I modi di dire sugli uccelli

Sai quanti modi di dire con gli uccelli esistono? Moltissimi! In questo articolo “leggero” ho provato ad elencarne un bel po’, ma sono sicuro che non è una lista esaustiva. La lista è in ordine alfabetico. Cominciamo!

Allodola

  • Specchietto per allodole

Richiamo utilizzato per attirare l’attenzione in modo ingannevole con lusinghe e prospettive allettanti per poi truffare il malcapitato. Il detto nasce dal fatto che anticamente le allodole erano attirate tramite specchi riflettenti verso le reti e poi catturate.

Aquila

  • Avere occhi, sguardo d’aquila

Avere una vista acutissima. Le aquile infatti, così come tutti i rapaci, hanno una vista estremamente più acuta della nostra.

  • Essere un’aquila

Avere un’intelligenza eccezionale (anche se le aquile non sono uccelli dotati di intelligenza superiore alla media degli uccelli).

Arpia

  • Essere un’arpia

Essere una persona aggressiva e che agguanta tutto quello che le capita a tiro. Non ne sono sicuro, ma dovrebbe riferirsi all’aquila arpia, un possente uccello rapace tropicale con enormi e potenti artigli da cui nulla può sfuggire. Probabilmente però riferisce alla creatura mitologica con lo stesso nome.

Canarino

  • Mangiare come un canarino

Mangiare molto poco. Tuttavia un canarino mangia molto poco in senso assoluto, perché in senso relativo mangia uno sproposito, qualcosa come il 30% del loro peso corporeo al giorno. Infatti, più un animale è piccolo, e più disperde calore. Quindi deve mangiare di più per compensare la dispersione termica.

Cicogna

  • È arrivata la cicogna

È nato un bambino. Deriva da una leggenda nordica secondo la quale le cicogne portino i neonati nelle case.

Cigno

  • Canto del cigno

L’ultima e migliore opera di un artista. L’ultima opera pregevole di una persona le cui azioni e decisioni abbiano particolare rilievo politico, sociale o simili. Il detto deriva da un’antica leggenda secondo cui il cigno, prima di morire, intonerebbe un canto estremamente dolce. E siccome il cigno reale è un uccello che emette soltanto dei sibili, il suo canto sarebbe una cosa eccezionale.

Corvo, cornacchia

  • Corvo, uccello del malaugurio

Persona con fama di iettatore. Questo detto viene dal fatto che spesso i corvi si radunavano nei campi di battaglia a banchettare con i cadaveri degli sconfitti, e che riuscivano perfino a prevederlo in anticipo.

  • Essere una cornacchia

Avere una voce sgraziata e poco melodiosa, riferito ai suoni emessi dai corvi e simili.

Falco

  • Avere occhi di falco

Avere un’ottima vista. Idem all’aquila di prima.

Avere occhi dallo sguardo vivo e penetrante.

Fringuello

  • Cantare come un fringuello

Cantare gioiosamente, con voce chiara e limpida. Non so perché hanno scelto il fringuello, dal momento che ci sono uccelli dal canto molto più melodioso.

  • Orbo come un finch

È un’espressione dialettale trentina. Fink significa fringuello in tedesco (trattasi di eredità linguistica della dominazione austro-ungarica). Questi poveri uccellini venivano crudelmente accecati per migliorare la loro attività canora.

Gallo, gallina, pollo e pulcino

  • Al canto del gallo

All’alba. Anche se alcuni galli cantano a qualunque ora del giorno e della notte.

  • Fare il gallo

Fare lo spavaldo, oppure essere fastidiosamente galante con le donne. Infatti i galli sono poligami, e durante la stagione riproduttiva saltano praticamente da una gallina all’altra con molta insistenza.

  • Vispo come un gallo

Detto di uomo vivace e intraprendente con le donne. Idem al detto di prima.

  • Andare a dormire con le galline, svegliarsi con le galline

Significa coricarsi presto la sera e svegliarsi all’alba. Infatti il bioritmo delle galline (ma anche della maggior parte degli uccelli diurni) segue in modo molto preciso il ciclo luce-buio. D’estate, quando il sole sorge alle 4:30, le galline si svegliano a quell’ora, quindi molto presto. I galli, come detto prima, possono però cantare anche di notte.

  • La gallina dalle uova d’oro

Significa qualcosa o qualcuno che è una fonte inesauribile di ricchezza.

