Un po’ di novità, belle, brutte e insolite, sulle mie quaglie californiane

Ciao a tutti! Eccoci con un nuovo post di aggiornamento sulle mie quaglie californiane domestiche. Negli ultimi update vi avevo raccontato che avrei dovuto separarmi dalle mie quaglie per circa 10 giorni, e che le avrei affidate alle cure di mia mamma. In questi 10 giorni hanno dovuto sopportare due viaggi di 20 minuti in auto e l’impossibilità di volare/correre più di tanto, nonostante mia mamma le liberasse (o perlomeno cercasse di farlo) tre volte al giorno per anche un’ora alla volta. Infatti, per evitare che si facessero male in un ambiente nuovo, ampio e con una vetrata enorme, le loro scatole-casa di polietilene le ho posizionate all’interno di una tenda-zanzariera rigida per letti matrimoniali che, per quanto non minuscola, non è comunque paragonabile alla libertà che posso dargli in una stanza grande come la sala di casa mia. Però non potevo assolutamente rischiare che si facessero male mentre io ero bellamente in vacanza. Quindi ho preferito sacrificare temporaneamente la loro libertà di movimento piuttosto che la loro salute. E quella tenda-zanzariera è assolutamente perfetta per lo scopo, in quanto la retina è ben tesa e attutisce l’urto al 100%. E fin qui non ci sono stati problemi.

Ecco la tenda-zanzariera con le quagliette appena trasferite:

Ecco invece la configurazione provvisoria in un video dal mio canale YouTube:

Nell’ultimo aggiornamento vi avevo anche raccontato che Harem aveva già scelto la sua femmina, ovvero Tutù, e che avevo dovuto isolare questa coppia dal resto del gruppo a causa dell’insorgere di una forte aggressività da parte del maschio Harem. Quindi ho dovuto creare un “condominio” di quaglie per tenerle separate.

Ecco la coppietta!

Da allora le tengo separate anche quando le libero per casa. Una volta trasferite a casa dei miei, ambiente diverso e persone diverse hanno fatto emergere comportamenti diversi rispetto a quelli consueti. Ad esempio, se a casa mia Harem e Tutù sono sempre stati impazienti di uscire e saltano fuori appena rimuovo il coperchio, nella nuova location non sono praticamente mai usciti, nemmeno una sola volta in 10 giorni. Inoltre Harem ha iniziato ad aggredire perfino mia mamma, quando avvicinava la mano per aggiungere semi, pulire, ecc, mentre con me non ha mai mostrato un comportamento simile. Inoltre, anche le tre femmine nella stessa scatola, Zen, Belle e Windows, hanno iniziato a mostrare comportamenti insoliti. In particolare, Belle ha cominciato a bullizzare e rincorrere aggressivamente le altre due, al punto di impedirgli perfino di mangiare. Quindi mia mamma se n’è accorta e mi ha chiamato subito, e ho preso la decisione di separare Belle dalle altre due femmine e lasciarla libera nella tenda-zanzariera H24. Quasi ovviamente era lì anche lei, nella sua scatoletta su misura, e non ha dato alcun problema di sorta. L’altro ieri le ho finalmente riportate tutte a casa mia. All’inizio erano un po’ spaesate, e una volta libere in casa facevano dei voli pazzeschi e super energetici (ma controllati, per fortuna!!!), perché erano un po’ stufe di non potersi sgranchire per bene all’interno della tenda-zanzariera. Dopo 48H si sono già riambientate e sono ritornate come a prima della vacanza (nostra e loro). Ora anche Belle sembra molto meno aggressiva. Speriamo che continui così…

Ma c’è anche un’altra novità: Tutù ha già iniziato a deporre uova!!! E la cosa mi è sembrata piuttosto assurda, dal momento che qualunque fonte, QUALUNQUE, parla di una maturità sessuale a 9-10 mesi di età, non a 5!!! Quindi io mi sarei aspettato che non si sarebbero accoppiati nè tantomeno avrebbero iniziato a deporre uova prima di quell’età. Certo, magari si accoppiano e depongono uova anche prima, uova che se mettessi in incubatrice magari darebbero pochi pulcini e pure malformati, o addirittura potrebbero essere non fecondate, visto che anche il maschio dovrebbe essere sessualmente maturo verso i 9-10 mesi. Sarà che forse la vita in cattività altera moltissimo il loro sviluppo, accelerandolo? Mi sembra assurdo, ma chi lo sa! Comunque sarei quasi tentato di provare a incubarle (siamo già a 11 uova), solo per la scienza, perché se fossero fecondate e “buone” allora ci sarebbero un bel po’ di articoli e libri da riscrivere. Ma chiaramente in questo momento è una cosa che non posso assolutamente mettermi in ballo a fare, la mia vita è troppo incasinata. Magari un giorno proverò.

