Adottare un uccellino: come valutarne l’età e lo stato di salute

A tutti noi è certamente capitato di osservare un animale anziano, per esempio un cane, oppure un gatto, o un cavallo. Ce ne accorgiamo dalle forme spigolose del corpo, dal portamento affaticato, da costole e bacino in evidenza sulla pelle, dal muso tirato e magro, oltre che da molti altri dettagli.

Ma a quante volte ci è capitato di notare un uccello vecchio? La risposta è mai.

Semplicemente perché gli uccelli, dal più piccolo al più grande, una volta effettuata la prima muta da adulto non hanno alcun carattere fenotipico (ovvero di quelli che si osservano dall’esterno) che indichi l’età, che sia giovanile, adulta o anziana. I volatili presentano durante l’intero arco della loro vita il medesimo aspetto, rendendoci impossibile qualsiasi ipotesi sull’età.

Ma un modo per distinguere un giovane da un adulto esiste, ed è l’osservazione attenta del piumaggio. Infatti gli uccelli presentano dei piumaggi giovanili diversi da quelli che portano da adulti. Sia le penne (funzionali al volo e presenti su coda e ali), che le piume (utilizzate per termoregolarsi, per isolare il corpo da acqua, sole, ecc.) si usurano al contatto tra loro e con rami e terreno, quindi quasi tutte le specie le sostituiscono una volta all’anno, in un processo detto “muta”. Non tutte le specie però fanno la muta nello stesso modo, bensì seguono tempistiche e modalità differenti che prendono il nome di “strategie di muta”. Ecco che un attento osservatore può notare come i piccoli appena usciti dal nido (che siano passeri, gabbiani o cicogne poco cambia) presentino una colorazione del piumaggio più o meno marcatamente differente da quella dei genitori.

A volte le differenze di colore sono spiccate, ma nella stragrande maggioranza dei casi le diversità si limitano a sfumature di colore, presenza/assenza di bande cromatiche o altri piccoli dettagli. In questo secondo caso per individuare le penne giovanili e quelle da adulto occorrono un occhio esperto ed una approfondita conoscenza delle singole specie, conoscenze che hanno gli ornitologi ed in particolare gli “inanellatori”, persone che, a seguito di impegnative prove pratiche e teoriche, vengono autorizzate da ISPRA (Istituto Superiore di Protezione e Ricerca Ambientale), mediante il rilascio di un patentino, a catturare, manipolare, misurare, dotare di anello di riconoscimento ed infine rilasciare gli uccelli, il tutto ovviamente a scopo scientifico e di studio.

Ma quanto tempo e quante mute impiega un uccello per vestire il suo piumaggio da adulto, e dunque definitivo, che rimarrà sempre uguale a se stesso per tutte le mute successive?

Non esiste una risposta univoca, perché a specie diverse corrispondono tempistiche molto diverse. Per esempio un passero domestico circa un paio di mesi dopo essere uscito dal nido compie la sua prima muta completa e veste di già il piumaggio da adulto, identico a quello dei genitori, da cui dunque diventerà indistinguibile. Per un’aquila reale invece il processo dura molto più tempo, durante il quale la giovane aquila esegue diverse mute e veste dunque differenti piumaggi, fino a quello definitivo, che raggiunge circa al settimo anno di vita e che negli anni successivi verrà sostituito, rimanendo però nei colori sempre uguale a se stesso, impedendo di fatto un’analisi di dettaglio dell’età, che possiamo definire semplicemente adulta, sia che il soggetto abbia otto anni, così come trenta o più. Fonte

Nei comunissimi parrocchetti ondulati (qui sotto), ad esempio, i giovani (sinistra) sono facilmente distinguibili dagli adulti (destra) per vari dettagli:

  • Gli adulti hanno una cera (la parte carnosa del naso) di colore molto più intenso, che sia una femmina (marrone) o un maschio (blu). I giovani ce l’hanno molto chiara e non è ancora distinguibile il sesso.
  • Gli adulti hanno la fronte bianca senza striature, mentre i giovani sono striati anche in fronte.
  • L’occhio degli adulti ha una parte bianca (sclera) molto più pronunciata dei giovani, che sembra quasi che hanno un occhio più grande degli adulti perché è completamente nero.
  • Le zampe degli adulti sono più scure e coriacee di quelle dei giovani. Fonte

Se poi i giovani sono veramente giovani potrebbero avere ali e coda più corte per via delle penne ancora in crescita, ma normalmente i negozi non vi vendono uccelli non ancora svezzati (a meno di allevatori specializzati).

Le mie quaglie californiane passano da un piumaggio giovanile molto diverso da quello degli adulti. Questo è un giovane:

E questo è un maschio adulto:

La femmina adulta ha un piumaggio meno vistoso, ma è comunque diversa dal giovane:

In generale i giovani di tutte le specie di uccello hanno un piumaggio meno vistoso, più scolorito e dai disegni più mimetici. Quindi per assurdo, escludendo malattie varie, i giovani sono quelli più “brutti”! Ovviamente non sono brutti, ma è per rendere l’idea.

Questi erano sono due esempi, e purtroppo è impossibile generalizzare troppo, se non a macro famiglie di uccelli.

Ma la realtà è che, una volta che un uccello ha raggiunto il piumaggio definitivo, nemmeno un ornitologo esperto potrà mai distinguere un adulto giovane da un adulto vecchio. Solitamente però potrebbe essere che gli uccelli vecchi hanno più cicatrici, ma questo non è assolutamente detto, specialmente per gli uccelli nati e cresciuti in cattività. E gli uccelli inoltre diventano più forti e belli mano a mano che invecchiano, e sono al 100% delle loro forze praticamente fino alla fine dei loro giorni.

Una cosa molto diversa è invece la distinzione tra uccelli malati e uccelli sani, perché qui è molto più facile capire la differenza. Solitamente un uccello non in salute presenta queste caratteristiche:

  • Piumaggio arruffato/spennacchiato/rovinato: sia a causa di malattie della pelle, carenze alimentari, oppure perché gli mancano le forze per sistemarselo quotidianamente. I pappagalli stressati possono anche automutilarsi e strapparsi le piume;
  • Postura ingobbita/dimessa/insolita e magari con ali abbassate in modo innaturale. A volte tengono continuamente la testa sotto le ali;
  • Occhi sempre chiusi o socchiusi;
  • Si muove poco;
  • Occhi gonfi, umidi, incrostati: potrebbe avere infezioni batteriche, virali o micotiche;
  • Naso che cola e starnuti molto frequenti;
  • Si gratta in continuazione con la zampa (come i cani, per intenderci);
  • Trema anche quando non dovrebbe (ad esempio se non è in un contesto stressante);
  • Zoppica o tiene una zampa sempre alzata (magari un trauma);
  • Ha bolle e gonfiori sul corpo (di solito la testa).
  • Fa la cacca estremamente liquida.

Ma comunque se un animale non sta molto bene chiunque dovrebbe accorgersene facilmente.

Tuttavia, a volte è possibile confondere normali comportamenti con comportamenti da “uccello malato”, e purtroppo per questo bisogna avere un po’ di esperienza. Perfino io che ho sempre avuto uccelli a volte faccio fatica a distinguerli.

Ma adesso devo dire una cosa molto importante. Lo so benissimo che tutti, giustamente, vorrebbero un animale perfettamente sano e senza alcun problema. Ma se vedete un animale malato in negozio dovreste segnalarlo immediatamente e, se tenete veramente agli animali, dovreste prendere proprio quello malato! Perché evidentemente se in un negozio se ne fregano, vuol dire che qualcun’altro dovrebbe prendersi cura di lui, e magari quel qualcun’altro potreste essere proprio voi. Ma occhio ai veterinari, spesso e volentieri di pennuti non ne sanno veramente nulla, e parlo per esperienza…

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