e possenti, e spesso anche ferocemente aggressive. Difendono il loro territorio con ferocia, e scacciano intrusi e predatori con altrettanta tenacia. Le dispute territoriali sono poi abbastanza sanguinose, e in natura non sono affatto rare. Con le loro ali dotate di arpioni e le zampe artigliate possono addirittura uccidere animali che sono il doppio di loro! Le anatre vaporiera sono gli uccelli più massicci tra quelli che vengono comunemente chiamati “anatra”, con il maschio di anatra vaporiera di Magellano (la specie più grande) che può raggiungere anche i 7 kg di peso. Il loro aspetto è molto simile per tutte le specie: colore prevalentemente grigio-blu (maschi) o grigio-marrone (femmine) maculato di bianco, becco giallo-verde o arancio, zampe giallo-arancio, e ventre bianco. Fonte

Ecco un’anatra vaporiera di Magellano (maschio):

E la stessa specie, ma in video:

Ecco una coppia di anatre vaporiera delle Falkland:

Ecco un’anatra vaporiera testabianca (maschio):

Ed un’anatra vaporiera volatrice (femmina):

E infine una coppia della stessa specie, in volo:

Il motivo per cui questa specie ha l’aggettivo “volatrice” non è un caso. Infatti, delle quattro specie, questa è l’unica in grado di volare, anche se comunque lo fa raramente. Le anatre vaporiera stanno infatti progressivamente perdendo l’abilità al volo, e contemporaneamente le loro ali si stanno rimpicciolendo mentre la massa corporea sta aumentando. L’anatra vaporiera volatrice è infatti la più leggera delle tre, ed è l’unica che ha ancora abilità aeree, anche se queste dipendono molto da individuo a individuo. I maschi più grandi sono infatti completamente atteri (ovvero inabili al volo). Le anatre vaporiera di Magellano, attere al 100%, hanno un’apertura alare di soli 85-110 cm, troppo pochi per consentire ad uccelli della loro stazza di volare. Per gli ornitologi questa è un’occasione più unica che rara, in quanto queste anatre sono nel bel mezzo della “trasformazione” da uccelli volatori a uccelli atteri, una cosa che è capitata molte altre volte sul pianeta Terra ma molto difficile da osservare nel momento in cui avviene.

Ed è proprio la specie volatrice ad essere stata oggetto di un interessante studio del 1982, che aveva come obbiettivo quello di capire il grado attuale di atterismo di questa specie, in pratica il suo grado di avanzamento. In questo studio (liberamente consultabile online previa creazione account) hanno catturato, pesato e misurato decine di esemplari di questa specie (ma anche di altre due specie del genere Tachyeres per confronto), e hanno verificato, una volta liberate, il loro comportamento quando venivano inseguite, a piedi o con un motoscafo. Hanno poi cercato di correlare il carico alare di ciascun individuo (il peso diviso per la superficie alare), con la sua propensione al volo, e hanno visto che nessun individuo che avesse un carico alare maggiore di 2,43g/cm2 cercasse di volare se inseguito, preferendo invece correre o nuotare (remare alla loro maniera!). Secondo diversi studi, come quello di Meunier del 1951, il limite massimo di carico alare oltre il quale per un uccello sarebbe impossibile volare è pari a circa 2,50g/cm2, quindi molto simile al dato osservato. Siccome questa specie è veramente al limite superiore del carico alare, è possibile che questi uccelli possano superare questo limite e diventare quindi inabili al volo anche solo dopo un pasto abbondante. E questa ipotesi trova riscontro nel fatto che la specie volante preferisce fare piccoli ma frequenti spuntini, mentre le altre tre specie fanno spesso grosse ma infrequenti abbuffate (se c’è disponibilità di cibo), essendo queste ultime attere in ogni caso. Le tre specie attere hanno infatti dei carichi alari medi molto maggiori di 2,5g/cm2.

Ecco un grafico, sempre dallo stesso articolo, in cui sono plottati i carichi alari degli esemplari di tre delle specie di Tachyeres, inclusa ovviamente la specie volante:

I simboli non colorati indicano esemplari maschi, quelli neri esemplari femmina, e la linea tratteggiata indica il limite di 2,5g/cm2. Come vedete, i maschi sono mediamente più a destra nel grafico, verso carichi alari alti. In qualche raro caso, anche esemplari femmina di una delle tre specie attere sta a sinistra della linea tratteggiata, in patricolare la specie leucocephalus (cerchi). La specie pteneres (quadrati) è invece molto più a destra, e nessun esemplare è a sinistra della linea tratteggiata.

La teoria più accettata per spiegare questo andamento è quella secondo la quale tutte e quattro le specie di Tachyeres, un tempo (da qualche centinaio di migliaia a qualche milione di anni fa), sarebbero state tutte in grado di volare, e che tutte avrebbero poi imboccato la via dell’atterismo (per via di un contesto evolutivo simile), ma in tempi differenti. Quindi, tornando al grafico, la specie che ha imboccato prima questa via sarebbe la pteneres (quadrati), seguita dalla leucocephalus (triangoli) e infine dalla patachonicus (cerchi). Quest’ultima specie, come detto prima, è ancora nel bel mezzo della transizione, e alcuni esemplari (il 25% dei maschi ma ancora nessuna femmina) sono già totalmente inabili al volo. Tutto questo fa dell’anatra vaporiera volatrice l’uccello volante con il maggiore carico alare noto.

Tra qualche centinaio di migliaia o milione di anni anche questa specie sarà diventata completamente attera (sempre se non si estinguerà prima…). Purtroppo la quarta specie, ovvero la Tachyeres brachypterus (l’unica specie strettamente insulare, endemica delle Falkland), è stata esclusa da questo studio in particolare. Tuttavia anche questa specie sembra essere attera da un tempo relativamente breve, meno di 2 milioni di anni. Fonte Comunque le loro ali non si sono atrofizzate a tal punto da diventare appendici obsolete e inutili, come è successo invece al cormorano delle Galapagos, qui sotto:

Infatti, per questo cormorano insulare le ali sono totalmente inutili (nuota solo con le zampe), mentre le anatre vaporiera le usano sia per nuotare che come arma, ed evidentemente questo loro utilizzo “alternativo” è risultato evolutivamente vantaggioso, a tal punto da venir mantenute funzionali (seppur con dimensioni ridotte). Anche la muscolatura alare non si sta atrofizzando (rimane attorno al 17% del peso totale dell’animale), probabilmente per lo stesso motivo.

Curiosità: notare come il cormorano delle Galapagos della foto sopra non abbia ancora perso l’abitudine di asciugare le ali al sole tipica di tutti i cormorani volanti, anche se per lui non fa alcuna differenza.

Ecco delle anatre vaporiera delle Falkland (attere) che si sgranchiscono le ali:

Come vedete le loro ali sembrano assolutamente normali, anche se in realtà sono sottodimensionate, facendo salire il carico alare a valori molto alti.

E infine questo video, in cui si vede una coppia (della stessa specie di prima) con gli anatroccoli!

Concludendo, siccome tutte le quattro specie di Tachyeres sono molto simili e strettamente imparentate, lo studio della loro evoluzione è molto importante per capire come si evolve l’atterismo negli uccelli, dal momento che queste quattro specie possono quasi essere considerate come la stessa specie ma in quattro momenti evolutivi diversi. Chiaramente un’occasione da non lasciarsi sfuggire!

Se volete approfondire in tema di atterismo, ecco il link ad un mio post a riguardo.

A presto e grazie della lettura!

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