L’imprinting negli uccelli

E’ giunto il momento di parlare di un fenomeno e che rappresenta praticamente le fondamenta di martinquails.com: l’imprinting.

Questo fenomeno, direi quasi miracoloso, è ciò che rende possibile avere degli uccelli domestici che possano interagire con noi in modo “naturale”, eliminando alla radice il terrore che altrimenti avrebbero nei nostri confronti. Certo, anche la selezione genetica ha un ruolo importante. E non vale solo per gli uccelli, ma anche per altri animali, soprattutto i mammiferi.

Questo fenomeno è stato studiato e documentato per la prima volta dallo studioso di etologia e Premio Nobel per la medicina Konrad Lorenz (foto sotto), anche se era noto già da molto tempo. Lorenz, dopo le prime osservazioni sugli uccelli di allevamento o selvatici, si propose come madre adottiva per diversi pulcini di oca e si accorse che questi si attaccavano affettivamente a lui come se fosse stato la loro madre. Fonte

Ma perché l’evoluzione ha dato alla luce questo fenomeno? Affrontiamo quindi la questione dal punto di vista ornitologico.

Una volta uscito dal guscio, un giovane uccellino deve imparare velocemente ad avere a che fare con il nuovo mondo che lo circonda. Saper riconoscere i propri genitori è molto importante per le prime settimane di vita e saper riconoscere la propria specie sarà molto importante per il suo futuro sociale e riproduttivo. Il processo alla base del riconoscimento e del legame con i propri genitori viene chiamato appunto imprinting. L’imprinting, tuttavia, non è uguale per tutti gli uccelli, ma può seguire un meccanismo diverso a seconda della specie o più in generale dell’ordine a cui appartiene la specie in questione.

I pulcini precoci (come quelli di gallina, quaglia, anatra, oca, ecc.) lasciano il nido poche ore dopo la schiusa. È imperativo quindi che imparino rapidamente a riconoscere i propri genitori e a seguirli, in modo che possano essere protetti e che possano imparare da loro a trovare il cibo.

Qui sotto, una femmina di colino della California (Callipepla californica) con i suoi pulcini precoci:

D’altra parte, gli uccelli che invece nascono estremamente inetti hanno più tempo per imparare a riconoscere i loro genitori e per sviluppare le abilità necessarie alla sopravvivenza. Non a caso, se trovate per terra un uccellino inetto molto giovane (detto pullo), questo accetterà cibo da voi senza problemi, aprendo il becco appena avvicinate il dito.

Queste modalità di riconoscimento genitoriale sono definite “imprinting filiale”, ed è ciò a cui si riferisce la maggior parte delle persone quando parla di “imprinting”, sebbene esistano anche altri tipi di imprinting.

L’imprinting filiale è più forte negli uccelli precoci, in particolare oche, anatre e nella maggior parte dei galliformi (gallina, quaglia, fagiano, pernice, tacchino, i tetraoni, ecc.). Esiste un periodo di tempo critico durante il quale si verificherà questo tipo di imprinting, ma nelle specie precoci avviene sempre sempre durante il primo giorno e, per alcune specie, addirittura entro le prime ore dopo la schiusa. Per questo motivo, se vuoi che un volatile delle specie elencate prima si leghi a te, è fondamentale che ti vedano subito dopo la schiusa. Se interagisci con loro, tanto meglio. E, ovviamente, più tempo passerai insieme a loro anche dopo, e più si legheranno a te. Molti studi hanno dimostrato che gli anatroccoli si legano al primo grande oggetto in movimento che vedono. Anche se i loro fratelli si muovono, non sono abbastanza grandi da attivare il fenomeno dell’imprinting, mentre ad esempio una sedia sarebbe abbastanza grande ma non si muove. È necessaria una combinazione di entrambi i fattori.

I miei due colini californiani Alvin (RIP) e Quasi

Fortunatamente, in natura il primo grande oggetto in movimento che vedono è la madre. L’imprinting sulla madre garantisce ai pulcini l’opportunità di ridurre al minimo le minacce ambientali circostanti, come predatori, condizioni meteorologiche avverse o mancanza di cibo. Se il primo grande oggetto in movimento che vedono non è il genitore, i risultati potrebbero essere disastrosi o persino fatali per il giovane uccello. A meno che questo primo grande oggetto in movimento non siamo noi umani (ovviamente se il nostro scopo è proprio quello di allevarli e crescerli come si deve). Ma purtroppo c’è anche il rovescio della medaglia. Infatti, non è necessario che l’oggetto sia vivo perché si verifichi l’imprinting: è stato documentato un triste caso di un tetraone dal collare (Bonasa umbellus) che ha riconosciuto un trattore agricolo come suo genitore! lo seguiva ovunque mentre arava i campi e addirittura talvolta eseguiva la tipica danza di corteggiamento della specie.

