Una nuova location per le mie quaglie!

Ciao a tutti! Eccoci con un nuovo update sulle mie cinque quaglie californiane nate il 5 maggio di quest’anno, ovvero Harem, Zen, Belle, Tutù e Windows. Oggi, a proposito, compiono 20 settimane! E devo dire che, a parte qualche momento di panico inspiegabile, sono cresciute proprio bene: belle e brave. Come avrete intuito dal titolo, circa 10 giorni fa ho traslocato le mie quagliette in una nuova posizione: la grande sala open space. Ed era proprio giunta l’ora di farlo. Infatti, ora mio figlio Leonardo ha 7 mesi, e di notte ormai dorme per 7-8 ore di fila. Quindi la stanzetta, che era praticamente di proprietà delle quaglie da giugno 2020, ora è (giustamente) passata a Leo. Per farlo abbiamo dovuto riconfigurare tutta casa! Ma ci siamo scervellati per settimane per capire quale avrebbe potuto essere la soluzione migliore. Ero molto preoccupato per la ricollocazione dei miei polletti, non lo nego. Spostarli dall’oggi al domani in una nuova stanza, più grande e pericolosa, era una cosa che mi metteva un sacco di ansia, anche perché l’ultima volta che le avevo liberate in sala tutte e cinque non era finita proprio benissimo. Ma purtroppo il trasloco era inevitabile. Ecco quindi il posto che ho scelto per loro:

È un angolo luminoso e abbastanza tranquillo, e lì non sono d’intralcio. Tuttavia, come già vi ho spiegato molte volte, sono uccelli che si spaventano molto, e quindi bisogna stare attenti ogni volta che si passa davanti a loro, soprattutto a cosa si tiene in mano. Ad esempio hanno il terrore dell’aspirapolvere e del mocio, quindi per usarli lì vicino bisogna prima spostare temporaneamente le quaglie in un’altra stanza. Bisogna anche nasconderli col proprio corpo quando si passa vicino a loro, perché basta che li vedono e impazziscono. In generale hanno paura dei bastoni lunghi e delle cose che “svolazzano” e/o che fanno rumore (tra cui i vestiti lunghi da donna e i sacchetti del supermercato…). E ora che loro sono in sala, dove noi passiamo la maggior parte del tempo, purtroppo è molto più facile che si spaventino.

Anche in sala abbiamo predisposto le luci automatiche per simulare alba e tramonto, ma c’è un problema non da poco: come facciamo noi a restare in sala la sera se le quaglie devono dormire? E se dovessimo andare in cucina di notte per qualunque motivo? Beh, semplice: NON POSSIAMO!!! A meno di casi davvero eccezionali. Per fortuna noi siamo mattinieri, e di sera massimo 21:30 andiamo a dormire. E poi ora Leo non ha più bisogno di mangiare ogni 3 ore come prima. Quindi per ora ce la caviamo. Per ora, poi si vedrà. Perché se anche le quaglie vanno a dormire un po’ più tardi non è grave, ma piombare in sala e accendere la luce nel cuore della notte mentre dormono, e fare rumore?! ASSOLUTAMENTE NO!!! Per loro sarebbe un trauma, e potrebbero anche “esplodere” e farsi malissimo. Questo è forse il problema più grosso dell’averle in sala. Ma non è l’unico, purtroppo. Come vi accennavo prima, la sala è molto più grande e pericolosa della cameretta, e se “esplodono” prese dal panico può finire davvero male. E dopo il trasloco è già successo un paio di volte, ma stavolta senza ferimenti. Tuttavia, per limitare i danni, ho deciso di liberarle solo 2 o 3 alla volta, in particolare Harem-Zen, e Belle-Tutù-Windows. E l’ho fatto sostanzialmente per 3 motivi:

1) meno cacche da individuare e pulire in uno spazio così grande;

2) meno feriti in caso di “esplosioni” autolesioniste, anche perché con meno quaglie è più probabile che riesca a “pararle” al volo prima che vadano a sbattere;

3) meno quaglie libere = minor probabilità di “esplosioni”.

A proposito di quest’ultimo punto, ho scelto i gruppi in base alla loro indole e al rapporto che c’è tra di loro. Infatti ora Harem ha gli ormoni adolescenziali a mille, e picchia tutte tranne Zen, quindi loro due stanno bene insieme, e non si agitano troppo. Se liberassi Harem con una delle altre tre donzelle lui inizierebbe a rincorrerle e a beccarle, e il livello di agitazione generale aumenterebbe fino a scatenare il temutissimo e rischiosissimo panico autolesionista. Ecco Harem e Zen sul tavolo in cucina!

Quasi invece fa da jolly, e la libero a caso con uno dei due gruppi. Tra l’altro, eccola mentre si rilassa tutta beata con le zampe distese!

