Ciao a tutti, da quanto tempo non ci “sentiamo”, eh?? Il motivo è molto semplice: da quasi un anno a questa parte ho COMPLETAMENTE PERSO la mia solita voglia di scrivere e condividere le mie idee, conoscenze, ed esperienze, su qualunque argomento, specialmente online. Sono entrato in una nuova fase della mia vita, molto più tormentata, in cui non riesco più ad essere il me stesso di prima, fino al punto che quasi non mi riconosco quasi più. Io ho sempre vissuto la mia vita con entusiasmo esplosivo e con la voglia di condividere questo entusiasmo con chiunque mi capitasse a tiro (poveracci…), ma è ormai da molto tempo che tutto questo si è spento praticamente da un momento all’altro (precisamente il 29 ottobre 2023, mentre stavo preparando la cena), come un fulmine a ciel sereno. In un istante qualcosa nella mia testa si è come “rotto”, e credo anche di sapere cosa: l’interesse per la divulgazione online, tutta, inclusi questo blog e il canale Youtube, purtroppo. In una frazione di secondo ho realizzato che la divulgazione online per me è davvero troppo alienante, distaccata, priva di vere e sane interazioni umane, faccia a faccia, e per contro strapiena di discussioni violente, inutili, e malsane, con gentaglia frustrata che nella vita non ha combinato nulla, e che passa il proprio tempo libero su forum e social a fare a pezzi gli altri utenti, con insulti gratuiti, raffiche di commenti maleducati e vuoti, e perfino minacce fisiche e di morte. I cosiddetti “leoni da tastiera”, che a volte diventano anche haters. Mi spiace ma io non voglio questa roba nella mia vita! Su internet, da un lato ti fai un mazzo tanto e comunque non ricevi nemmeno mezzo feedback dai lettori, dall’altro ti becchi insulti e minacce, tutte cose che mi hanno demotivato ormai una volta di troppo. Inoltre, e questo ha dato un ulteriore colpo basso alla mia “vita” online, l’azienda chimica per cui lavoro mi ha dato la possibilità di fare divulgazione scientifica (ovviamente solo a tema chimico-farmaceutico e dintorni) sia internamente (con corsi di formazione per i dipendenti ideati e tenuti da me, o con i laboratori divulgativi per bambini-ragazzi-adulti delle giornate “fabbriche aperte”), sia direttamente nelle scuole medie locali, con l’obbiettivo di fare appassionare i giovani alla chimica o quantomento di orientarli a carriere STEM, (e nel frattempo fargli conoscere l’azienda, ovviamente!). Eccomi mentre conduco il laboratorio divulgativo di chimica del 9 giugno, ideato e organizzato da me per un buon 80%!

Fare il divulgatore in presenza, vedendo in diretta le reazioni del pubblico, interagendo con le persone faccia a faccia, con tutto il materiale e le attrezzature necessarie a spese dell’azienda, e per di più senza dover trascurare casa e famiglia e venendo PAGATO per farlo, onestamente NON HA PREZZO! Ok, in questo modo raggiungo molte meno persone che online (per ora), ma il valore dell’esperienza è infinitamente superiore, credetemi. E ora voi mi direte: “Ma se non hai più voglia di scrivere online, come mai ora lo stai facendo?”, beh, banalmente perchè almeno un paio di misere volte all’anno mi sento ancora ispirato, quindi, avendo tempo a disposizione (ora sono ancora in ferie), ne approfitto per usare questo blog un po’ come diario personale, forse per una saltuaria nostalgia per la scrittura, cogliendo anche l’occasione per raccontarvi le molte cose, belle o brutte, successe e/o “in ballo” che riguardano le mie care quagliette californiane. Quindi, bando alle ciance, e iniziamo subito a parlare di loro, delle vere protagoniste di questo blog, che quest’anno hanno compiuto 3 anni (Harem, Belle, Zen, e Windows) e 4 anni (Quasi!). Ecco un primissimo piano di Harem nel giorno esatto del suo terzo compleanno, il 5 maggio 2024!