Ecco un tetraone dal collare che non ha la minima paura di un mezzo motorizzato, probabilmente perché ne ha visto uno passare quando era molto giovane:

Per alcune specie, come i tetraone, il fenomeno dell’imprinting è così forte che può influenzare in modo permanente tutta la vita futura dell’animale, perché potrebbe addirittura non riconoscere gli altri esemplari della sua stessa specie. Quindi, in avicoltura bisogna agire con molta attenzione, sia mai che il vostro uccellino possa chiamare “mamma” la vostra lavatrice che sta centrifugando oppure il vostro cane.

Sebbene la tempistica esatta del periodo critico per l’imprinting filiale varia tra le diverse specie di uccelli precoci, di solito si verifica entro le prime 32 ore dopo la schiusa. Dopo quel tempo, non si verificherà più alcun imprinting filiale e qualsiasi imprinting che ha avuto luogo è permanente e generalmente non può essere modificato per il resto della vita dell’uccello. Se un pulcino non riceve imprinting entro questo tempo limite, potrebbe non essere più possibile fare in modo che vi riconosca come genitore, quindi non prendete impegni per il giorno in cui è prevista la schiusa perché se perdete questa finestra è finita. Le anatre comunque alla fine perdono il legame “morboso” con i loro genitori (o genitori adottivi) quando diventano indipendenti in autunno, ma i cigni di solito stanno insieme per almeno una stagione e migrano in piccoli gruppi in una specie di famiglia allargata. Ovviamente però non diventano più selvatici, ma vi riconosceranno per sempre come parte della famiglia.

Le specie che nascono inette differiscono dalle specie precoci in quanto mancano di questo imprinting filiale immediato. Dal momento che gli uccelli inetti nascono ciechi, il loro unico input sensoriale immediato per un possibile imprinting può essere solo uditivo o tattile. La maggior parte degli uccelli ha uno scarso senso dell’olfatto, quindi l’odore non viene utilizzato per l’imprinting come avviene invece in alcuni pesci e in quasi tutti i mammiferi, e lo spesso strato di piume riduce notevolmente le capacità tattili, rendendo gli stimoli tattili di minore importanza. Il suono è quindi il senso più importante per i pulli e i piccoli di molti uccelli imparano a riconoscere le vocalizzazioni dei loro genitori proprio come allo stesso modo gli adulti imparano i richiami dei loro piccoli. Ad esempio, le femmine di anatra carolina (Aix sponsa) “parlano” alle uova pochi giorni prima che si schiudano e un giorno o due prima della schiusa si possono sentire le risposte degli anatroccoli provenire dall’interno delle uova. Alla schiusa, gli anatroccoli rispondono immediatamente ai suoni della propria madre, ma restano in silenzio se sentono il richiamo registrato della femmina di un’altra specie.

Ecco un’anatra carolina nel suo nido artificiale:

In alcuni uccelli precoci, i pulcini rispondono meglio a una combinazione di segnali sonori e visivi. Quindi, non solo dovrete farvi vedere dai vostri pulcini, ma dovrete anche fargli sentire la vostra voce, in modo che possano sapere che voi ci siete anche se siete in un’altra stanza. Infatti, è proprio quello che succede con Quasi! Lei riconosce la nostra voce e si tranquillizza se le parliamo, anche se siamo distanti.

Invece di rispondere solo al genitore, quasi tutti i piccoli uccelli inetti alzano la testa e aprono il becco, nella speranza di essere nutrito da chiunque sente arrivare al nido, sia esso un genitore o un possibile predatore. Rimangono in silenzio solo se riconoscono e sentono i richiami di pericolo dei genitori nei paraggi, emessi apposta per far capire ai pulli di stare immobili e in silenzio. Sebbene non vi sia alcun imprinting filiale immediato negli uccelli che nascono inetti, in seguito si verificano altri tipi di imprinting.

L’IMPRINTING SESSUALE

Mano a mano che tutti i pulcini crescono e raggiungono la maturità, sono soggetti ad un altro tipo di imprinting, che gli garantisce il riconoscimento della propria specie. È importante che sappiano riconoscere la loro specie per poter stabilire interazioni sociali e riproduttive adeguate. La tempistica di questo tipo di imprinting è variabile tra le specie, ma inizia solitamente diversi giorni dopo la schiusa. In alcuni uccelli c’è un riconoscimento di specie ma nessun riconoscimento tra genitore e giovane. Le rondini dalle ali rugose settentrionali (Stelgidopteryx serripennis), ad esempio, non nutrono i pulcini di altre specie di rondini ma si prendono cura di altri pulcini di rondine dalle ali rugose che vengono posti nei loro nidi. Il topino (Riparia riparia), al contrario, nutre solo i propri piccoli, ignorando tutti gli altri.