Ecco le 11 uova di Tutù!:

Sempre a proposito di uova e di libri da riscrivere, le mie femmine da riproduzione in voliera quest’anno hanno deposto qualcosa come 120 uova a testa, contro le 40 che mi aspettavo. Vuol dire il 200% in più!!! Infatti, le razze di gallina e quaglia giapponese allevate con lo scopo di deporre uova sono state selezionate geneticamente per deporne una marea (anche 1 al giorno per 365 giorni all’anno), attraverso incroci mirati. Le quaglie californiane invece non hanno alle spalle secoli di selezione, e anche quelle nate in cattività come le mie sono geneticamente identiche a quelle in natura. In natura fanno generalmente una o due covate da circa 15 uova ciascuna, quindi circa 30 uova in totale. E’ vero che comunque sono depositori indeterminati, ovvero che continuano a deporre uova fintanto che gli vengono portate via, ma 120 mi sembra veramente un numero enorme! Totalmente inaspettato, davvero. L’anno scorso era il loro primo anno di deposizione, e hanno deposto circa una quarantina di uova a testa, un numero ragionevole. Dopo aver deposto 120 uova le due femmine sono piuttosto debilitate, nonostante il mangime apposito e i gusci di ostrica per l’integrazione del calcio. Il problema vero è che la deposizione si è protratta anche quando sono entrate nel periodo della muta, altra cosa per loro fisicamente stressante, e una delle femmine era rimasta piuttosto spiumata a causa di uno scompenso fisico. Non va affatto bene! L’unica soluzione per evitare questo stress sarebbe lasciargli le uova, in modo che smettano di deporle oltre un certo numero di uova deposte, ma poi andrebbero a male o peggio inizierebbero a romperle e mangiarle loro stesse, brutto vizio che è meglio non fargli venire. Oppure con uova finte (ma ci cascherebbero??), oppure ancora usando le loro stesse uova ma bollite, in modo che siano visivamente identiche a quelle appena deposte ma più dure e che vadano a male meno velocemente. Dovrò ingegnarmi non poco. In ogni caso, per cercare di dargli un po’ di carica, oltre ai gusci di ostrica macinati gli ho anche aggiunto all’acqua un integratore specifico per il periodo della muta, e dopo due settimane il piumaggio ha ripreso a ricrescere correttamente. E per fortuna da circa 3 settimane hanno perlomeno smesso di sfornare uova.

Ecco l’integratore che sto usando:

Mia mamma ha già delle quaglie giapponesi da uova, e di uova ne fanno davvero una montagna! Tre femmine fanno circa 5 uova al giorno in tutto, ovvero 35 uova a settimana. Le loro uova sono il 30% più grandi di quelle delle mie californiane, e hanno anche macchie più grandi, oltre ad un colore di fondo più verdognolo.

Ecco due uova a confronto:

Californiana a destra, giapponese a sinistra

Una tale quantità di uova debilita le femmine, a tal punto che la loro aspettativa di vita si può accorciare in modo significativo, e la cosa non mi piace molto. Ora che in casa ho 5 femmine e un maschio, non vorrei che le femmine vivessero molto meno del maschio a causa di una deposizione eccessiva. C’è da dire però che in caso di accoppiamento sembra che queste quaglie siano molto più propense a deporre, dal momento che le altre femmine senza maschio non stanno facendo uova, per ora. Quasi, ad esempio, da quando è nata ha deposto soltanto 4 uova in tutto, tutte quest’anno, e ovviamente non ha un maschio. La verità è che queste dinamiche di deposizione non mi sono ancora molto chiare. Per fortuns non si smette mai di imparare!

Ma torniamo alla piccola Quasi. Eccola!

Quasi ora è in forma, e l’ultima volta che l’ho pesata era 141 grammi, un peso normale per la sua corporatura esile. Tuttavia, fino a qualche mese fa continuava a oscillare tra periodi di benessere e di malessere, in modo inspiegabile. Alla quarta volta in cui è stata male e ho dovuto alimentarla a siringa e darle l’antibiotico ho tirato le somme e FINALMENTE credo di aver capito quale fosse il problema.

