Le assurde fobie delle mie quaglie

Ciao a tutti! Come forse avrete intuito dai vari aggiornamenti sulle mie quaglie californiane, questi animali sono molto selvatici e hanno una forte indole “da preda”. Il loro motto è (credo io): “prima scappa, poi pensa”. E in natura questa strategia funziona alla grande (cacciatori con fucile a parte…), ma in casa?? Beh, in casa fa più male che bene, senza dubbio. La loro innata tendenza a spaventarsi di qualunque cosa in modo praticamente imprevedibile è una cosa snervante, ve lo garantisco. Purtroppo è molto difficile, se non impossibile, poter sapere a priori se una novità potrebbe spaventarle, e quanto. E per novità intendo qualunque cosa: un suono, un oggetto, un movimento, un nuovo ambiente, una nuova persona. TUTTO.

Ma per farvi capire un po’ meglio l’estrema sensibilità di questi uccelli vorrei partire dall’inizio, ovvero dal 5 maggio 2021, il giorno della schiusa.

Dopo la schiusa i pulcini restano nell’incubatrice per circa 12-18 ore, il tempo di asciugarsi. Quindi vanno trasferiti nella nursery, dotata di cibo, acqua e piastre/lampade riscaldanti varie. Come ho già spiegato diverse volte, l’imprinting avviene nelle prime 36-48 ore, e in questo lasso di tempo i pulcini imparano a fidarsi del primo “grosso essere in movimento” che vedono, che sia un essere vivente oppure una lavatrice in lavaggio. Nei primi due giorni è quindi fondamentale stare con loro il più possibile, per gettare nel loro cervellino le fondamenta della fiducia nei confronti degli umani. Ma purtroppo non è sufficiente, altrimenti sarebbe troppo facile! Infatti all’inizio (i primi 3-4 giorni) i pulcini non hanno paura quasi di nulla, ed è molto facile cadere nella tentazione di esultare una cosa del tipo “Bene! È fatta. Ora non avranno mai più paura di me!”. E l’ho fatto anche io, tranquilli, ben due volte.

Infatti, il “bello” arriva tra il quinto e settimo giorno, quello che io chiamo “secondo imprinting”. Verso il giorno 6 i pulcini di quaglia californiana iniziano a manifestare le cosiddette “basic fear reactions”, ovvero le loro innate reazioni fobiche al mondo circostante. Anche se ormai ne sono consapevole, ogni singola volta mi sale il panico e l’ansia, e comincio a domandarmi dove e se ho sbagliato qualcosa nel primo imprinting. Se nei primissimi giorni i pulcini sono molto impavidi, nel giro di due giorni è come se la loro “domesticità” iniziasse a regredire, indipendentemente dai miei sforzi per interagire con loro il più possibile. Senti proprio che la situazione ti stia sfuggendo di mano. Ed è proprio qui che inizia il lavoro duro. Giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, bisogna in qualche modo abituarli alla casa, alle voci, ai rumori, a qualunque cosa. E per questo purtroppo non esiste (che io sappia) un manuale. Bisogna andare per tentativi, sempre stando attenti alla loro reazione, cercando di rendere il processo il meno traumatico possibile. Ed è una cosa lunga, si parla di qualche mese, ma dopo un po’ è possibile renderle (quasi) non reattive alla maggior parte dei comuni rumori domestici. Ma come ho detto all’inizio qualunque novità va accuratamente “testata”, cercando di capire la loro reazione senza scatenare la loro energia esplosiva e autolesionista. E vi assicuro che se non siete abituati vi potreste prendere malissimo. Diventano delle palle di cannone impazzite, che sbattono e rimbalzano ovunque, impossibili da fermare.

Avete presente la scena del film Flubber quando la gelatina verde appena creata si spaventa e inizia a sbattere in tutta la casa in modo incontrollabile? Ecco, una cosa del genere.

La differenza, non da poco, è che nel mio caso le quaglie si ammazzano, letteralmente. Quindi devo evitare questi loro attacchi di panico a tutti i costi, anche se a volte mi prendono proprio alla sprovvista. Il succo è questo: per convivere con questi animali bisogna proprio cambiare mentalità, altrimenti è finita, addio quaglie.

Ora vi faccio qualche esempio di cose che le terrorizzavano e a cui sono riuscito ad abituarle con infinita pazienza:

1) Tossire/schiarirsi la voce: da giovani erano terrorizzate da questi suoni, e se volevo anche solo schiarirmi la voce dovevo uscire dalla loro stanza e chiudermi la porta alle spalle. Potete immaginare gli starnuti! Poi ho scoperto che se inframmezzavo i singoli “colpi” di schiarimento voce con delle parole con voce pacata reagivano meno bruscamente. Col passare del tempo, con questa tecnica sono riuscito a fargli capire che a emettere quei suoni sono sempre io, esattamente come quando parlo. E idem con la tosse. Per gli starnuti ci sto ancora lavorando adesso, dopo quasi 9 mesi.