Tante, troppe uova! Come fare?
Uno dei maggiori stress fisici per le femmine di specie che depongono uova senza limite, ovvero che sono depositori indeterminati, è che in particolari condizioni ambientali con ciclo luce-buio sempre costante, 365/365, possono prolungare eccessivamente il periodo di deposizione, dai normali 15-16 giorni per 14-15 uova (in natura), fino ad anni, deponendo anche più di 300 uova/anno! Purtroppo esattamente come le mie quaglie che, vivendo in casa, si sono sempre dovute adattare alla nostra routine sempre costante. Ad esempio, Belle tra il 2021 e il 2022 ha deposto ben 266 uova in circa 10 mesi! Se la cosa è certamente gradita ad un produttore di uova, a cui ovviamente conviene spremere a morte i poveri animali per massimizzare i profitti, questo non è affatto un bene per me come per qualunque altro appassionato avicoltore che tiene dei volatili solo come animali domestici e senza alcun fine alimentare, esclusivamente per accudirli al meglio e cercare di garantirgli una vita che sia la più lunga, sana, e felice possibile. Tornando alle mie quaglie, anche se tutte fanno la stessa vita in casa, il loro ciclo biologico è molto variabile da una all’altra, sia per quanto riguarda la muta del piumaggio, sia per quanto riguarda appunto la produzione di uova.

Belle è senza dubbio la femmina che ha prodotto più uova nella sua vita finora, ovvero circa 470, anche se fortunatamente con in mezzo un lungo periodo di stop di circa 16 mesi. Tuttavia la fine della deposizione dopo le ben 266 uova di cui vi parlavo prima è arrivata a seguito di un evento abbastanza traumatico, quando un temporale notturno le ha spaventate quasi a morte mentre io ero in vacanza, dopo averle affidate ai miei genitori (infatti dopo quella volta ora faccio di tutto per portarle sempre in vacanza con noi).
Zen ha iniziato a deporre molto tardi, quando aveva già ben 2 anni e mezzo, ma è arrivata a deporre comunque circa 250 uova in 10 mesi (per Zen e Belle la stima non è precisissima, in quanto ultimamente spesso si mangiavano le loro uova, guscio incluso, quindi ho fatto molta fatica a tenere il conto esatto).