Bene, il problema era questo:

Un integratore di fermenti lattici apposta per uccelli. Infatti la prima volta che Quasi è stata male l’avevo portata dal veterinario, che le aveva diagnosticato un’infezione intestinale e prescritto l’antibiotico da somministrare con siringa. Dopo l’antibiotico solitamente si somministra un integratore di fermenti vivi, per ripristinare la flora batterica intestinale. Quindi ho cominciato a darle l’integratore della foto sopra. Dopo un po’ Quasi ricominciava a stare male. Quindi di nuovo antibiotico e fermenti. È andata avanti così per ben 4 volte, e per quattro volte ho dovuto alimentarla a forza, altrimenti sarebbe morta di sicuro. Ad un certo punto mi è venuto un flash: ma non è che sono proprio i fermenti che le do che alla lunga le fanno male?? Quindi, dopo l’ultimo giro di antibiotico ho provato a non darle i fermenti. E, guarda caso, non è più stata male (per ora…). In pratica l’antibiotico funzionava proprio perché uccideva i miei fermenti, ma poi io ricominciavo a darglieli e quindi ripartiva tutto daccapo!!! Assurdo ma vero. Lei stranamente non tollera qualche microorganismo contenuto in quell’integratore, mentre le altre quaglie non hanno mai avuto problemi, nemmeno da appena nate. Boh, mistero!

E adesso arriviamo alle brutte notizie…

Tutte le uova che ho incubato fin’ora vengono da due coppie di quaglie californiane acquistate da un rivenditore specializzato. Un maschio e due femmine, che ho chiamato Cupertino, Malibù e Pasadena, rispettivamente, le ho prese a ottobre 2019, poi a febbraio 2020 ho preso un altro maschio, che ho chiamato Fresno. Fino a ottobre 2020 ho tenuto le coppie separate, poi le ho riunite nella stessa voliera. Per 7 mesi è andato tutto bene, nessun segno di aggressività, ma poi, a metà del periodo riproduttivo, Fresno, il maschio più giovane e forte, ha iniziato ad aggredire violentemente Cupertino. Quindi ho dovuto spostare il maschio più debole in un’altra gabbia, altrimenti sarebbe morto di stenti. L’ho lasciato separato per ben 6 mesi, e in questo periodo di pace era tornato in forma. Poi, una volta terminato il periodo riproduttivo e di deposizione delle due femmine, e poco prima di partire per le mie vacanze ottobrine, l’ho rimesso in voliera. Le ho osservate per 2 giorni, e sembrava tutto tranquillo. Sono quindi partito a cuor leggero (più o meno…).

Bene, dopo neanche una settimana, Fresno è riuscito a far fuori il povero Cupertino. Mia mamma l’ha trovato morto sul fondo della voliera con il collo tutto beccato e senza piume. È davvero quasi incredibile l’aggressività insaziabile che possono manifestare questi uccelli apparentemente innocui. E anche qui forse qualche libro/articolo dovrebbe essere rivisto. Infatti, TUTTE le fonti concordano nel dire che questi uccelli, escluso il periodo riproduttivo (marzo-agosto), sono uccelli molto pacifici e che vivono in serenità in gruppi numerosi. Ma ancora una volta, probabilmente in cattività anche dei minimi conflitti danno luogo ad un’escalation di violenza e bullismo che in natura non si potrebbe verificare, perché ovviamente in quel caso un uccello preso di mira semplicemente si leva di totno, e la cosa finisce lì. Ma in cattività ovviamente non possono fuggire, quindi l’aggressività cresce esponenzialmente fino ad arrivare alla morte del più debole, esattamente quello che credo sia successo al povero Cupertino.

Ecco qualche sua foto scattata nel 2019:

R.I.P. Cupertino

Era molto selvatico, come gli altri tre, ma con una pazienza e una cautela incredibili ero riuscito a farlo restare sulla mano. Lui era il padre di almeno qualcuna delle quaglie nate quest’anno, e mi dispiace molto che sia morto così male. Ed è solo colpa mia, perché se l’avessi riunito alle altre quaglie DOPO la mia vacanza avrei certamente notato la situazione e avrei potuto agire di conseguenza prima che fosse troppo tardi. È la seconda quaglia adulta che mi muore, dopo Alvin (R.I.P.).

Comunque, come dico sempre, l’esperienza è la somma di tutte le fregature, e cercherò di non ripetere più lo stesso errore.

Infine, non posso non ringraziare la mia mamma, che si è presa cura delle mie “bimbe” per ben 10 giorni, con tanta pazienza e premura! GRAZIE 1000!!!

Bene! Anche per stavolta è tutto.

A presto!

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