2) Rumore del versare l’acqua nel bicchiere: terrore puro. Se mi versavo l’acqua in un’altra stanza sentivo loro nella stanzetta che scappavano ovunque dal terrore. Poi questa fobia gli è passata da sola col tempo, per fortuna.

3) Piastrelle del pavimento: all’inizio li facevo girare su un tappetino assorbente per cani, e non è stato immediato fargli capire che le piastrelle sono innocue.

4) Abbeveratoio nuovo: quando erano piccoli gli davo l’acqua in un tappo per conserve con dentro le biglie di vetro (per non farli annegare). Poi erano cresciutelli e gli ho cambiato abbeveratoio: panico!!! Ci sono voluti almeno 4-5 giorni per farli bere da lì.

5) Posatoio in legno: fin da subito gli ho messo un piccolo posatoio in legno sospeso. Non che servisse a molto in quel momento, ma era un investimento per il futuro! Ci sono volute almeno 2-3 settimane per farli salire su quel mini posatoio! Se non l’avessi fatto ora sarebbero terrorizzati da qualunque posatoio di legno nella loro scatola. Ed è proprio quello che è successo ad Alvin (R.I.P.) due anni fa. Dopo mesi senza posatoio ho provato a metterglielo: tragedia!!! Non ci fu verso di farlo rientrare nella scatola con questa modifica, e dovetti rimuovere il posatoio tempo zero. Alvin non ha mai voluto usare un posatoio in vita sua, nemmeno il bordo della scatola in plastica in cui viveva (stranamente). Quasi è un po’ invalida, quindi con lei è tutto molto diverso.

Il mini posatoio per abituarli

6) La mia mano: non che avessero il terrore (grazie al primo imprinting), ma erano riluttanti a salirvici. Con tanta pazienza (e tanti crampi) gli lasciavo la mia mano nella scatola, in un punto di passaggio dove erano obbligati a passare. All’inizio la saltavano e basta, poi hanno iniziato a capire che era ottima come morbido posatoio, e ora ci saltano sù appena gliela metto davanti. Faticoso, certo, ma ne è assolutamente valsa la pena. Poi le ho anche abituate ad essere agguantate a due mani, e pian piano hanno capito che non era la presa di un predatore, bensì solo un passaggio confortevole e innocuo. Nonostante ciò, alcune quaglie si fanno agguantare più serenamente di altre.

Un pulcino tranquillo sulle mie mani

7) La sala: ogni volta che si cambia locazione alle quaglie è sempre un casino, perchè non riconoscono il nuovo ambiente e si rischia veramente grosso, specialmente se sono libere. La prima volta per loro in sala poteva finire molto peggio, con Belle che si è quasi spaccata il cranio contro il soffitto in un attacco di panico collettivo. Infatti, purtroppo, quando parte una partono tutte.

Belle con una brutta cicatrice in testa

E queste sono solo alcune delle fobie superate!

Ma veniamo ora alle cose che le terrorizzano ancora oggi, per le quali non ho ancora trovato una soluzione.

1) Scopa/moccio/aspirapolvere: terrore puro!!! Per pulire casa dobbiamo chiudere le quaglie in bagno.

Il nostro aspirapolvere

2) Giacche/giacconi rossi: terrore puro!!! A casa mia gli indumenti ingombranti/svolazzanti e dai colori accesi (specialmente il rosso) sono assolutamente vietati. E lo dico anche agli ospiti il giorno prima di venire da noi.

Colore al limite dell’accettabile

3) Indumenti vari: purtroppo può succedere che degli indumenti o accessori insospettabili gli causino un attacco di panico. A volte basta un orologio luccicante al polso, o una felpa con sopra un segno strano per farle scattare. Per farvi un esempio, due anni fa Alvin e Quasi erano nati il 7 giugno, e faceva caldo. Io ero sempre in maglietta, e salivano sulla mia mano e sul braccio nudo. Arrivato l’autunno ho iniziato a mettere le felpe a maniche lunghe, e ci ho messo un mese ad abituare Alvin a salire sul mio braccio ma con la manica lunga. Pochi giorni fa ho rischiato grosso. Mia mamma ha regalato a mio figlio Leonardo (di quasi un anno) dei nuovi pantaloncini, questi:

Quindi ho vestito Leo e lo stavo portando in braccio di là in sala, dove tengo le quaglie. Non l’avessi mai fatto!!! TERRORE PURO!!! Una quaglia, Windows, è riuscita ad uscire dalla scatola (porta chiusa ma senza ganci) ed è partita a bomba verso la finestra. Per fortuna ha avuto un attimo di lucidità e non è andata a sbattere, atterrando sana e salva, ma in quell’istante l’ho subito immaginata morta e con il collo spezzato contro il vetro. Bene, quei pantaloncini non potranno mai più entrare in casa mia!!! Li metterà quando sarà dai nonni. Ma la cosa assurda è che Leo ha dei pantaloncini dello stesso colore ma senza disegnini, e questi non causano quasi nessuna reazione delle quaglie. Assurdo! Saranno mica i tigrotti stilizzati a spaventarle?!

4) Sacchetti di plastica colorati: terrore medio alto. Se devo usarli cerco di muovermi lentamente e di non agitarli troppo, tantomeno vicino a loro.

5) Spugna di un colore diverso dal giallo: terrore medio. Infatti solitamente pulisco la loro scatola con una spugna panno gialla, anche con le quaglie dentro, senza alcun problema. Ecco le spugne che uso:

Ma queste spugne le vendono in colori assortiti. Siccome quella gialla era consumata, ho provato a usare quella arancio, e indovinate?? Beh, non l’hanno presa molto bene, e ho dovuto ritornare alla spugna gialla consumata. Quindi quella gialla è l’unica che posso usare se voglio pulire la scatola senza mettere i pennuti altrove.

6) Oggetti statici in movimento: questo è un grave problema, perchè spesso hanno paura di oggetti normalmente statici che vengono messi in movimento. Ad esempio, se sollevo il panno che loro usano solitamente come spiaggia per prendere “il sole” scattano subito. Idem se muovo davanti a loro un bastone di legno uguale ai loro posatoi: panico!!! Alvin è morto proprio per un trauma da attacco di panico causato da un tappeto sbattuto giù dal balcone degli inquilini di sopra…

7) Suoni e rumori specifici: questa loro reazione è incredibile! La mia amica a cui ho regalato una coppia di californiane suona il pianoforte. Ci credereste se vi dicessi che le quaglie reagiscono sempre e soltanto alle stesse note/tasti/frequenze?? Infatti non capiva come mai scattassero sempre allo stesso punto di un brano! Assurdo ma vero.

8) Il nulla più totale: esatto, avete capito bene. A volte scattano ed esplodono senza la benché minima ragione apparente, a volte le sento di notte che sbattono come non so che cosa dentro la scatola. E la mattina dopo faccio la conta dei morti/feriti…

E queste sono solo una piccola parte delle cose che le terrorizzano e che bisogna evitare a tutti i costi.

Ma poi ci sono anche molte altre cose di cui stranamente non hanno alcuna paura. Ad esempio, non hanno paura nè dei fulmini nè dei tuoni, e nemmeno dei fuochi artificiali, anche se ovviamente le tengo in casa. Ma nemmeno le mie quaglie in voliera sul balcone ne risentono in modo apprezzabile. Poi non hanno alcuna reazione nè paura per i pianti e le grida di mio figlio, perchè quando ho iniziato l’incubazione delle uova mio figlio aveva due mesi e mezzo, e quindi gli embrioni si sono sviluppati sentendo costantemente questi suoni e rumori.

Inoltre è stranissimo che le quaglie non abbiano paura di un robottino colorato che hanno regalato a Leo per Natale. È colorato, si muove ed emette suoni fastidiosi, con pure delle luci colorate. Le quaglie non fanno una piega!!!

Robottino parlante

Per concludere, la convivenza con animali geneticamente selvatici è veramente impegnativa, e non bisogna mai dare nulla per scontato. Bisogna sempre essere pronti a tutto, ma soprattutto bisogna cambiare mentalità e cercare di vedere il mondo dai loro occhi (per quanto possibile). Quando ho ospiti a casa cerco di istruirli meglio che posso, per evitare spiacevoli incidenti, perchè da me bisogna seguire una condotta “militare” o quasi. Se so già che gli ospiti che verranno sono di mente aperta e persone rispettose e intelligenti, allora provo a coinvolgere nella mia “vita da quaglie”. Se invece, come spesso accade, sono persone superficiali, ottuse e ignoranti, allora le quaglie le chiudo in bagno A CHIAVE per quelle due/tre ore e fine, preferisco non rischiare. Per interagire con loro serve una sensibilità, una delicatezza e una pazienza che hanno davvero in pochi.

A presto e grazie della lettura!

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