Delle cinque quaglie, solo Harem, Zen e Belle sono impazienti di uscire e girare per casa (mi saltano sulla mano appena la metto nella scatola!), mentre Tutù e Windows hanno sempre poca voglia di uscire, e anzi, a volte se sono fuori cercano di risaltare dentro! Loro fanno l’esatto contrario, ovvero mi saltano sulla mano quando sono libere come per dire “dai, riportami a casa!”. Io la chiamo la “sindrome del criceto”. E fidatevi, è molto difficile riuscire a fare uscire solo le due quaglie che non hanno voglia se appena infilo il braccio le altre tre mi saltano su in continuazione! Ma a proposito di criceti, le quaglie hanno finalmente incontrato il mio criceto per la prima volta (lei, di nome C-trulla, è sempre stata in sala). Harem e Zen quando lo vedono iniziano a fare baccano con il segnale di pericolo, ovvero questo:

Ma non succede molto altro (per fortuna!). Ecco invece Harem che cinguetta e controlla tutto e tutti dopo essere volato su una sedia:

Tornando invece a Tutù e Windows, loro sono le più schive ma anche quelle che oppongono meno resistenza dall’essere toccate o prese a due mani! Infatti le posso prendere e accarezzare, e loro non fanno una piega, soprattutto Windows. Guardatela come si fa accarezzare senza problemi!

Spesso la prendo a due mani e quando la sollevo lascia le zampe a penzoloni, segno che è super tranquilla. Comunque Tutù e Windows non esplorano molto, come fanno invece le altre tre, e spesso si piazzano sotto al tavolo e restano lì. Per loro stare lì sotto è l’equivalente di stare sotto i cespugli in natura, cosa che le fa sentire protette.

(Qui c’è anche Belle, è quella a destra)

Io quindi spesso cerco di spingerle via da lì sotto, in modo che la loro uscita possa essere un po’ più dinamica. E ovviamente le faccio anche volare, da una parte all’altra della sala. Belle e Windows volano bene e per tutta la lunghezza della stanza, Tutù invece è pigrissima e sfaticata, e se vola per due metri è tanto! Appena si butta cerca di atterrare il prima possibile per farsela a piedi.

In questa grande stanza open space, come ho già detto, posso farle volare per diversi metri, anche se qui i loro voli sono più rilassati rispetto a quando fino a nemmeno due settimane fa le facevo volare dalla camera grande alla cameretta. Qui i decolli e voli erano violenti ed esplosivi, forse perché in quel caso non vedevano i loro fratelli ma li sentivano solo, e quindi volevano raggiungerli in fretta e furia. Facevano dei “peli” spaventosi agli stipiti sopra le porte, tanto da morire sul colpo se li avessero centrati…per fortuna non è successo!

In questa posizione ora sono comunque molto più vicine a noi e meno isolate di prima, e le libero molto più spesso di prima, anche se in due scaglioni. E mio figlio Leo si diverte un sacco a guardarle mentre pascolano e svolazzano! Devo dire che, nonostante si stufi molto in fretta di quasi tutto, se lo piazzo davanti alle quaglie stile cinema riesce a durare anche 15-20 minuti! E a volte torna molto comodo!

Sto già iniziando a pregustarmi il giorno in cui, quando andrà a scuola e si parlerà di animali, lui racconterà agli amici e alle maestre dei suoi pennuti domestici, animali che non avranno mai visto né sentito in vita loro. Ma mio figlio sì! Non i soliti e inflazionatissimi cani e gatti, ma uno stormo di bellissime, simpaticissime e inusualissime quaglie californiane.

La cosa assolutamente incredibile è che le quaglie hanno assolutamente ZERO paura di tutto quello che riguarda il bebè, TUTTO! Pianti, grida, giochini con sonagli rumorosi e musichette spastiche, niente, le quaglie sono totalmente impassibili. Questa è una grande fortuna, altrimenti sarebbe una convivenza praticamente impossibile. Ecco un breve montaggio video con anche il bebè!

Concludendo, questa nuova configurazione della casa ci piace molto, sia a noi Homo che alle Callipepla! Il prossimo ostacolo da superare sarà la prima vacanza “squagliata” ( = senza quaglie!!!) che faremo tra due settimane, quando dovrò portarle dai miei genitori dove le accudirà mia mamma (che mi legge). Le dovrò fare un corso intensivo per far si che possa andare tutto liscio e senza tragedie. Ovviamente porterò là tutto il necessario, comprese lampade, prese intelligenti e webcam, per poterle vedere anche quando sarò via. Speriamo in bene…

IDEE PER IL FUTURO

Ultimamente, per ampliare le mie conoscenze in ambito ornitologico, sto iniziando a pensare di adottare altre specie, oltre alla quaglia californiana. Le specie che mi attirano di più sono le seguenti:

La tortora zebrata (Geopelia striata), originaria del sud-est asiatico:

E la tortora diamantina (Geopelia cuneata), australiana:

Entrambe sono colombiformi di piccole dimensioni, molto robuste e adattabili, relativamente facili da reperire e non rumorose. Però quando nascono sono minuscole e totalmente inette e dipendenti dai genitori, e quindi niente incubazione artificiale (purtroppo). È molto più sicuro lasciar fare tutto ai genitori biologici.

Per ora sto solo giocando con l’immaginazione, ma in futuro mi piacerebbe adottare anche volatili di specie diverse.

A presto!

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