Windows ha deposto in tutto “solo” 127 uova, e ormai è da oltre due anni e mezzo che non depone più.
Piccola parentesi riguardo Windows: a malinquore ho dovuto spuntarle le ali per impedirle di volare alto, a seguito di frequenti e spaventosi attacchi di panico potenzialmente fatali e senza la minima ragione.
Tornando alle uova, Quasi invece è un caso ancora più particolare, essendo lei una quaglietta molto speciale. Fino a circa 2 anni e mezzo lei era l’unica che riusciva a deporre poche uova per ogni fase di deposizione, arrivando massimo a 33 uova, ma deponendole ad intervalli anche di una ogni 3-4 giorni. Quindi è passata ad una fase di deposizione più intensa, dove è arrivata a deporre 102 uova in 6 mesi, quindi circa un uovo ogni due giorni. Questo periodo purtroppo è stato davvero molto sofferto, sia per me che per lei, dal momento che almeno un uovo ogni 4 le si bloccava nell’ovidotto, rischiando di ucciderla, e ogni volta dovevo praticarle un delicato massaggio addominale per farle uscire l’uovo a forza, a volte perfino rotto perché privo di guscio. Quasi purtroppo è ipovedente e non è mai riuscita ad alimentarsi perfettamente, come le altre mie quaglie “normali”, e questo le ha comportato l’incapacità di formare adeguatamente il guscio di tutte le uova, nonostante le avessi significativamente aumentato l’apporto di calcio nella dieta. A volte ho perfino dovuto alimentarla a forza, con una cannula! E’ stato un periodo davvero tragico, ma fortunatamente poi il suo apparato riproduttore ha deciso di andare in pensione, producendo saltuariamente solo uova minuscole e sottosviluppate (max 1 cm di lunghezza), che non rappresentano più un pericolo per Quasi, sia in termini di risorse, sia in termini di rischio di blocco interno. In ogni caso, “ridendo e scherzando”, anche la piccola Quasi è riuscita (più o meno…) a sparare fuori circa 180 uova, e spero vivamente che di uova non ne produca più per tutto il resto della sua vita (l’ultimo uovo normale l’ha deposto ormai il 12 ottobre 2023, e dopo quello ha prodotto solo una manciata di uova mini). La deposizione prolungata è già sfiancante per una femmina sana e forte, figuriamoci per una già debilitata dalla nascita come Quasi! Detto ciò, ad un certo punto circa un mese fa ho preso finalmente in mano la situazione e ho deciso di tentare la sorte: sacrificare uno dei nostri due bagni dalle 19:00 alle 6:00 per allungare la durata della fase notturna delle mie quaglie, in modo da provare a simulare il cambio di stagione per farle uscire dalla recente fase di deposizione interminabile e debilitante e, perché no, provare anche a indurgli la muta, visto che ad esempio Zen non ha MAI fatto una muta in vita sua (eccetto le remiganti, sostituite dopo averle perse in modo traumatico quell’estate, ha le stesse piume e penne dalla prima muta giovanile!!!). Quindi, grazie alla domotica, gli ho accorciato la fase di luce dalle solite 17 ore alle attuali 14 ore, e ho incrociato le dita. Incredibile ma vero, dopo appena tre giorni Zen ha smesso totalmente di deporre uova ed è entrata in una fase di muta “violenta”, durante la quale credo abbia perso in 3-4 giorni il 60-70% del suo piumaggio (avrei potuto farmi un cuscino, da tante piume perdeva!). Ora, dopo circa 1 mese, il piumaggio di Zen è quasi ricresciuto completamente, e sta ricominciando a volicchiare. UN SOGNO!!!! Ma come mai non ci ho pensato prima?!?!? Vabbé, meglio tardi che mai. Anche Belle ha smesso di deporre quasi subito, ma ha iniziato la muta solo 15 giorni più tardi, mentre eravamo al mare, e comunque una muta parziale. Harem aveva fatto una muta abbastanza importante già prima del cambio orari di luce-buio, ma lui ovviamente non ha il problema della deposizione eccessiva. E la piccola Quasi? Beh, anche lei ha iniziato una muta “violenta” mentre eravamo al mare, similmente a Zen. Anche se non al livello della deposizione intensiva, per Quasi anche una muta importante è abbastanza fisicamente stressante, in quanto la produzione di piume nuove necessita di una notevole quantità di amminoacidi, da assumere ovviamente tramite l’alimentazione. Per ora Quasi sta comunque gestendo la muta piuttosto bene: mangia, è attiva, e le piume/penne in ricrescita al momento non mostrano segni di deficit amminoacidico, che di solito si manifesta con una vistosa mancanza di pigmentazione.

In ogni caso monitoro attentamente anche il suo peso giornalmente, per vedere se si nutre abbastanza. Nel caso in cui cominciasse a perdere troppo peso, dovrò ancora una volta integrare la sua dieta con qualche siringa forzata di mangime per imbecco altamente proteico e nutriente. Ecco Quasi che si rilassa sotto la sua nuova lampada solare, mostrando le remiganti in ricrescita:


Ovviamente quelle remiganti andranno poi spuntate al più presto, poverina, perché se dovesse provare a volare farebbe davvero una brutta fine…
Per ora nessun accenno di muta da parte di Windows, vedremo nelle prossime settimane cosa succederà.
Superata anche la questione della muta, lascerò le mie quaglie con sole 14 ore di luce al giorno per un bel po’, in modo da permettere al loro organismo di rigenerarsi e recuperare completamente le energie. Poi in futuro si vedrà.
Una brutta infezione alla zampa di Belle
Purtroppo, circa una settimana prima di partire per il mare, stavo controllando una voluminosa callosità sotto una zampa di Belle (nota come pododermatite avicola, comune negli uccelli in cattività), e l’ho delicatamente rimossa in quanto si stava già sgretolando da sola. NON L’AVESSI MAI FATTO!!! Appena l’ho rimessa a terra ha subito iniziato a saltellare solo sull’altra zampa, e nei giorni successivi sembrava addirittura peggiorare, con un probabile inizio di necrosi. Era evidentemente sofferente, nonostante come ho già detto per rimuovere il callo di pelle morta e secca non avessi causato alcuna fuoriuscita di sangue nè l’esposizione di tessuti vivi. Forse la cosa era già in atto, e io l’ho solamente accelerata, in qualche modo. Ecco la zampa di Belle, affetta da pododermatite:

Presi dal panico, abbiamo subito cercato di capire come approcciare la situazione, con l’ovvia premessa di evitare qualunque veterinario, cosa che l’avrebbe quasi certamente condannata a morte. All’inizio abbiamo ideato una fasciatura davvero minuscola ma robusta, fatta con nastro adesivo medico, il dito di un guanto in lattice con quattro piccoli fori per le dita della zampa, e una piccola medicazione di cotone inumidita con del disinfettante a base di iodio. Dopo 3-4 giorni la zampa non migliorava, ormai la una medicazione topica era insufficiente e serviva per forza un farmaco sistemico. Quindi ho deciso di sfoderare l’arma segreta in grado di curare (quasi) qualunque patologia: lo Stomorgyl 2, di base per cani e gatti, ma adatto anche ai volatili, e che già mi aveva prescritto anni fa un veterinario per curare una grave dissenteria di Quasi.

Ecco cosa può curare questo farmaco a dir poco miracoloso: “indicato in caso di infezioni della cavità orale, della sfera oro-naso-laringea, polmonari, dei tessuti ghiandolari e cutanee di tipo necrotico. Utile per il trattamento coadiuvante delle turbe infettive e parassitarie del tubo digerente”. Fonte Abbiamo quindi proceduto immediatamente alla somministrazione di tale farmaco, sperando per il meglio. Dopo 7-8 giorni di terapia Belle ha lentamente iniziato a riappoggiare la zampa malata, seppur zoppicando vistosamente, e dopo circa 15 giorni ha ripreso a camminare normalmente! La zampa ora è tornata praticamente normale, per fortuna. Senza trattamento tempestivo credo che Belle sarebbe morta entro un paio di mesi al massimo.
Le vacanze al mare e la fine dei conflitti
Come vi ho accennato prima, anche quest’anno abbiamo deciso di andare in vacanza al mare in Liguria nella casa vacanze che apparteneva ai nonni di mia moglie, e che ormai purtroppo non ci sono più (ma che comunque non la usavano da minimo 10 anni). La casa è piuttosto grande e con gli spazi giusti per poter accomodare i miei amici pennuti. Inoltre ha un box privato e si trova ad appena 5 minuti a piedi dalla spiaggia, quindi per me è molto facile andare sù per controllarle e/o pulirle a metà giornata anche se mia moglie e mio figlio vogliono restare al mare. A febbraio ho dovuto cambiare auto a causa delle emissioni e degli stupidi blocchi del traffico per i diesel Euro 5 in Piemonte, cosa che a settembre 2024 mi avrebbe letteralmente impedito di andare a lavorare (!!!). Ho quindi dovuto salutare la mia “vecchia” e fedelissima Seat Ibiza FR del 2014 (che sarebbe andata avanti altri 10 anni, data la cura con cui l’ho tenuta), e passare alla sorella maggiore, una moderna e tecnologica Seat Leon ST FR a benzina Euro 6. E non l’ho mica scelta a caso! Questa station wagon ha un bagagliaio ENORME (ben 620 litri!), facilmente accessibile, e anche le barre sul tetto per il portapacchi, assolutamente fondamentale per poter viaggiare con le mie quaglie appresso. Appena portata a casa ho subito provato il bagagliaio, per vedere se fosse possibile farci stare tutte le scatole/gabbie dei miei uccelli. E con poche sorprese, ci stava tutto!!! Ecco la simulazione della configurazione per il trasporto:

Il viaggio è andato bene, sia andata che ritorno (circa 3 ore a tratta), e non siamo mai stati fermati dalle forze dell’ordine per un controllo. In ogni caso io ero munito di autodichiarazione datata e firmata, dove spiego che sono uccelli nati e cresciuti in cattività (con scontrino dei depositori acquistati in allevamento), e non destinati in alcun modo nè al consumo nè alla vendita/cessione. Esattamente come avevo fatto per le vacanze al lago per Capodanno 2024.
Ecco quindi la disposizione delle mie quaglie alla casa al mare:


La notte le metto in un piccolo sgabuzzino tranquillo e su misura e, nonostante l’assenza della domotica (in quella casa non c’è internet) sono comunque riuscito a mantenergli le 10 ore di buio, usando una presa temporizzata meccanica, che funziona sempre in modo davvero egregio.
Durante la permanenza al mare, che è andata particolarmente “liscia” e senza intoppi, sono anche riuscito a far riappacificare Windows con Belle e Zen, che avevano iniziato a bullizzarla pesantemente da qualche mese, costringendomi a metterla in una gabbia separata (dove l’ho tenuta fino a inizio agosto). La relativa agitazione per il viaggio e la vacanza via dalla solita casa, unita al cambio del ciclo luce-buio hanno completamente azzerato questo conflitto, e ho finalmente potuto rimetterle tutte e tre assieme, liberandomi di un’ulteriore gabbia da pulire due volte al giorno (4 gabbie per 5 quaglie erano davvero troppe!!!).
Cambiando leggermente discorso, in spiaggia quest’anno purtroppo non ho più ritrovato il piccione che mi ero fatto amico l’anno scorso, chissà che fine ha fatto. In compenso però ho trovato altre forme di vita molto interessanti, come questo simpaticissimo geco, che ho liberato quasi subito totalmente illeso:

Oppure diversi granchietti cacciati tra gli scogli, anche loro rilasciati illesi:

Oppure ancora questo mostruoso Ficus macrophylla ultracentenario!

Imponente e davvero spettacolare.
E ora l’ultima curiosità “fastidiosa”.
I capelli lunghi e ricci di mia moglie: una trappola pericolosa
Purtroppo nel corso degli anni mi sono reso conto che i capelli di mia moglie, lunghi e ricci come da titolo (foto sotto), per le zampe dei miei uccellini possono rivelarsi piuttosto pericolosi, in quanto a volte si annodano tra le dira causandogli fastidio, problemi di deambulazione, e perfino limitando la circolazione sanguigna! Ogni tanto una quaglia comincia a zoppicare all’improvviso, guardandosi spesso la zampa mentre la tiene alzata, e puntualmente scopro che si tratta di un capello riccio fortemente annodato sulla zampa, ma a volte anche su entrambe contemporaneamente. Per toglierlo a volte non è affatto facile, essendo necessaria una delicata operazione con forbicina e/o pinzetta per le unghie. Perfino la povera Quasi è rimasta impigliata in un capello di mia moglie, e me ne sono accorto dopo 24 ore in cui era apatica e mangiava meno del solito, in quanto non riusciva a camminare bene. Quel capello era attorcigliato strettissimo, poverina. Ovviamente non c’è alcuna colpa da parte di mia moglie, ci mancherebbe! Ma senza dubbio questa è una cosa da tenere sott’occhio periodicamente, per evitare potenziali spiacevoli conseguenze.

Concludendo, anche per questa volta siamo arrivati alla fine del post! Mi sono divertito molto a scriverlo, in onore dei vecchi tempi, ma so già che da tipo domani questa voglia di scrivere tornerà in letargo, e ci resterà probabilmente per altri 6 mesi. Speriamo di no, ma non voglio illuderMI né illuderVI.
Intanto grazie della lettura e alla prossima!
Per finire vi lascio con qualche recente foto delle mie quagliette!




Ho letto con molta attenzione il tuo articolo, da cui traspare la passione e la notevole cura con cui segui le tue quaglie. Ignora le maldicenze, non ti curare di ciò che taluni dicono! Continua così, vai sereno per la tua strada!!!
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Bravo Martino!!
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Grazie Martino. Mi dispiace per la tua scomparsa su Quora, hai sempre scritto cose intelligenti ed interessanti. Ma è vero che fare divulgazione dal vivo è un’altra cosa, io faccio ogni tanto seminari nelle scuole su storia della fisica e dell’informatica.
Ciao!
PLR
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