Il detto deriva da una fiaba, attribuita a Jean La Fontaine, dove dei contadini hanno la fortuna di avere tra le proprie galline un animale che produce uova d’oro. Essere una gallina dalle uova d’oro non è positivo, poiché questa viene uccisa dai contadini ingordi.

  • La gallina che canta ha fatto l’uovo

Significa che il primo a parlare o ad accusare è colui che ha compiuto il fatto. Originariamente le galline non vivevano nei nidi artificiali di cui sono fornite oggi, ma in libertà. In questa condizione il loro istinto le portava a “nascondere” le uova per non farle trovare ai predatori, perché dall’uovo poi potesse nascere il pulcino. Trovavano quindi un luogo appartato e sicuro, ad esempio in mezzo ai cespugli, e deponevano lì il loro uovo. Quindi segnalavano alle altre galline di aver trovato un buon nascondiglio cantando il tipico “coccodè”. Così anche le altre imitavano la prima e andavano nello stesso posto a deporre le loro uova. Fonte

  • Andare, essere a pollaio

Andare a dormire, dormire.

  • Scopare il pollaio

Rubare.

  • Conoscere i propri polli

Sapere molto bene con chi si ha a che fare.

  • Far ridere i polli

Comportarsi in modo ridicolo, balordo. Siccome non è facile far ridere un pollo, devi essere veramente ridicolo per riuscirci!

  • Portar polli

Fare il mezzano in amori.

  • Avere il cervello di una gallina

Essere stupido, sciocco, superficiale (modo di dire anacronistico, visto che è stato dimostrato che le galline non sono poi così stupide).

  • Pelare, spennare il pollo

Togliere a qualcuno tutto ciò che possiede, specialmente tramite giochi, scommesse e simili.

  • Essere un pulcino bagnato

Si dice di persona molto timida e impacciata. Un pulcino bagnato è infatti estremamente indifeso e rischia di essere sopraffatto dai suoi fratellini asciutti.

  • Essere un pulcino nella stoppa

Si dice di chi non sa trarsi d’impaccio. Questo perché i pulcini sono molto delicati e goffi, e possono cacciarsi nei guai senza possibilità di uscirne, come ad esempio se rimane incastrato nella stoppa.

  • Gallina vecchia fa buon brodo

Il detto allude alla positività della vecchiaia per via delle molte esperienze accumulate nel corso della vita. Una gallina vecchia ha la carne dura, e per farla ammorbidire, bisogna cuocerla a lungo; questo fa sì che il brodo venga più saporito. Fonte

  • Scrivere a zampa di gallina

Riferito a qualcuno che ha una pessima grafia. Infatti le impronte di un pollaio sono (ovviamente) tutte sovrapposte e disposte a casaccio.

  • Essere in un pollaio

Essere in un posto con gente stupida, caotica e che fa un gran baccano.

Gufo

  • Gufare

Dire cose pessimiste che potrebbero portare sfortuna. Un tempo infatti si pensava che i gufi fossero uccelli portatori di sventura, anche se è solo una diceria popolare infondata.

Merlo

  • I giorni della merla

Sono i giorni 29, 30 e 31 gennaio, ritenuti per tradizione i più freddi dell’anno.

Il detto deriva da una leggenda che narra di una merla coi propri piccoli che, sorpresi dal freddo dei giorni di fine gennaio, si ripararono in un camino. Gli uccelli, che erano completamente bianchi, uscirono a febbraio dal rifugio con le piume completamente nere, e così rimasero da allora.

Oca

  • Avere, far venire la pelle d’oca

Rabbrividire, far rabbrividire, per il freddo o l’emozione. Ci si riferisce all’aspetto della pelle dell’oca (ma anche degli altri uccelli) una volta tolte tutte le piume dai follicoli, che quindi rimangono come tante piccole protuberanze sulla pelle.

  • Ecco fatto il becco all’oca

Si dice quando si è completato un lavoro.

  • Avere il cervello di un’oca

Essere stupido, sciocco, superficiale (come per le galline, anche questo è ingiusto nei confronti di questi uccelli).

  • Fare le ochette

Detto del mare mosso quando la cresta delle onde si frange per il vento in una spuma bianca.

Papera (ovvero anatra)

  • Fare una papera

Quando qualcuno commette un errore goffo e ridicolo, forse riferito al modo di camminare goffo e impacciato delle anatre, che se corrono possono facilmente inciampare e cadere.