Ecco una colonia di topini (sì, sono uccelli, non roditori!):

Il riconoscimento della propria specie non è importante solo per le corrette interazioni sociali di un uccello immaturo o adulto, ma diventa importante anche per l’imprinting sessuale. Questo tipo di imprinting aiuta a definire non solo quale specie selezionare per l’accoppiamento, ma spesso, la sfumatura di colore del partner. Per la maggior parte delle specie di uccelli, i partner sono spesso selezionati in base all’aspetto dei genitori. Ad esempio, ci sono due varianti cromatiche molto diverse di oca delle nevi (Anser caerulescens): la variante completamente bianca e quella con macchie scure. E’ stato dimostrato che le giovani oche allevate da genitori bianchi prediligono compagni bianchi e quelle allevate da genitori con macchie scure preferiscono partner con macchie scure. Quelli cresciuti da genitori misti possono scegliere entrambe le varianti quando arriva il momento di accoppiarsi. La tempistica dell’imprinting sessuale è molto variabile tra le diverse specie di uccelli, ma si verifica sia nelle specie precoci che in quelle inette.

Un rapace allevato dall’uomo non avrà alcun imprinting filiale dopo la schiusa perché i rapaci nascono ciechi, ma se gli umani sono i suoi unici modelli di comportamento, la sua unica fonte di cibo e protezione, allora si “imprinta” sull’essere umano sia per il riconoscimento delle specie che per l’imprinting sessuale.

Una volta che raggiunge la maturità sessuale, un rapace potrebbe rifiutare la sua stessa specie per l’accoppiamento e potrebbe cercare di accoppiarsi con un essere umano. Anzi, a volte è proprio questo il metodo per ottenere lo sperma dei rapaci maschi che serve per fecondare artificialmente le femmine. Se però l’interazione con gli esseri umani è assente per un lungo periodo, i rapaci possono rinselvatichirsi e fuggire durante un’uscita di caccia.

Cosa molto importante: se gli uccelli vengono allevati per la reintroduzione in natura, bisogna assolutamente evitare che si abituino agli esseri umani! Altrimenti una volta liberi non avrebbero paura delle persone e farebbero una brutta fine. Quindi per nutrirli si usano dei guanti speciali a forma di uccello adulto, come questo:

L’imprinting, come discusso finora, varia in intensità tra specie diverse e tra specie precoci e inette. Che si verifichi una qualche forma di imprinting è importante per la maggior parte delle specie. Ma tale imprinting per alcune specie è controproducente se non addirittura dannoso, in particolare per i parassiti di covata. Ad esempio i cuculi e altri parassiti della covata non devono imprimersi in alcun modo sulle specie ospitanti se vogliono riprodursi con successo con i loro simili una volta adulti. Il loro riconoscimento della specie è istintivo e quindi del tutto ininfluente dai loro genitori adottivi. Ma anche in questi uccelli, c’è un ulteriore tipo di imprinting che deve verificarsi e cioè l’imprinting dell’habitat.

L’IMPRINTING GEOGRAFICO

Prima di diventare completamente indipendenti, i piccoli si “imprintano” all’habitat che li circonda. Ciò è particolarmente importante per le specie migratrici che avranno bisogno di sapere quale habitat è importante cercare quando arriverà il momento della riproduzione. Anche quando una specie si trova in una vasta gamma di habitat, gli uccelli che si riproducono per la prima volta cercano un habitat simile a quello in cui sono stati allevati. Per alcuni uccelli, questo riconoscimento dell’habitat diventa un riconoscimento geografico ancora più importante. In questi casi, gli uccelli cercano non solo l’habitat giusto, ma ritornano nella stessa regione geografica in cui sono stati allevati. L’habitat e l’imprinting geografico sono più importanti per quelle specie che si disperdono dopo la nidificazione o che sono migratrici, ed è meno importante per le specie stanziali tutto l’anno. Fonte Più di una volta, uno stormo di uccelli migratori è stato addestrato alla migrazione nei loro luoghi naturali utilizzando un aereo ultraleggero, che loro hanno imparato a seguire in volo. Hanno anche fatto due film a riguardo, l’Incredibile Volo e Sulle Ali Dell’Avventura, che vi straconsiglio. Sono tratti da storie vere!

CONCLUSIONI

Il fenomeno dell’imprinting è una cosa assolutamente incredibile e uno strumento potentissimo a disposizione di tutti coloro che vogliono buttarsi nel mondo dell’avicoltura ma che allo stesso tempo non vogliono costringere i loro amici pennuti a vivere dietro le sbarre per tutta la vita. Grazie all’imprinting, potrai avere degli uccelli come animali domestici, ma nel vero senso della parola, ovvero perfettamente abituati alla tua presenza e alla tua voce, e abituati a volare liberi in casa o addirittura all’aperto (se hai la pazienza di insegnarglielo). Se volete vedere tutto il processo dall’inizio potresti incubare artificialmente le uova, e ti assicuro che veder nascere e crescere un uccellino che si fida di te non ha prezzo!

Il mio Alvin (RIP) a circa 1 mese di età

Allora? Che cosa aspetti? La vita è una sola! Se ti piacciono i pennuti non devi far altro che buttarvi in questa esperienza unica e incredibile!

Un pensiero riguardo “L’imprinting negli uccelli

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