Pappagallo

  • Ripetere a pappagallo

Ripetere meccanicamente un’affermazione altrui e senza averne compreso il significato. Infatti molti pappagalli è proprio così che fanno, anche se alcuni hanno dimostrato di saper usare le parole con cognizione di causa.

Passero

  • Andare a passera

Qualcuno che va in giro nella speranza di rimorchiare qualche ragazza. Infatti il termine “passera” è volgarmente sinonimo di vagina. Pensa che esiste addirittura una specie di passero che si chiama “passera scopaiola”!

Pavone

  • Coprirsi delle penne del pavone

Farsi bello di meriti non propri. E’ ovviamente riferito alla bellezza del piumaggio del pavone maschio.

  • Pavoneggiarsi

Riferito all’atteggiamento riproduttivo del pavone maschio, che sta tutto il giorno a fare la ruota cercando di mostrare a tutti quanto sia magnifico il suo piumaggio.

Piccione

  • Tirare sassi in piccionaia

Provocare scompiglio, trambusto, causando danno ad altri o a sé stessi.

  • Prendere due piccioni con una fava

Ottenere due risultati in una sola volta.

  • Tubare come due piccioncini

Si dice di due innamorati che amoreggiano teneramente. Infatti maschio e femmina di piccione spesso si coccolano a vicenda molto delicatamente con il becco.

  • Essere in una piccionaia

Essere in un posto molto sporco e disordinato, con ovvio riferimento all’accumulo delle deiezioni dei piccioni nel luogo in cui vengono tenuti.

Pinguino

  • Ci sono i pinguini

Ovvero che fa molto freddo, riferito al clima molto rigido in cui vive la maggior parte dei pinguini.

Pispola

  • Non uccellare a pispole

Significa non perdere tempo per cose o argomenti infimi, quindi di nessuna importanza.

La pispola è un uccellino assai piccolo e piumatissimo, per cacciarlo si consumano molti proiettili, si perde tempo e, se anche lo si cattura, non vale la spesa di pulirlo e di cuocerlo.

Quaglia

  • Salto della quaglia

Scavalcamento delle posizioni politiche e ideologiche di un partito da parte di un altro.

Passaggio di una persona politica da un partito o ideologia a un altro contrapposto al primo.

Inoltre indica, tra i giovani, la pratica contraccettiva del coito interrotto. Infatti quando una quaglia è braccata da un cane da caccia, spesso per sfuggirgli compie un balzo acrobatico all’indietro, per poi volare via (peccato che dopo però interviene il cacciatore…).

  • Essere una quaglia

Farsi gli affari degli altri e andarli a raccontare in giro senza farsi troppi problemi. Non so bene il motivo di questa analogia.

Rondine

  • Una rondine non fa primavera

Riferito al fatto che un solo segnale isolato non sia sufficiente per trarre conclusioni generali, così come l’arrivo di una sola rondine non sia sufficiente per dire con certezza che la primavera sia già arrivata.

Scricciolo

  • Mangiare quanto uno scricciolo.

Mangiare pochissimo. Idem per il canarino di prima, solo che lo scricciolo è ancora più piccolo.

  • Essere uno scricciolo

Essere minuto e delicato, esattamente come lo scricciolo.

Struzzo

  • Avere lo stomaco di uno struzzo

Digerire ogni cosa, con riferimento all’abitudine che ha lo struzzo di ingerire qualsiasi cosa trovi.

  • Fare lo struzzo

Si dice di chi finge di ignorare una situazione difficile che invece dovrebbe affrontare. Deriva dalla credenza popolare (infondata) che lo struzzo, di fronte al pericolo, nasconda la testa nella sabbia piuttosto che fuggire o tentare di far fronte alla situazione.

Uccello

  • Essere uccel di bosco

Significa essere fuggiasco, una persona che si è data alla macchia, irreperibile. Infatti gli uccelli che vivono nella fitta boscaglia sono molto schivi e difficili da osservare.

  • A volo di uccello

Significa dall’alto, con un’ampia visuale, oppure, in modo figurato, in modo globale, generale e rapido.

  • Prendere uccelli

Espressione alquanto volgare, riferita a qualcuna/o che si diletta con i membri maschili. Uccello è infatti un popolare sinonimo di “pene”.

Usignolo

  • Cantare come un usignolo

Cantare in modo melodioso e pieno di gorgheggi, riferito al bellissimo canto dell’usignolo maschio nel periodo della riproduzione.

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